Ambiente
I libri vengono riportati in ordine alfabetico per cognome dell'autore
Binetti
Paola - La famiglia tra tradizione e innovazione.
Luogo privilegiato degli scambi affettivi, la famiglia oggi
è in crisi. L'autrice affronta il tema della frammentazione e moltiplicazione
dei possibili modelli in cui si esprime e si realizza oggi il far famiglia,
un'istituzione che comunque continua a imporsi come modello di riferimento.
In una società sempre più competitiva, in cui l'uomo chiede
spazi di maggiore libertà e autonomia - ponendo in primo piano la realizzazione
personale, l'investimento nello sviluppo dei talenti, e la possibilità
di strutturare legami altamente flessibili - il ritardo delle politiche sociali
non permette di affrontare il declino della generatività e la crisi
della coppia. Vengono analizzate le più recenti proposte di legge,
i cus, i PACS, i DICO, e le richieste delle coppie omosessuali, ridefinendo
i processi che permettono di comprendere l'evoluzione della famiglia, per
definire meglio cosa c'è in essa di stabile, di strutturale - e cosa
c'è di naturalmente mutevole. Ma nonostante tutto, secondo l'autrice
la famiglia c'è, solida e duratura, vero nodo cruciale del rapporto
tra natura e cultura,tra tradizione e innovazione, e resta punto di riferimento
affettivo e valoriale, etico ed economico nella nostra società.
Edizioni Scientifiche
Magi, Roma, 1997
Paola Binetti, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, direttore
del Dipartimento per la ricerca educativa dell'Università Campus Bio-Medico
di Roma, è stata Presidente del Comitato Scienza & Vita, che si
è battuto per la difesa della legge 40 durante il referendum che ne
chiedeva l'abrogazione. Membro del Comitato Nazionale di Bioetica, attualmente
deputato del Partito Democratico, è autrice di oltre 200 pubblicazioni
nazionali e internazionali sul tema della famiglia, dell'educazione terapeutica
e della formazione.
Bruni
Claudia - Ascoltare altrimenti.
Adolescenti stranieri a scuola.
Nei luoghi di ascolto psicologico destinati agli adolescenti a scuola
arrivano sempre più spesso ragazzi stranieri, arrivati in Italia da
più o meno tempo. Le ansie derivanti dall'inserimento in una nuova
società hanno molto in comune con quelle che caratterizzano il passaggio
dall'infanzia all'adolescenza: i ragazzi stranieri lasciano quindi due paesi
contemporaneamente, uno reale e uno simbolico. In questo contesto diventa
fondamentale avere nei loro confronti un atteggiamento accogliente e curioso
verso la differenza, che ne faciliti il racconto, la valorizzi. È importante
attrezzare uno spazio per celebrare con loro il rito della transizione e aiutarli
a elaborare l'eventuale trauma migratorio: la migrazione è infatti
un atto coraggioso e complesso, spesso ambivalente - una "triste fortuna"
- al confine tra rischio e risorsa. A volte le ripercussioni dei lutti - negati
o non elaborati - dei genitori diventano fantasmi ingombranti: rimettere in
circolo queste memorie attraverso la narrazione delle loro dolorose storie
è uno degli obiettivi di questo ascolto. Si tratta di aiutare i ragazzi
a recuperare le loro radici, anche se ferite, perchè solo se sapranno
attingere alla loro storia, riconciliandosi con il passato, potranno immergersi
attivamente nelle esperienze presenti. Ma operativamente, cosa succede nell'incontro
con la diversità? Come trasformare, specialmente a scuola, modalità
e strumenti di lavoro? Come riuscire ad adottare processi flessibili, verificabili
e modificabili in itinere? Il volume propone una rassegna di casi su cui riflettere
creativamente alla luce di teorie, concetti ed esperienze che provengono da
diverse voci italiane ed europee: un'occasione per provare a rimettersi in
campo come insegnanti, pedagogisti, educatori, psicologi e genitori di fronte
a nuovi arrivi, suoni, colori. Si tratta di un esercizio continuo in cui scambio
e apprendimento reciproco sono la vera scommessa.
Ed. Franco Angeli, 2007 ( pag.152).
Claudia Bruni lavora a Milano come psicologa
e psicoterapeuta. Socia della Società Gruppoanalitica Italiana (SGAI),
svolge attività di formazione nell'area della consultazione e prevenzione
nel settore scolastico, sociosanitario e privato. Collabora con la Cooperativa
Crinali nell'ambito della clinica transculturale, della formazione e supervisione.
Autrice di numerosi articoli, ha pubblicato Zona d'ombra. Come i genitori
attraversano l'adolescenza (2003).
Cena Loredana, Imbasciati Antonio, Baldoni Franco - La relazione genitori-banbino.
In queste ultime decadi è avvenuta un'integrazione
tra psicoanalisi infantile, interventi clinico-sperimentali derivati dalle
teorie dell'attaccamento e neuroscienze, che ha prodotto una scoperta fondamentale:
la maturazione neuropsichica, nel suo aspetto di sviluppo mentale e di strutturazione
cerebrale, dipende dal tipo di relazione madre/feto/neonato/bambino e madrepadre/bambino.
La relazione comporta una comunicazione continuativa, costituita da messaggi
non verbali, emessi e recepiti , codificati e decodificati in un dialogo che
si svolge al di sotto della consapevolezza. In questo modo, il neonato-bambino
impara e struttura la sua funzionalità cerebrale: ciò può
avvenire sia in senso positivo, sia patogenetico, a seconda del tipo di relazione.
Da tale scoperta discende l'importanza di tutte le procedure psicologiche
che possano diagnosticare le relazioni a rischio e proporre interventi atti
a prevenire future anomalie psichiche e comunque a migliorare la maturazione
neuropsichica dei bambini.
Springer-Verlag Italia, Milano, 2010 (Pag. 225).
