Evoluzione
I libri vengono riportati in ordine alfabetico per cognome dell'autore
Ambrosini Claudio, Pellegatta Simona - Il gioco nello sviluppo e nella
terapia psicomotoria.
Dialogo tra una mamma e il suo bambino poco prima di cena.
Mamma (spazientita): "Ma stai ancora giocando con le figurine?!".
Bambino (infastidito): "Mamma, sto attaccando le figurine, non sto giocando!".
Non tutte le attività infantili sono gioco e questo dialogo è
indicativo della diversa interpretazione che ne danno adulto e bambino. Si crea
così un equivoco che, se è privo di rilevanza nelle naturali relazioni
umane tra genitori e figli, diventa rischioso quando si colloca in una relazione
di aiuto, sia essa terapeutica o educativa. Il libro si occupa di smontare alcuni
stereotipi - quali "il gioco è apprendimento", si "conosce
attraverso il gioco", il gioco è "l'attività preferenziale
dell'infanzia" - attraverso una ricerca attenta sulle attività infantili
nei primi 6-7 anni di vita, un'analisi dei giochi degli adulti, la costruzione
di una teoria del gioco in armonia con il pensiero degli studiosi in questo
campo e le osservazioni che emergono dal lavoro terapeutico psicomotorio con
bambini con diverse tipologie di disturbi. Il volume descrive allora il gioco
come un'attività di confine con la realtà e con l'arte, attività
creativa che tuttavia, a differenza delle altre, è completamente gratuita.
E in questo stanno la ricchezza e il limite: del gioco infatti non rimane traccia
e perciò mantiene, eternamente, il suo fascino misterioso.
Erickson, Trento, 2012 (pag.184).
Claudio Ambrosini, Psicomotricista e TNPEE (Terapista della Neuro e Psicomotricità
dell'Età Evolutiva) vive a Milano dove svolge l'attività professionale
presso il Centro RTP (Ricerca e Terapia Psicomotoria) costituito nel 1992 e
di cui è socio fondatore. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra
cui i testi Asilo Nido. Il ruolo educativo, Milano, Laser (1996), La psicomotricità-
Corporeità e azione nella costruzione dell'identità, Milano, Xenia
(1999), Manuale di terapia psicomotoria dell'età evolutiva, Napoli, Cuzzolin
(2005). Ha svolto la sua attività di formatore nell'Istituto di Psicomotricità
di Milano, ha collaborato con i Servizi Educativi dell'Infanzia del comune di
Milano, ha condotto corsi di aggiornamento presso leASL di diverse regioni italiane.
È stato direttore della rivista "Psicomotricità". Attualmente
è membro del Comitato Scientifico dell'associazione di categoria ANUPI
(Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità
dell'Età Evolutiva Italiani) ed è docente presso l'Università
degli Studi di Milano nei corsi di laurea per TNPEE. È presidente dell'associazione
ONLUS milanese Circolo Culturale Giovanile di Porta Romana che è impegnata
nel favorire in giovani adulti con sindrome di Down percorsi di costruzione
dei possibili processi di autonomia e integrazione.
Simona Pellegatta Psicomotricista, diplomata presso l'Istituto di Psicomotricità
di Milano nel 2004. Svolge la sua attività professionale presso l'Unità
operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza di Usmate Velate
(Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate). Ha collaborato a progetti di autonomia
abitativa per ragazzi con svantaggio intellettivo.
Nel 2008 ha partecipato a Genova al VI Congresso ANUPI con un intervento sulle
dinamiche del gioco infantile e le relative classificazioni.
Camaioni
Luigia, Di Blasio Paola - Psicologia dello sviluppo.
Questo manuale fornisce un quadro completo della psicologia
dello sviluppo. Dopo una descrizione delle principali teorie dello sviluppo
- da quelle classiche a quelle più recenti - sono presentati i metodi
dí indagine più comunemente utilizzati per studiare lo sviluppo
e sono trattati i diversi domini in cui l'individuo concretamente si sviluppa:
fisico, motorio, percettivo e cognitivo. Sono poi illustrati i processi di acquisizione
del linguaggio e del comportamento comunicativo, lo sviluppo sociale, affettivo,
emotivo e morale. Questa nuova edizione contiene numerosi aggiornamenti relativi
a temi che hanno acquisito rilevanza nella ricerca recente.