Loredana Cena. Professore Associato di Psicologia Clinica Dipartimento
Materno Infantile Università degli Studi di Brescia. Brescia.
Antonio Imbasciati. Professore Ordinario di Psicologia Clinica Dipartimento
Materno Infantile Università degli Studi di Brescia. Brescia.
Franco Baldoni. Professore Associato di Psicologia Clinica Attaclunent
Assessment Lab Dipartimento di Psicologia Università di Bologna. Bologna
Crispiani
Piero, Giaconi Catia - Qualità della vita e integrazione scolastica.
Indicatori e strumenti per la disabilità.
In un'ottica di promozione del benessere e di prese in carico efficaci e soddisfacenti,
ormai da qualche anno gli interessi e la riflessione scientifica e professionale
si concentrano sul paradigma della qualità e della programmazione e
valutazione dei servizi alla persona. In tal senso, la situazione di vita
delle persone disabili e il contesto scolastico rivelano la loro specificità.
I processi di insegnamento/apprendimento, le dinamiche evolutive e la struttura
organizzativa della scuola connotata da valori e cultura non appaiono valutabili
in una logica aziendalistica orientata all'efficienza, soprattutto quando
si prende in esame quella dimensione "speciale" che è l'integrazione
scolastica. Gli autori propongono principi, procedure e strumenti orientati
a forme di ricerca, di indagine e progettazione di tipo qualitativo, volti
a valutare sia la Qualità di Vita della persona disabile, sia la Qualità
dell'Integrazione scolastica. L'accurata ricognizione teorica è completata
dalla descrizione degli strumenti QdV-dis (Qualità di Vita dei disabili)
e Sistema ISIS (Indagine di Soddisfazione dell'Integrazione Scolastica), riportati
integralmente nel testo e utilizzabili dal lettore nella sua pratica professionale
e di ricerca.
Ed. Erickson, Trento 2009 (pag.207)
Piero Crispiani, Catia Giaconi - Pedagogista clinico, è professore
ordinario di Didattica generale e Pedagogia speciale presso la Facoltà
di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Macerata.
È autore di varie pubblicazioni sui temi della pedagogia clinica, della
teorizzazione delle pratiche professionali pedagogiche e dell'epistemologia
della pedagogia.
Catia Giaconi - È ricercatrice e professoressa presso la Facoltà
di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Macerata.
Si occupa di ricerca nel campo delle scienze cognitive, con particolare attenzione
agli stili di pensiero e didattici.
Cusinato
Mario, Tessarolo Mariaselda - Ruoli e vissuti familiari. Nuovi
approcci.
Lo
studio dei vissuti e dei ruoli familiari secondo un approccio interdisciplinare
è un'esperienza stimolante anche se complessa. Infatti approcci diversi
implicano ricognizioni specifiche di concetti e di metodi; all'interno di
ogni particolare disciplina emergono specifici punti focali corrispondenti
ai particolari obiettivi, ai diversi significati culturali e alle proprie
finalità. Nel complesso tuttavia emerge un insieme che, avendo come
filo conduttore il concetto di ruolo, permette di tracciare un quadro globale
coerente, quasi una teoria globale dei processi familiari. Da diverse angolature
si affrontano temi come la trasmissione e la rinegoziazione dei ruoli, i modelli
di paternità e di maternità, la concezione della famiglia dalla
parte degli adulti e dei bambini, l'incidenza del cambiamento dei ruoli femminili
sulla struttura e sui vissuti familiari. L'ultima sessione è dedicata
agli aspetti metodologici: modelli teorici, strumenti di valutazione, procedure
di analisi. Sono elementi di un processo che interessa tutti coloro che sono
impegnati nello studio della famiglia, pur nell'ottica delle diverse discipline.
La ricerca nell'area familiare ha infatti una propria specificità e
una peculiare complessità che accorciano le distanze e rendono più
concreto l'impegno. Una pista tracciata da percorrere senza esitazioni.
Giunti, Firenze, 1993 (pag 383)
.
Mario Cusinato è professore associato di Psicodinamica dello
Sviluppo e delle Relazioni Familiari presso il corso di laurea in Psicologia
dell'Università di Padova. Membro fondatore dell'International Academy
of Family Psychology, fa parte dello Steering Committee, incaricato di organizzare
il II Congresso Internazionale di Psicologia della Famiglia (Padova, 1994);
è Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Famiglia
dell'Università di Padova. Il suo impegno attuale di ricerca riguarda
la costituzione e lo sviluppo della Psicologia della Famiglia in Italia e
nel mondo. Lavora anche alla stesura e alla sperimentazione di programmi strutturati
di intervento familiare di prevenzione primaria e secondaria.
Mariselda Tessarolo è professore associato di Sociologia della
Comunicazione presso il corso di laurea in Psicologia dell'Università
di Padova. Le sue ricerche si sviluppano su tre filoni: la condizione della
persona anziana, autopercezione, contesti sociali e servizi sociali; l'immagine
della donna e i modelli femminili; la condizione giovanile con particolare
riferimento al periodo dell'adolescenza e alla formazione delle scelte culturali
e giovanili attraverso i mass-media.
Di
marzio Raffaella - Nuove religioni e sette.
La psicologia di fronte alle nuove forme di culto.