Il Mulino, Bologna, 2020 (pag. 339)
Luigia Camaioni (1947-2004) ha insegnato Psicologia dello sviluppo del
linguaggio e della comunicazione nell'Università di Roma "La Sapienza".
Tra le sue pubblicazioni con il Mulino: "La prima infanzia" (19962),
"L'infanzia" (1997), "Manuale di psicologia dello sviluppo"
(a cura di, 19993), "Psicologia dello sviluppo del linguaggio" (a
cura di, 2001) e "Osservare e valutare il comportamento infantile"
(con T. Aureli e P. Perucchini, 2004).
Paola Di Blasio insegna Psicologia dello sviluppo nella Facoltà
di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano e dirige il Centro
di Ricerca sulle Dinamiche evolutive ed educative (CRIdee). Con il Mulino ha
pubblicato: "Psicologia del bambino maltrattato" (2000) e "Sentirsi
in colpa" (con R. Vitali, 2001).
Camerini
Giovanni Battista, De panfilis Carlo - Psicomotricità dello sviluppo.
Manuale clinico.
I più recenti studi di psicologia e psicopatologia dello
sviluppo indirizzano gli approcci terapeutici e riabilitativi non tanto sul
quadro sintomatologico del bambino quanto sui percorsi di sviluppo nei quali
il disagio prende forma e si struttura. in questa prospettiva, il volume intende
fornire le basi per una lettura del corpo nei suoi riferimenti all'organizzazione
della personalità, per poi passare ad approfondire lo studio dei disturbi
psicomotori specifici e primari (goffaggine, disgrafia, tic, ritardo psicomotorio,
ecc..) oppure secondari a quadri patologici quali il ritardo mentale e i disturbi
pervasivi dello sviluppo.
Carocci Faber, rma 2003 (pag.267).
Giovanni Battista Camerini, neuropsichiatra infantile,
psichiatra e psicoterapeuta, è docente di Neuro
e Psicomotricità dell'Età Evolutiva presso la Scuola di Specializzazione
in Neuropsichiatria infantile dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
Carlo De Panfilis, psicologo e psicomotricista, è membro della
Sez. 11. Scuola Europea di Psicoanalisi, lavora presso l'Unità Operativa
di Neuropsichiatria dell'Età Evolutiva A.U.S.L. Bologna Nord, dove è
referente dell'Ambulatorio di Psicomotricità presso il Centro Polifunzionale.
Carli
Lucia (a cura di) - Dalla diade alla famiglia.
I legami di attaccamento nella rete familiare.
Quale influenza esercitano i legami di attaccamento -con
la madre, il padre, i fratelli- sulle crisi del ciclo di vita della famiglia?
Cosa cambia quando un adolescente costruisce nuovi rapporti al di fuori della
famiglia o quando un giovane rivendica la propria autonomia? A queste domande
risponde il volume curato da Lucia Carli, proponendo un nuovo modo di analisi
che, sulla traccia delle intuizioni di Bowlby, connette tra lo le singole relazioni
di attaccamento all'interno della famiglia e situa il soggetto nella "rete"di
legami cui fa riferimento.
Raffaello Cortina Editore, Milano,1999 (pag.466).
Lucia Carli è professore associato presso
l'istituto di Psicologia dell'Università di Urbino. Autrice di varie
pubblicazioni nell'ambito della psicologia dello sviluppo, ha. curato, in collaborazione
con Assunto Quadrio, La clinica della psicomotricità (Milano 1981);
con Giuliana Longo ha pubblicato Modelli di processi cognitivi (Torino
1991); per questa stessa collana ha curato Attaccamento e rapporto di coppia
(MiJano 1995).
Imbasciati Antonio, Dabrassi Francesca, Cena Loredana - Psicologia clinica
perinatale.
La nascita di un bimbo è l'avvenimento più importante della vita
di una famiglia: fin dalla gravidanza, preoccupazioni, ansie, gioie, impegni
dominano l'esistenza quotidiana. Ostetriche e pediatri dispensano consigli,
regole, prescrizioni, alle mamme in cerca di rassicurazione che tutto vada bene:
la gravidanza ha qualcosa di insolito? Il bimbo non si muove come ci si aspetta?
Sarà sano? Dopo la nascita sopravvengono spesso molti disagi: il bimbo
non si attacca, il latte va via, mangia poco, o troppo, non dorme alle ore giuste.
Qui si affannano molte mamme, e soprattutto per il sonno capita spesso che alcune,
disperate per i ritmi che il neonato loro impone, invano cercano di osservare
tutte le prescrizioni e i consigli. Il fatto è che le "cure materne",
di cui tanto si parla, non possono venire dalla scrupolosa osservanza di regole:
vengono dal "cuore", spontanee nella maggior parte delle mamme, ma
in alcune no. Qui allora interviene il contributo della Psicologia Clinica,
dove "clinica" non significa cura di una patologia, ma entrare dentro
nel mondo della relazione inconscia tra la madre e il suo bimbo: nel mondo interiore
dei vissuti e delle emozioni che sfuggono a qualunque regola prescritta e ad
ogni buona intenzione della mamma.
Che neonato è venuto al mondo? Spero che ce ne siano altri, e che una
Psicologia Clinica Perinatale diventi una disciplina specifica, per gli psicologi
che potranno collaborare con le ostetriche; e per la formazione delle ostetriche
stesse, ora avviate nella laurea specialistica; nonché che possa servire
ai neonatologi. Qui infatti si declina un "filo" che ho voluto tessere
lungo tutto il volume. Una psicologia clinica applicata alle vicende perinatali
può ottenere: a) riportare il parto alle sue condizioni originarie di
evento naturale della vita umana, non medicalizzato salvo i casi necessari;
b) promuovere una professione specifica dell'ostetrica in una dimensione che
attinga sia alle scienze medico-biologiche sia a quelle psicologiche: si pensi
per esempio ad una futura professione consultoriale per la coppia; c) promuovere
una maggior partecipazione psichica della donna e della coppia al progetto di
creare un nuovo individuo; d) promuovere la relazione gestante/feto-genitore/neonato
con tutte le relative ricadute. Quest'ultime vengono sottolineate in particolare
nel presente testo. È infatti accertato che la struttura mentale del
futuro individuo si forma in epoca fetale e neonatale e dipende dalla qualità
della relazione del bimbo coi suoi care-givers, con la relativa comunicazione
non verbale che "insegna" al cervello del bimbo a costituire neuralmente
i programmi funzionali che gli serviranno a imparare in modi sempre più
articolati (Imbasciati 2006 a, b; Imbasciati 2007). Questo significa che tutto
il futuro sviluppo psichico e psicosomatico (il che a sua volta vuol dire sviluppo
fisico del neonato) del futuro individuo umano saranno condizionati, nel bene
o nel male, dalla qualità del primo sviluppo psichico; e questo dalla
relazione genitoriale.
Ne discende che significa perseguire l'intento di promuovere la salute (benessere
fisico e psichico secondo la definizione dell'O.M.S.), in vista di un miglioramento
dei futuri individui. Possiamo ardire di dire che in tale intento ci si immette
in un'impresa di miglioramento dell'umanità.
Ci auguriamo pertanto che questo libro possa aprire una strada in questa impresa
e che molti altri studiosi ne possano aprire e spianare altre.
Piccin, Padova, 2007 (pag. 228)
Antonio Imbasciati. Laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in
Psicotecnica, Psicologia Clinica e in Neuropsichiatria Infantile, è Professore
Ordinario di Psicologia Clinica e direttore della Sezione di Psicologia del
Dipartimento Materno-Infantile della Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell'Università di Brescia. È inoltre Membro Ordinario e Analista
Didatta della Società Psicoanalitica Italiana (S.P.L) e della International
Psychoanalytical Association (LP.A.). Le sue ricerche vertono su varie aree
della 12sicologia sperimentale, della psicologia clinica e della psicoanalisi.
E autore di oltre duecento saggi, tra cui quarantadue volumi. Sul suo sito personale
è possibile consultare l'elenco dettagliato delle sue pubblicazioni:
www.imbasciati.it
Francesca Dabrassi. Laureata in Psicologia
dello Sviluppo, ha conseguito un Master di II livello in "Genitorialità
e sviluppo dei figli: interventi preventivi e psicoterapeutici". È
dottoranda di ricerca in Psicologia Clinica. Collabora con la Cattedra di Psicologia
Clinica del Dipartimento MaternoInfantile della Facoltà di Medicina e
Chirurgia dell'Università di Brescia.