Attraverso un'analisi esaustiva della struttura e del funzionamento dei cosiddetti
gruppi carismatici e dei dati relativi all'attività di un centro di
ascolto, il volume offre una riflessione psicologica sulle motivazioni individuali,
i processi sociali e le dinamiche relazionali che sottendono il fenomeno del
settarismo e dell'antisettarismo religioso moderno. Il bisogno di credere,
di evadere, di ricercare il senso e la speranza sono tutti bisogni costitutivi
dell'esperienza umana. Ma cosa succede quando il credere scivola in credulità,
il fideismo e l'appartenenza diventano gregarismo e dipendenza, la fiducia
nel leader degenera in ipocritica, la fantasia e il gioco sono mortificate
in stereotipia e ripetitività, il simbolismo decade in totemismo, il
rito in rituale esoterico per iniziati e la solidarietà e coesione
interna diventano chiusura e distacco dall'esterno. L'autrice analizza i fenomeni
religiosi per coglierne strutture e dinamismi psicologici, si interroga sulle
caratteristiche di personalità e sulle motivazioni dei soggetti coinvolti,
sottolineando il potenziale trasformativo che le esperienze del genere hanno
sulla loro personalità.
Edizioni Magi, Roma, 2010.
Raffaella Di Marzio, laureata in Psicologia, Scienze dell'educazione
e Scienze storico-religiose, è insegnante di religione cattolica. Membro
del direttivo della SIPR (Società Italiana di Psicologia della Religione)
e del comitato scientifico della rivista "Cultic Studies Review"
pubblicata call'ICSA (International Cultic Study Association), ha insegnato
Psicologia della religione presso la Pontificia Facoltà "Auxilium"
di Roma. Autrice di numerosi articoli in lingua italiana e inglese pubblicati
su riviste specializzate nel settore, è tra i collaboratori del volume
Le religioni in Italia (Elledici, 2006). Direttrice editoriale dei primi corsi
online sul fenomeno religioso in Italia (www.corsiweb.org), ha fondato ed
è responsabile del Centro di Informazione online SRS (Sette, Religioni
e Spiritualità: www.dimarzio.it).
Ferri
Paolo - Nativi digitali.
Nati dopo la rivoluzione di Internet, i nativi digitali esperiscono uno stato
del. mondo molto differente da quello che abbiamo conosciuto noi figli di
Gutenberg. La nuova versione 2.0" dell'Homo sapiens è sempre accompagnata,
a casa, a scuola, con gli amici, dalle protesi comunicative ed espressive
digitali, che contribuiscono a delineare il perimetro del sé e dell'agire:
un'immersione nella realtà digitale che cambia il modo di apprendere,
di gestire l'informazione e di comunicare.
Pearson Itali, Milano-Torino, 2011.
Paolo Ferri insegna Teoria e tecniche dei Nuovi Media e Tecnologie didattiche
presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università
degli Studi Milano Bicocca, dove dirige il LISP (Laboratorio informatico di
Sperimentazione Pedagogica) e l'Osservatorio Nuovi Media NuMediaBios. Tra
le sue pubblicazioni: La scuola digitale (Bruno Mondadori, Milano 20081, Digital
Kids. Come i bambini usano il computer e come potrebbero usarlo genitori e
insegnanti (con S. Mantovani, Etas, Milano 2008), / nuovi media e il web 2.0
(con S. Mizzelta e F. Scenini, Guerini e Associati, Milano 20091. Il suo sito
è www.paoloferri.net
Fonzi
Ada - Il
bullismo in Italia.
Il fenomeno delle prepotenze a scuola dal Piemonte alla Sicilia
Da
anni ormai il termine "bullismo" è entrato di diritto nella
letteratura psicologica internazionale a indicare il fenomeno delle prepotenze
che vengono perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei
o quasi, soprattutto in ambito "Scolastico. Dopo il lavoro pionieristico
del ricercatore norvegese Dan Olweus e di altri studiosi che hanno messo in
rilievo la rilevanza del fenomeno in questione in molte parti del mondo, si
cerca qui di dare risposta ad una serie di interrogativi che ci coinvolgono
come adulti e come cittadini democratici. Esiste il bullismo nelle scuole
italiane? E, se sì, in che forme si manifesta e che dimensioni presenta
rispetto ad altri paesi? E ancora: qual è l'atteggiamento degli adulti,
genitori e insegnanti, di fronte a queste manifestazioni e alle situazioni
di disagio, emarginazione e ingiustizia che esse producono? E, soprattutto,
quali strategie possono essere messe in atto per spezzare quella perversa
circolarità che sembra legare persecutori e vittime? Questo volume,
che raccoglie gli studi e le esperienze condotte da un nutrito gruppo di ricercatori
provenienti da regioni diverse d'Italia, offre uno spaccato drammatico dell'entità
del fenomeno nel nostro paese, ma propone anche riflessioni e tentativi per
possibili soluzioni.
Giunti, Firenze, 1997 (pag 230)
Ada Fonzi, docente di Psicologia dello sviluppo
all'Università di Firenze, ha compiuto studi e ricerche nelle aree
del linguaggio, del disegno, della frustrazione, del pensiero magico. Da anni
si occupa dei processi di socializzazione e delle dinamiche relazionali tra
coetanei nell'infanzia e nella fanciullezza. Dopo aver affrontato il tema
della cooperazione e della competizione (Cooperare e competere tra bambini,
Giunti, 1991), conduce e coordina una serie di ricerche sulle condotte prosociali
e antisociali nel corso dello sviluppo, con particolare attenzione ai legami
amicali e al fenomeno delle prepotenze in ambito scolastico.
Frattini Gabriella, Melica Stefania, Salvetti cristina - Movimnto, sport
ed espressività corporea. Percorsi
per affrontare il disagio giovanile.
Negli ultimi anni il disagio giovanile, nelle sue diverse forme quali bullismo,
aggressività, apatia, demotivazione, ecc., è diventato un fenomeno
che desta crescente preoccupazione e di fronte al quale la scuola - e non
solo - si sente spesso sprovvista di competenze e strumenti adeguati ad affrontarlo.