Loredana Cena. Laureata in Pedagogia e specializzata in Psicologia dello
Sviluppo e psicoterapeuta, è Professore Associato di Psicologia Clinica
nel Dipartimento Materno-Infantile della Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell'Università di Brescia.
Imbasciati Antonio, Buizza Chiara - L'emozione sessuale.
Psicoanalisi e neuro psicofisiologia di una emozione negata.
Nella concezione corrente, purtroppo anche in ambito sanitario, la sessualità
viene considerata inerente a un funzionamento fisiologico, così come
si considera il funzionamento di altri organi corporei. Si ha così del
sesso una visione meccanicistica e medicalistica. La sessualità non dà
emozioni, ma è un'emozione, neurale, con più visibili effetti
somatici. Come tale è regolata da come il cervello di un individuo ha
imparato a funzionare nelle relazioni dei primi suoi anni di vita con gli adulti
che si occuparono di lui: è pertanto un'organizzazione neurale individuale,
acquisita in modo difficilmente modificabile. Da un'adeguata considerazione
scientifica discende una valutazione di ogni forma di sessualità assai
differente da quella oggi prevalente con le relative ricadute sul piano sociale,
giuridico, morale, pedagogico.
Liguori Ed., 2011, Napoli (pag.415.
Antonio Imbasciati è professore Ordinario di Psicologia Clinica
e psicoanalista SPI-IPA. Si veda sul sito www.imbasciati.it
Chiara Buizza, psicologa e psicoterapeuta, è dottore in Psicologia
Generale e Clinica e assegnista universitario.
Liverta
Sempio Olga - Vygotskij, Piaget, Bruner. Concezioni
dello sviluppo.
Nel nostro secolo tre autori sono giunti a dominare la
scena della psicologia della cognizione: piaget, Vygotskij e Bruner. Sulla base
comune di un approccio costrut-tivistico alla conoscenza i tre autori sono pervenuti
a teorie distinte, ciascuna delle quali illumina specifici meccanismi della
mente e del suo sviluppo. tali teorie sono divenute un punto di riferimento
inscindibile per chiunque si occupi dello sviluppo psicologico sia sul piano
della ricerca, sia sul piano dell'intervento psicoeducativo. Raffaello
Cortina Editore, Milano,1998 (pag.361).
Olga Liverta Sempio è
docente di Psicologia dello sviluppo per il corso di laurea in Scienze dell'educazione
dell'Università Cattolica di Milano. Nell'ambito delle tematiche dello
sviluppo psicologico, si è interessata alla genesi del concetto di numero
nel bambino. Per la Raffaello Cortina ha pubblicato, con A. Marchetti, Il pensiero
del/' altro.
Manfredi
Paola, Imbasciati Antonio - Il feto ci ascolta ...e impara.
Che il feto abbia una vita psichica è oggi universalmente
acquisito. Che si possa chiamare "mente" dipende da come la si definisce.
Che questa mente sia acquisita attraverso una progressione di apprendimenti
fetali e che la struttura funzionale che ne consegue moduli successivamente
tutto lo sviluppo dell'individuo, è nozione ormai condivisa da tutti
gli studiosi, ma non ancora assimilata dalla nostra cultura. Questo libro descrive
il processo di costruzione delle funzioni mentali che si sviluppano nel feto
e come gli apprendimenti che le determinano dipendano essenzialmente dalle relazioni
del feto con la gestante, e poi del bambino coi suoi caregiver. Tale descrizione
è basata e collegata con le ricerche sperimentali. In particolare viene
descritta una lunga e laboriosa ricerca condotta dagli autori. Il fuoco dello
sviluppo fetale che qui si descrive è posto sugli apprendimenti auditivi
del feto: per questo, come nel titolo, ogni genitore dovrà tener conto
che "il feto ci ascolta... e impara".
Edizioni Borla, Roma, 2004 (pag.257).
Paola Manfredi, psicologa, psicoterapeuta, è
Professore Associato di Psicologia Clinica, inquadrato come Ricercatore Confermato
nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Brescia,
ove è affidataria degli insegnamenti di Psicologia Medica nel Corso di
Laurea specialistica in Medicina, di Psicologia Clinica nel Corso di Laurea
in Ostetrica e in quello di Scienze Motorie. Le sue principali aree di ricerca
concernono la genitorialità, la vita fetale e il primo sviluppo infantile,
nei loro aspetti clinici e teorici, nella normalità e nella patologia.
Antonio Imbasciati, Professore Ordinario, è Direttore della Sezione
di Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università
di Brescia. E' membro ordinario e analista didatta della Società Psico-analitica
Italiana (International Psychoanalytical Association). E' autore di 230 pubblicazioni
tra le quali 36 volumi. Sul suo sito personale www.alfap.com/imbasciati, sono
descritti il curriculum, le aree di ricerca e le pubblicazioni in dettaglio
Russo
Roberto Carlo - Sviluppo neuropsicologico del bambino.
La conoscenza del bambino nel suo ambiente naturale di vita.
L'obiettivo del libro è quello di
fornire una panoramica sullo sviluppo del bambino e delle sue variabili in rapporto
alla pluralità di fattori ambientali che entrano in un complesso gioco
d'interazione con le caratteristiche tipologiche del bambino. Le abilità
e la socialità nell'infanzia hanno spesso mostrato notevoli modifiche
in rapporto alle diverse condizioni di vita della società d'appartenenza.
La disamina del secolo appena passato mostra una continua modifica degli usi
e costumi delle società più evolute, sia per il travolgente sviluppo
tecnologico e per l'allargamento delle possibilità comunicative, che
per la commistione di etnie diverse con il relativo bagaglio di competenze e
usanze. Il miglioramento delle condizioni economiche ha notevolmente contribuito
a queste modifiche che, per contro, hanno richiesto un maggiore impegno produttivo
e una variazione sostanziale nelle modalità educative. Il maggiore impegno
rivolto al raggiungimento della società del benessere ha portato un notevole
aumento e arricchimento di stimoli evolutivi con la conseguenza di una precoce
evoluzione dell'infanzia, ma ha anche determinato una modalità di vita
infantile più frenetica e spesso caotica, per le problematiche connesse
al ritmo di vita del nucleo familiare. Si assiste sempre più frequentemente
a distorsioni dei processi di sviluppo che includono il processo di autonomia,
l'aggressività e la socialità, a tal punto da ritenere arduo potere
includere in una norma biologica una vasta percentuale dell'infanzia. Per poter
dare risposta a questa domanda, comprendere il significato di queste modifiche
dello sviluppo e le eventuali distorsioni evolutive, è necessario prendere
in considerazione l'ambiente di vita con i suoi modelli genitoriali, il tipo
e la struttura sociale, i potenziali comportamenti dettati dal codice biologico,
le tipologie genetiche, le caratteristiche neurofunzionali precoci, gli orientamenti
neuropsicologici e gli eventi della vita del nucleo familiare e sociale.
Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2002 (pag. 203)
Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano,
laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria
infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile
di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile
di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente
di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista
della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università
di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica
del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della
personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità
d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa
in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti
e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e
9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle
parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico
del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del
movimento in psicoterapia infantile. (2007).
Russo
Roberto Carlo - Evoluzione e disturbi del movimento.
Basi e nuove prospettive per conoscere il bambino.
L'obiettivo del
libro è quello di affrontare in termini approfonditi l'organizzazione
ed evoluzione degli schemi motori con le sue variabili ai limiti tra la norma
e la patologia e le caratteristiche anomale sostenute da fattori organici e/o
relazionali. Viene sottolineata l'importanza degli effetti negativi dei disturbi
motori sul piano cognitivo e relazionale. La valutazione motoria viene proposta
tramite le attività di gioco normalmente in uso nel bambino; tale modalità
permette di cogliere la reale organizzazione del movimento con i suoi riflessi
sulle strategie motorie, sulle abilità, sull'impegno economico e sulla
carica emozio-nale espressa. In particolare viene affrontata l'evoluzione degli
schemi motori nelle diverse attività e rapportate al tipo di esperienze
fatte. Importante sottolineare la nuova e personale valutazione motoria delle
attività di gioco tipiche del bambino e, ove possibile, le relative correlazioni
neurofunzionali. Viene trattata (già presentata nel 1985) l'originale
impostazione della progressione evolutiva dell'atto motorio, tramite il passaggio
dal coordinamento, all'inibizione della diffusione dello stimolo e al processo
d'integrazione somatica. L'analisi dei disturbi dell'atto motorio permette di
identificare una serie di fattori dipendenti dai processi funzionali di specifiche
strutture; sono anche riportate una serie di test per la valutazione specifica
di alcuni settori dell'ambito motorio. Nel libro viene affrontato lo studio
della genesi delle diverse competenze a partire dalle prime fasi di vita e a
seguire le prime attività volontarie, i meccanismi difensivi e le prassie.