In questo quadro, risulta innovativo e promettente l'approccio suggerito nel
volume, che attraverso il movimento nelle sue molteplici accezioni - gioco,
sport, attività espressive - crea il terreno di dialogo tra docenti
e studenti, un dialogo fatto di ascolto, empatia e condivisione, per ricercare
possibili soluzioni alle loro problematiche. Rivolto agli insegnanti di Scienze
Motorie della scuola secondaria di primo e secondo grado e a tutti gli operatori
del movimento, il testo prende in esame numerose situazioni di disagio e le
analizza alla luce della letteratura psicopedagogica e sociologica. Ripercorre
casi di singoli allievi odi intere classi affrontati in prima persona dalle
autrici e descrive nel dettaglio proposte operative utilizzabili in circostanze
analoghe. Un ultimo capitolo con una panoramica sulle neuroscienze conferma
e supporta i contenuti teorico-pratici.
Erickson, Trento. 2011 (pag.270).
Gabriella Frattini, Docente di T.T.D. Età Evolutiva UCSC, ha
un Master in Gestione educativa del disagio scolastico ed è componente
della commissione nazionale Progetto Alfabetizzazione Motoria. Insegna presso
il Liceo Artistico di Varese.
Stefania Melica, Formatore in psicomotricità funzionale, operatore
di riabilitazione posturale, supervisore di tirocinio SSIS presso l'Università
Cattolica Milano, insegna Espressività corporea e Didattica dell'Educazione
Fisica.
Cristina Salvetti, Docente di Attività motoria per l'infanzia
all'Università Cattolica Milano e di Metodologia sportiva SdS Coni
Lombardia, è autrice di testi di Scienze Motorie per la scuola secondaria
e dell'infanzia.
Hierro
Paolin Isabel Cristina (a cura di) - Imparare a includere.
Riflessioni ed esperienze per una scuola inclusiva.
In Italia, l'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali costituisce
ormai una realtà consolidata. Il loro diritto a una formazione e istruzione
di qualità, all'interno del circuito delle scuole "normali",
appare un principio ampiamente condiviso e riconosciuto, supportato da una
forte tradizione trentennale. Piuttosto che sull'approfondimento dei fondamenti
etici, sociali e politici dell'inclusione, la riflessione pedagogica in Italia
si concentra oggi su metodologie didattiche, strumenti operativi, approcci
di rete e modalità appropriate ed efficaci per realizzare l'integrazione
scolastica. Imparare a includere ci permette un confronto con la realtà
brasiliana, in cui il modello inclusivo sta cercando faticosamente di imporsi,
scontrandosi con pregiudizi e concezioni elitarie della scuola, e fa emergere
con chiarezza il carattere profondamente democratico e morale della scelta
inclusiva. È l'opportunità di riscoprire, al di là della
dimensione tecnica, il vincolo con i valori di cittadinanza e di equità
e l'impegno a collaborare attivamente e con coraggio alla costruzione di una
società che sappia vivere e valorizzare le differenze.
Ed. Erickson, Trento 2010 (pag.196)
Isabel Cristina Hierro Paolin - Pedagogista specializzata in psicodramma
e psicopedagogia, consigliere a vita dell' Associa?ao Brasileira de Psicopedagogia
(ABPp - Associazione Brasiliana di Psicopedagogia). È autrice di vari
articoli su siti, riviste e libri. Autrice dei volumi: Pais Educadores. È
Proibido Proibir? [Genitori educatori. È proibito proibire?' (Porta
Alegre, Media?ao, 2003) e Professores Formadores: A Rela?ao entre a Famlia,
a Escola e a Aprendizagem [Insegnanti formatori: il rapporto tra famiglia,
scuola e apprendimento] (Curitiba, Positivo, 2005).
Imbasciati Antonio, Cena Loredana - I bambini e i loro
caregivers. Metodi e strumenti per l'osservazione clinica
della relazione e per l'intervento.
Le ricerche sullo sviluppo infantile, a cominciare da quello fetale e neonatale,
convergono nell'indicare come questo avvenga in un contesto relazionale, dal
quale dipende. Il fatto dunque che un neonato possa poi crescere con uno sviluppo
ottimale piuttosto che a rischio di patologia dipende dalle sue relazioni
primarie. Una valutazione circa il suo futuro sviluppo deve pertanto essere
effettuata osservando, valutando e diagnosticando le relazioni e non soltanto
il singolo. Il testo descrive le tecniche che, nel quadro di teorie diverse,
sono state sviluppate negli ultimi trent'anni per osservare, valutare, diagnosticare
la situazione relazionale tra il bimbo piccolo, neonato in particolare, e
chi si prende cura di lui, in primis i due genitori. Tali tecniche, escogitate
sia per la ricerca che per la clinica, si sono rivelate indispensabili per
impostare interventi terapeutici nelle situazioni riconosciute come patologiche
o interventi preventivi per le situazioni a rischio, o anche interventi per
migliorare ulteriormente la qualità della relazione e con questa il
futuro del bimbo. Anche tali interventi vanno effettuati nella relazione e
sulla relazione: il "paziente" è la relazione, non il singolo
individuo.
Ed. Borla, Roma, 2010 (pag. 219)
Antonio Imbasciati, professore ordinario di Psicologia Clinica nella
Facoltà di Medicina di Brescia, è psicoanalista membro ordinario
e didatta della Società Psicoanalitica Italiana (S.P.I.) e membro ordinario
dell'International Psychoanalytical Association (I.P.A.). È autore
di un gran numero di pubblicazioni: articoli e saggi, e quarantotto volumi,
come dal sito www.imbasciati.it. Da molti anni si dedica allo studio e alla
ricerca in Psicologia Clinica Perinatale.
Loredana Cena, laureata in Pedagogia, specializzata in Psicologia dello
Sviluppo, è psicoterapeuta. Professore associato di Psicologia Clinica
nel Dipartimento Materno Infantile della Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell'Università degli Studi di Brescia, le sue ricerche riguardano
soprattutto la Psicologia Clinica Perinatale.
Levi
Gabriel (a cura di) Rischio psicosociale in età evolutiva
I bambini "a rischio" sfuggono ad una distinzione
bipolare tra normalità e patologia, sembrano camminare su di un filo,
emettono segnali di disagio che fanno temere per il loro futuro, sono difficilmente
definibili nelI' hic et nunc. Negli ultimi anni il concetto di rischio è
diventato oggetto di studio comune a operatori e studiosi delle scienze sociali
e psichiatriche, ma, a tutt'oggi, non si è ancora raggiunta una condivisione
chiara dei parametri che lo definiscono, né, tanto meno, dei modelli
di riferimento che sostanziano l'intervento in questo campo. Il volume presenta
una raccolta di lavori sul tema del rischio psico-sociale in età evolutiva
rivolta ad operatori socio-sanitari del settore. I contributi sono stati suddivisi
in due sezioni: la prima, in cui vengono descritte e discusse le rappresentazioni
suscitate dal processo di affido di diverse categorie di bambini, con particolare
riguardo ai bambini nati da madre HIV positiva; la seconda, in cui vengono
presentati diversi contributi di ricerca sul rischio psico-sociale in età
evolutiva con particolare riguardo alla rilevazione del disagio sommerso,
alla individuazione dei fattori di rischio e alla riduzione degli esiti. L'obiettivo
del libro è quello di mettere a confronto strategie di analisi e di
intervento sul rischio psicosociale tra differenti categorie di bambini al
fine di individuare aree di sinergia operativa in cui collocare la specificità
delle casistiche e quelle del singolo caso.
Edizioni Borla, Roma, 1998 (pag.180)
Gabriel Levi, professore
ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso l'Università degli Studi
"La Sapienza" di Roma. Da oltre 20 anni si occupa nella clinica
e nella ricerca di Psicopatologia e Neuropsicologia dello Sviluppo. Da circa
lO anni si occupa di Progetti Preventivi nel campo della Salute Mentale in
Età Evolutiva.
Levi
Gabriel (a cura di) Una finestra sull'infanzia
Il libro affronta il tema fortemente attuale della condizione
infantile tra normalità, disagio e sofferenza sommersa. La sofferenza
silenziosa è un fenomeno ampiamente descritto in termini numerici ma
scarsamente individuato nella sua espressività clinica. Una larga fetta
di bambini con disagio psicologico arriva all'attenzione dei Servizi per la
Salute Mentale in Età Evolutiva in ritardo. È possibile che
il mondo degli adulti - genitori, operatori scolastici e sanitari - non si
accorga che i bambini soffrono in silenzio? I diversi contributi, che compongono
il volume, descrivono come il mondo adulto sappia riconoscere un bambino a
disagio senza però capire quando un piccolo problema sta diventando
un grande problema. Il libro descrive le diverse modalità espressive
dei disturbi più frequenti in età evolutiva (ansia, depressione,
disturbo di personalità, disturbo specifico di apprendimento) mettendo
a confronto due percorsi: i bambini che arrivano precocemente all'attenzione
dei Servizi per la Salute Mentale in Età Evolutiva versus i bambini
che restano non segnalati. Il libro tenta così di dare una spiegazione
della sofferenza silenziosa e propone alcune considerazioni in merito alla
riformulazione di modelli teorici ed organizzativi capaci di rispondere al
disagio evolutivo sommerso.
Edizioni Borla, Roma, 1999 (pag.101)
Gabriel Levi, professore
ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso l'Università degli Studi
"La Sapienza" di Roma. Da oltre 20 anni si occupa nella clinica
e nella ricerca di Psicopatologia e Neuropsicologia dello Sviluppo. Da circa
lO anni si occupa di Progetti Preventivi nel campo della Salute Mentale in
Età Evolutiva.
Mondelli
Barbara - Io ti amoro. Ovvero sull'arte in
disuso, di
essere genitori normali.
Sono infallibili, di norma, i presupposti che tutte le famiglie siano diverse,
che scrivere i "manuali" per i genitori sia compito di esperti,
che non ci siano soluzioni uguali per problemi - apparentemente - uguali.
Ma quando una mamma (di tre figli maschi) decide di raccontare il modo in
cui ha organizzato la propria famiglia, le scelte che ha fatto nelle situazioni
problematiche, le sensazioni che l'hanno guidata nelle delicate questioni
dell'educazione giornaliera, e se questo racconto trasuda di logica, ironia,
affetto, buon senso e santa pazienza, ne viene fuori un qualcosa che supera
di gran lunga il consiglio del più esperto degli esperti. Come fare
per riuscire a sentirli tutti e tre mentre parlano contemporaneamente? Come
dividere l'attenzione e l'affetto perché nessuno si senta geloso? Come
non farsi inghiottire dalle faccende domestiche e trovare il tempo per stare
insieme? Come ricavare del tempo per se stessi? E poi, le autonomie personali,
la scuola, i parenti, gli amici. La società dei consumi e l'economia
domestica. La qualità del tempo libero. Questo vivace ritratto di una
famiglia diventa, fin dalle prime pagine, una fonte da cui non pochi genitori
potranno attingere a piene mani.
Edizioni Magi, Roma, 2007 (pag.103)
Barbara Mondelli, nata a Parma nel 1969, laureata in Lettere Moderne
all'Università di Parma, è insegnante di scuola primaria e attualmente
insegna matematica e scienze in una quinta elementare. Sposata, tre figli
e un quarto in arrivo, è scrittrice per passione. Nel 2005 ha scritto
Due più uno non fa tre, scelto tra le opere meritevoli al concorso
in memoria di Giuliana Ukmar e pubblicato all'interno de I1 grande occhiaile,
a cura di Patrizia Adamoli.
Mosciatti
Antonio - Mi tremava anche il sogno.
L'esperienza del terremoto raccontatadai bambini di Serravalle Chienti.