L'autore non si limita ad affrontare l'evoluzione e i disturbi del movimento,
ma imposta tale argomento in un'ottica di globalità nella quale le potenzialità
motorie rappresentano lo strumento essenziale per conoscere e rapportarsi nella
vita. Per permettere di comprendere meglio quanto esposto, al libro è
allegato un DVD che riporta le immagini dell'evoluzione normale di specifiche
attività, delle patologie dell'atto motorio e dell'organizzazione motoria
in due patologie psicomotorie: la debilità motoria, l'insufficiente inibizione
motoria.
Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2003 (pag. 165)
Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano,
laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria
infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile
di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile
di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente
di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista
della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università
di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica
del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della
personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità
d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa
in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti
e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e
9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle
parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico
del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del
movimento in psicoterapia infantile. (2007).
Sassè
Margherita - Pronti, Attenti, Via.
Giochi per il corpo e pre la mente.
Il movimento, il gioco e l'esplorazione attiva sono essenziali
per lo sviluppo fisico e intellettivo dei bambini. I primi anni di vita sono
cruciali per il raggiungimento di un buon livello di salute e benessere, che
può essere favorito dalla stimolazione delle abilità motorie e
delle capacità di apprendimento attraverso una serie di attività
ed esercizi pensati ad hoc e adeguati alle diverse età. Pronti, attenti,
via! offre ai genitori, ma anche agli insegnanti e agli educatori, una guida
pratica con chiare indicazioni sulle attività da svolgere con bambini
da O a 6 anni circa, scritta in modo semplice e arricchita da centinaia di illustrazioni,
suggerimenti e consigli. Massaggi, giochi, movimenti, esercizi e stimolazioni
combinabili tra loro si susseguono, pagina dopo pagina, suddivisi per stadi
di sviluppo, e permettono di creare piccoli programmi della durata di dieci
minuti da svolgere anche più volte al giorno.Strumento
indispensabile per accompagnare la crescita dei bambini, il volume consente
di divertirsi assieme a loro coinvolgendoli in nuove forme di movimento e di
sperimentazione del proprio corpo.
Erickson, Trento, 2012 (pag.159).
Margaret Sassé. È direttore di Toddler Kindy GymbaROO, organizzazione
che ha fondato in Australia nel 1982 e che attualmente comprende 85 centri in
Australasia e altri 15 nel resto del mondo. Internazionalmente riconosciuta
come un'autorità nell'ambito dello sviluppo infantile, ha scritto e prodotto
molti libri e video dedicati. Vive a Melbourne.
Scarponi
Roberto - Sviluppo psicologico del feto nelle 40 settimane di gravidanza
L'adulto ha iniziato le sue prime esperienze quando aveva 15 giorni di vita
e una lunghezza di meno di mezzo millimetro, ma ha dovuto aspettare l' 8a settimana
di gestazione e raggiungere una lunghezza di circa due centimetri prima di iniziare
a muoversi nel liquido amniotico. Il tatto è stato il primo organo di
informazione su se stesso e sull'ambiente: la pelle era già completa
dopo le otto settimane di gravidanza, ed è dotata, come la retina , di
recettori sensoriali disposti in modo tale da recepire figure e schemi per tradurli
in rappresentazioni mentali. Quest'organo percepisce il tocco, lo spazio, il
tempo e possiede un enorme numero di esterocettori per il freddo, per il caldo
e per il dolore. Quindi una maggiore consapevolezza della gestante di come e
quando maturano i meccanismi di regolazione interna e di processo dell'informazione,
può aiutare la futura madre ad evitare la comunicazione di pensieri negativi
al suo feto nelle 40 settimane di gravidanza. Ciò eviterà al feto
anche conseguenze nella vita adulta per esempio gli attacchi di panico:quell'esperienza
dolorosa emerge "inconsapevolmente" da quella informazione esperita
negativamente nella vita fetale. cucciolo di uomo nel suo sviluppo embrionale,
neonatale, adolescenziale, fino all'età adulta riesce ad utilizzare di
più il suo potenziale intellettivo e a trovare le risposte migliori di
adattamento agli ambienti che abita, se la sua interazione comunicativa con
la gestante in particolare, è stata ricca di informazione rassicurante
già dal concepimento.