I bambini che trovano parole ed immagini per raccontarsi e raccontare
la paura vissuta; una persona che li ascolta, che li conosce, che permette
loro di rivivere un'esperienza senza patire l'angoscia del doverla dimenticare
nel silenzio. La figura del maestro che dà ascolto ai bambini. In questo
caso il trauma così terrificante ha avuto la possibilità da
parte dei bambini di essere raccontato ad una persona "riconosciuta"
da tutti come il loro maestro. Non è un caso che sia proprio il maestro
a raccogliere le voci dei bambini - una figura alla quale tutti riconoscono
un ruolo ed una funzione sociale. E Antonio Mosciatti ha saputo interpretarla
nel modo migliore, consentendo ad ognuno di ricordare la propria esperienza
e di concretizzarla in un libro dove in un futuro potranno, rileggendolo,
ritrovarsi.
Edizioni Scientifiche Magi, Roma, 1997
Antonio Mosciatti è il maestro della scuola elementare di Serravaile
di Chienti (MC).
Natanson
Madeleine - Io ho bisogno dei nonni
Nelle civiltà antiche erano gli anziani, garanti
delle tradizioni, a intrattenere rapporti particolarmente stretti con i loro
nipoti. Si diceva "È stato un anziano a educarlo" ogni volta
che un bambino faceva discorsi pieni di saggezza. I nonni da sempre ripresentano
e rappresentano ai nipoti il passato familiare e insieme a loro sperimentano
che il passaggio da una generazione all' altra non è mai una ripetizione,
ma la ricerca e la scelta delle cose fondamentali da trasmettere. In questo
libro, dedicato in egual misura sia ai nonni che ai nipoti, l'autrice racconta
e analizza questo rapporto reciproco e riflette sul perché della sua
fondamentale importanza nella vita di ognuno di noi.
Edizioni Magi, Roma, 2002 (pag.170).
Madeleine Natanson, psicologa e psicoanalista
francese.
Nucci Flaminia - L'amore che non osa dire il suo nome.
Psicologia dell'omosessualità maschile e femminile.
Il libro esamina la dinamica psichica dell'omosessualità, maschile
e femminile, in relazione alla dinamica eterosessuale. Accanto a una sintesi
della storia dell'omosessualità e un panorama sulle diverse scuole
di pensiero sull'eziologia dell'orientamento sessuale,
l'autrice indaga le modalità con cui si costruisce l'identità
omosessuale, a partire dall'infanzia e dall'adolescenza. Il nucleo del libro
è costituito dalla descrizione dell'esperienza soggettiva degli omosessuali:
l'accettazione della propria "diversità", quindi, i differenti
modi di porsi dei componenti della coppia nei confronti del mondo esterno,
la clandestinità e l'emarginazione, il confronto con la propria omofobia
interiorizzata e con quella "legittima" altrui. La condizione omosessuale,
che oggi può essere ancora fonte di grandi
sofferenze, è - nella convinzione dell'autrice - anche foriera di innovazione
e progresso sociale e culturale: l'apertura e l'indipendenza che contraddistinguono
gli omosessuali consentono loro di essere portatori di nuovi modi di intendere
l'amicizia, l'amore, le relazioni,
la sessualità e la famiglia. Questo volume, nel mentre indaga i processi
psichici e le questioni sociali, ci parla sempre e innanzitutto dell'amore.
E, come tutte le forme d'amore, anche quello omosessuale elude qualunque piena
comprensione e, infine, rimane un mistero.
Ed. Magi, Roma, 2011 (pag.137)
Flaminia Nucci si è diplomata alla Libera Scuola di Terapia Analitica
di Milano (Li.S.T.A.), la cui attività formativa e didattica si fonda
sul pensiero e la prassi clinica di Carl Gustav Jung. È socia fondatrice
e presidente dell'Associazione culturale "Il filo di Arianna",
che si prefigge di creare occasioni di incontro, ricerca e dibattito sulle
esperienze dell'anima umana, oggi. Pittrice e studiosa della potenza autoriparatrice
e costruttiva di ogni gesto creativo, vive e lavora a Milano.
Olweus
Dan - Bullismo a scuola.
Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono
Il bullismo è un fenomeno sommerso,
eppure incredibilmente diffuso. È una forma di oppressione estrema,
in cui la giovane vittima sperimenta, per opera di un coetaneo prevaricatore,
una condizione di profonda sofferenza, di grave svalutazione della propria
identità, di crudele emarginazione dal gruppo. Sulla base del suo imponente
e pionieristico lavoro di ricerca e sperimentazione, Don Olweus ci offre gli
strumenti, teorici e pratici. per vedere, capire, intervenire.
Giunti, Firenze, 1996 (pag 125)
Dan Olweus è dal 1970 professore di Psicologia
all'Università di Bergen, in Norvegia. Per molti anni ha diretto un
importante centro di formazione per psicologi clinici dell'età evolutiva.
È considerato la massima autorità mondiale in materia di bullismo
e di vittimizzazione. I suoi contributi sull'aggressività infantile
gli sono valsi l'assegnazione di prestigiosi riconoscimenti ed onorificenze.
È stato, tra l'altro, Fellow presso il Center for Advanced Studies
in the Behavioral Sciences di Stanford e ricopre attualmente la carica di
Presidente dell'lnternational Society for Research on Aggression.
Petrone
Loredaa, Troiano Mario - Dalla violenza virtuale alle nuove forme di
bullismo. Strategie di prevenzione per genitori, insegnanti
e operatori.
Dal fenomeno wrestling al comportamento violento,
dai videogiochi alle condotte aggressive, dalla violenza in TV alle assurde
emulazioni di fronte a cui, non di rado, rabbrividiamo tutti: esistono similitudini
tra quello che i giovani vedono sugli schermi e i loro comportamenti antisociali
e violenti? Il fenomeno del bullismo purtroppo "sta al passo con i tempi".
Quali sono le sue nuove forme? Come nasce il cyberbullo e in che cosa risiede
la sua forza? Come si può prevenire il bullismo, chi ne è responsabile
e di chi è la colpa? La lettura psicologica del fenomeno inizia in
questo libro con il ritratto psico(pato)logico del bullo per proseguire con
quelli, non sempre edificanti, dei mass-media, della scuola e della famiglia.
Gli autori, facendo luce
e le dovute distinzioni tra i concetti di aggressività e di violenza,
fanno il punto della situazione sui comportamenti patologici nella società
dei giovani e si soffermano sulle conseguenze di tali condotte. Ai danni fisici
delle vittime si sommano traumi psichici particolarmente gravi di cui non
sono affatto esenti gli aggressori. Inevitabilmente cupo, il quadro che emerge
da questa analisi contiene tuttavia nuclei creativi di notevole potenziale,
individuati in particolare all'interno della famiglia e nella partecipazione
delle istituzioni. Nella ricca disamina delle modalità di prevenzione
spicca un progetto educativo alla legalità, già in via di attuazione,
che coinvolge unanimemente studenti, insegnanti, genitori e i mass-media.
Edizioni Magi,
Roma, 2007 (pag.137)
Loredana Petrone, psicologa, psicoterapeuta, collabora con la cattedra
di Medicina Sociale della "Sapienza" Università di Roma e
dirige la Scuola di Specializzazione PsicoUmanitas di Roma. E autrice e coautrice
di numerosi articoli e libri sulla prevenzione dei comportamenti violenti,
di cui per i tipi delle Edizioni Magi Quaderni di Axi, dedicati alla prevenzione
della pedofilia, del bullismo e all'educazione al rispetto dell'ambiente.
Mario Troiano, psicologo, psicoterapeuta, presidente AFI (Associazione
Famiglie Italiane), direttore dell'IEIPE (Istituto Europeo Internazionale
di Psicologia dell'Emergenza), past President-docente scuola di specializzazione
di psicoterapia PsicoUmanitas, consulente tecnico del Tribunale Civile di
Roma.
Si occupa da molti anni di riparazione dei vissuti traumatici ed é
autore di numerosi articoli e libri sui problemi della famiglia e della persona,
tra cui Guarire dagli altacchi di panico (Edizioni Magi, 2005).
Vayer Pierre, Camuffo Mauro - La faccia nascosta della classe.
L'immagine classica della classe, con gli allievi allineati
di fronte all'insegnante, assorti sul loro compito o attenti alla spiegazione,
è un'illusione. gli stessi insegnanti si pongono delle domande a proposito
del clima che regna in certi momenti nelle loro classi o del comportamento
di questo o quel gruppo di bambini. Domande molto diversema che possono essere
riassunte in una sola: "Cosa accade nel mondo dei bambini?". La
faccenda è complessa perchè tre sono i livelli della rappresentazione
nella mente degli interlocutori: quel che si vede, quel che non si vuole vedere
e, soprattutto quel che proprio non si vede. Questo volume prende in esame
i comportamenti, le relazioni, le tendenze, kle inclinazioni....quel che non
si vede, la faccia nascosta della classe.
EdizioniScientifiche Ma.Gi., Roma, 2000 (pag.161).
Pierre Vayer, dottore in Lettere e Scienze Umane, docente di psicologia
e "docteur d'Etat" di Scienze dell'Educazione, è attualmente
Direttore della Ricerca presso l?istituto Piaget di Lisbona.
Mauto Camuffo, neuropsichiatra infantile, psicologo clinico. Svolge
la sua attività professionale presso l'ASL di Grosseto. Autore di numerose
pubblicazioni sull'infanzia e sull'Handicap, è da molti anni collaboratore
del prof. Pierre Vayer.
Venuti
Paola, Giusti Francesca - Madre
e Padre. Scienze dell'evoluzione, antropologia
e psicologia delle funzioni parentali.
I saggi raccolti in questo volume costituiscono
un contributo verso un'analisi interdisciplinare dei ruoli e delle funzioni
parentali. Vi sono rappresentati almeno tre punti di vista: quello antropologico,
attraverso un confronto tra società semplici e società complesse;
quello psicologico, attraverso una presentazione dei temi relativi alla relazione
madre-bambino e padre- figlio; quello biologico, attraverso l'impiego di una
cornice evoluzionistica, che fa da sottofondo a tutto il libro, e il frequente
riferimento al comportamento dei primati non umani. I saggi dei vari autori
attuano una compenetrazione tra teorie molto generali, quali l'etologia, la
paleontologia e l'antropologia, e modelli molto più recenti e specifici,
quali quello interattivo-cognitivista e sociobiologico. Grazie all'attenta
opera di rilettura e di riflessione delle autrici, i singoli temi trattati
in ciascun contributo sono stati inseriti in una trama più generale
che compenetra storia e attualità in molti degli aspetti relativi allo
sviluppo del bambino e delle sue relazioni con le figure parentali.
Giunti, Firenze, 1996 (pag 220)
Paola Venuti è professore associato di
Psicologia dinamica presso il corso di laurea in psicologia della Seconda
Università degli Studi di Napoli. Si occupa dello studio della relazione
madre-bambino e padre-bambino sia in ambito di ricerca che di applicazione
clinica, pubblicando numerosi articoli sull'argomento. In collaborazione con
altri autori ha scritto i seguenti volumi: L'osservazione in psicologia genetica
(1986); Se sto attento non mi faccio male (1994); Il colloquio come strumento
psicologico (1995); L'osservazione nella psicologia dello sviluppo (1996).
Francesca Giusti collabora con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
di Napoli, di cui cura il settore antropologico. Si occupa da anni di antropologia
e, in particolare, dei temi connessi con l'evoluzione umana. Ha pubblicato
i volumi Evoluzione e storia del/' uomo (1984); La scimmia e il cacciatore
(1994); Lettera da una professoressa (1998).