Stampato in proprio, Roma, 2008 (pag. 100).
Roberto Scarponi, psicologo, si è laureato in Psicologia dello
Sviluppo ed Educazione. Suo particolare interesse è lo studio del comportamento
materno in gravidanza, il tipo di comunicazione con il feto e i potenziali riflessi
nella vita post gravidica.
Trevarthen
Colwyn - Empatia e biologia.
Colwyn Trevarthen, pensatore irrequieto e al tempo stesso
rigoroso nel suo continuo rimando li dati sperimentali, non aveva finora trovato
il tempo (o la motivazione) per produrre un libro che riunisse in maniera coerente
gli elementi più significativi emersi dal suo lavoro, disseminati in
articoli pubblicati su riviste scientifiche poco accessibili. Questo libro raccoglie,
in anteprima mondiale, i suoi contributi più significativi nel campo
della psicologia dello sviluppo, arricchiti di note originali, scritte appositamente
per questa occasione. A partire da rospi, salamandre, scimmie con il cervello
diviso, attraverso i capolavori di Giotto, Klee e Magritte, sino alle riflessioni
sulla semiologia e su Winnicott e Lacan, il pensiero di Trevarthen contribuisce
non poco ad allargare la nostra visione del mondo. Da questo punto di vista,
è utile a psicologi ed educatori, a medici e sociologi, e a chiunque
sia interessato a comprendere come l'intelligenza, le emozioni, la capacità
di interagire con gli altri e la nostra stessa individualità si sviluppino
a partire da un iniziale aggregato di cellule tutte uguali, fondando la propria
specificità su basi neurologiche e anatomiche assolutamente uniche, specifiche
degli esseri umani.
Raffaello Cortina Editore, Milano,1998
(pag.223).
Colwyn Trevarthen è professore emerito di Psicologia infantile
e psicobiologia presso il dipartimento di Psicologia dell'Università
di Edimburgo. Botanico, zoologo, psicobiologo e studioso dello sviluppo, ha
collaborato con Roger W Sperry, premio Nobel per la scoperta della lateralizzazione
delle funzioni cerebrali.
Venuti
Paola - Percorsi evolutivi.
Forme tipiche e atipiche
Il libro propone una nuova chiave di lettura di alcuni
percorsi dello sviluppo psicologico: dall'infanzia all'adolescenza si descrivono
i percorsi evolutivi tipici come punto di partenza per la comprensione di importanti
disturbi, quali ad esempio l'autismo e il ritardo mentale. Lo sviluppo tipico
e atipico sono trattati integrando i risultati delle ricerche condotte negli
ultimi anni in psicologia dello sviluppo con i contributi provenienti dalla
psicologia dinamica e dalle neuroscienze. Elemento centrale in questo approccio
è lo sviluppo armonico della relazione con adulti significativi, condizione
necessaria per acquisire competenze di tipo sia cognitivo sia socio-affettivo.
Il volume è rivolto a tutti coloro che, a titolo diverso, lavorano con
i bambini: a educatori e insegnanti, di classe o di sostegno, che affrontano
quotidianamente la sfida di dover adattare a bambini con livelli evolutivi diversi
le loro attività educative e didattiche, e ad assistenti sociali che
per prendere le loro decisioni devono riferirsi alla relazione e alle sue implicazioni
sullo sviluppo. Il libro si rivolge inoltre a psicologi e psicopedagogisti che,
nella progettazione di interventi educativi, riabilitativi e terapeutici, devono
continuamente tener presente l'integrazione dei diversi aspetti della personalità
di un bambino.
Carocci Editore, Roma, 2007.
Paola Venuti è professore di Psicologia
dinamica e Psicopatologia clinica presso la Facoltà di Scienze Cognitive
dell'Università di Trento, ove dirige il laboratorio di Osservazione
e Diagnostica Funzionale. È Collaborative Investigator del National Institute
of Child Health and Human Development (NIH-NICHD). Si occupa da anni dello studio
della relazione genitori-bambino e della sua influenza sullo sviluppo. Per i
nostri tipi ha pubblicato: L'osservazione del comportamento: ricerca psicologica
e pratica clinica (2001) e L 'autismo: percorsi di intervento (2004).