Vayer
Pierre, Camuffo Mauro - Io e gli altri. Le relazioni
interpersonali in età evolutiva.
Il volume esamina il modo in cui emergono e
si sviluppano le relazioni interpersonali tra i bambini e il loro significato.
In un sistema sociale relativamente stabile e duraturo, queste relazioni mostrano
un'organizzazione interna caratteristica in rapporto alla natura e, soprattutto,
alla qualità delle comunicazioni che si stabiliscono tra le persone
coinvolte. La traduzione grafica delle scelte espresse diviene allora un sistema
di riferimento che permette agli autori di analizzare le tendenze personali
e i fenomeni sociali che derivano dalle azioni e dalle interazioni in classe.
I risultati sono sorprendenti e di grande importanza: l'ambiente che concede
al gruppo l'autonomia, e che è caratterizzato dalla buona comunicazione,
favorisce l'integrazione'delle conoscenze e dà senso alle attività
svolte in classe. Una corretta organizzazione di rispetto delle persone garantisce
il benessere e l'efficienza delle azioni.
Edizioni magi, Roma, 2002 (pag.130)
Pierre Vayer,
recentemente scomparso, era laureato in Lettere e .:Scienze umane. Docente
di Psicologia e "docteur d'Etat" di Scienze dell'educazione, era
Direttore della ricerca presso l'Istituto Piaget di Lisbona. Dopo aver espresso
per primo, nel 1960, la nozione di psicomotricità, orientò i
suoi lavori verso la psicologia dello sviluppo e la psicologia sociale, favorendo
un approccio sistemico all'educazione.
Mauro Camuffo, neuropsichiatria infantile e psicologo clinico, responsabile
dell'Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza presso
la ASL di Grosseto.
Waterman Barbara - La nascita di una madre.
Relazioni di attaccamento di madri non biologiche.
Questo libro vuole aiutare i neogenitori non biologici ad attribuire
un. significato ai comportamenti più problematici e inesplicalsilidelfiglib
contribuendo alla mediazione dei contrasti e alla costruzione dell'attaccamento.
Nell'approfondire gli aspetti che accomunano le varie forme di maternità
e nell'analisi delle differenze e delle similitudini delle relazioni di attaccamento
tra madre non biologica e il figilo adottivo, l'autrice sottolinea i vantaggi
del modello di famiglia allargata, l'importanza del sostegno della comunità
e il potenziale contributo delle varie figure professionali impegnate in questo
campo. I concetti teorici chiave sono illustrati da una serie di esempi tratti
dall'esperienza personale dell'autrice e dal suo lavoro con i pazienti. La
Waterman suggerisce un'alternativa positiva al mito della madre perfetta e
il suo libro costituisce una guida per madri adottive, affidatarie, matrigne,
e per la rete di familiari e amici che le sostiene.
Ed. Magi, Roma, 2010 (pag264).
Barbara Waterman ha ottenuto il dottorato in Psicologia e Relazioni
Sociali all'Università di Harvard nel 1975. Dopo aver affrontato personalmente
il dramma dell'infertilità, e successivamente al fallimento dei suoi
tentativi di adottare come madre single, è diventata matrigna di una
coppia di gemelle dodicenni. Svolge la sua attività professionale come
psicoterapeuta a Oakland, in California.
Xodo
Carla (a cura di) - Oltre il segno.
Piercing e tatuaggi negli adolescenti.
Tra le molteplici trasgressioni o manifesta toni delle rotture inter-generazionali,
il fenomeno dei piercing e tatuaggi è sicuramente uno dei più
vistosi, non fosse altro che per la sua crescente popolarità. A partire
da una campionatura molto estesa, il volume analizza il fenomeno per portare
alla luce motivazioni e atteggiamenti che stanno alla base di queste scelte
adolescenziali nei confronti del corpo. Educatori, genitori, personale medico
e paramedico possono trovare elementi utili per comprendere le ragioni dello
stile di vita dei nostri giovani e dei loro bisogni educativi. Per la realizzazione
di questo lavoro si è, infatti, costituita una équipe interdisciplinare
presso l'Università di Padova, sostenuta da un quadro di comparazione
internazionale. Durata due anni, la ricerca si è avvalsa dell'apporto
di pedagogisti, medici igienisti, chirurghi plastici e statistici. Questa
scelta spiega la natura degli obiettivi perseguiti che sono sostanzialmente
due: conoscere l'adolescenza oggi e fornire nuovi dati per arricchire la letteratura
sull'argomento ma, soprattutto, educare alla salute e contribuire al benessere
dei giovani.
Il rigore scientifico della ricerca rende il volume uno strumento prezioso
per un uso professionale in campo non solo pedagogico, ma anche biomedico.
Franco Angeli, Milano, 2010 (pag. 237)
Scritti di: Carla Xodo, Renata Clerici, Silvia Meggiolaro, Mirca Benetton,
Enrico Miatto, Melania Bortolotto, Silvia Majori, Tatjana Baldovin, Francesca
Capretta, Marta Cecilia Busana, Vincenzo Baldo, Luca Cegolon, Giuseppe Mastrangelo,
Francesco Mazzoleni.
Carla Xodo è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale
presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università
degli Studi di Padova. Insegna Pedagogia generale, Pedagogia del lavoro e
Deontologia delle professioni educative. Ha fondato e coordina l'"Osservatorio
sulla qualità e deontologia delle professioni educativo-formative".
Tra le ultime pubblicazioni ricordiamo: Capitani di se stessi. L'educazione
come processo di costruzione di identità (La Scuola, 2003); Dopo la
famiglia, la famiglia. Indagine sui giovani tra presente e futuro (Pensa MultiMedia,
2008); Bio-Pedagogia: Quality of life (Pensa MultiMedia, 2009).