Terapia
I libri vengono riportati in ordine alfabetico per cognome dell'autore
Ambrosini Claudio, Pellegatta Simona - Il gioco nello sviluppo e nella
terapia psicomotoria.
Dialogo tra una mamma e il suo bambino poco prima di cena.
Mamma (spazientita): "Ma stai ancora giocando con le figurine?!".
Bambino (infastidito): "Mamma, sto attaccando le figurine, non sto giocando!".
Non tutte le attività infantili sono gioco e questo dialogo è
indicativo della diversa interpretazione che ne danno adulto e bambino. Si crea
così un equivoco che, se è privo di rilevanza nelle naturali relazioni
umane tra genitori e figli, diventa rischioso quando si colloca in una relazione
di aiuto, sia essa terapeutica o educativa. Il libro si occupa di smontare alcuni
stereotipi - quali "il gioco è apprendimento", si "conosce
attraverso il gioco", il gioco è "l'attività preferenziale
dell'infanzia" - attraverso una ricerca attenta sulle attività infantili
nei primi 6-7 anni di vita, un'analisi dei giochi degli adulti, la costruzione
di una teoria del gioco in armonia con il pensiero degli studiosi in questo
campo e le osservazioni che emergono dal lavoro terapeutico psicomotorio con
bambini con diverse tipologie di disturbi. Il volume descrive allora il gioco
come un'attività di confine con la realtà e con l'arte, attività
creativa che tuttavia, a differenza delle altre, è completamente gratuita.
E in questo stanno la ricchezza e il limite: del gioco infatti non rimane traccia
e perciò mantiene, eternamente, il suo fascino misterioso.
Erickson, Trento, 2012 (pag.184).
Claudio Ambrosini, Psicomotricista e TNPEE (Terapista della Neuro e Psicomotricità
dell'Età Evolutiva) vive a Milano dove svolge l'attività professionale
presso il Centro RTP (Ricerca e Terapia Psicomotoria) costituito nel 1992 e
di cui è socio fondatore. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra
cui i testi Asilo Nido. Il ruolo educativo, Milano, Laser (1996), La psicomotricità-
Corporeità e azione nella costruzione dell'identità, Milano, Xenia
(1999), Manuale di terapia psicomotoria dell'età evolutiva, Napoli, Cuzzolin
(2005). Ha svolto la sua attività di formatore nell'Istituto di Psicomotricità
di Milano, ha collaborato con i Servizi Educativi dell'Infanzia del comune di
Milano, ha condotto corsi di aggiornamento presso leASL di diverse regioni italiane.
È stato direttore della rivista "Psicomotricità". Attualmente
è membro del Comitato Scientifico dell'associazione di categoria ANUPI
(Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità
dell'Età Evolutiva Italiani) ed è docente presso l'Università
degli Studi di Milano nei corsi di laurea per TNPEE. È presidente dell'associazione
ONLUS milanese Circolo Culturale Giovanile di Porta Romana che è impegnata
nel favorire in giovani adulti con sindrome di Down percorsi di costruzione
dei possibili processi di autonomia e integrazione.
Simona Pellegatta Psicomotricista, diplomata presso l'Istituto di Psicomotricità
di Milano nel 2004. Svolge la sua attività professionale presso l'Unità
operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza di Usmate Velate
(Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate). Ha collaborato a progetti di autonomia
abitativa per ragazzi con svantaggio intellettivo.
Nel 2008 ha partecipato a Genova al VI Congresso ANUPI con un intervento sulle
dinamiche del gioco infantile e le relative classificazioni.
Anzieu
Annie, Anzieu-Premmereur Christine, Daymas Simone - Il gioco nella psicoterapia
del bambino.
Prima del disegno e della parola il gioco costituisce
uno dei principali terreni esplorativi della psiche del bambino. Con le sue
componenti sensoriali e motorie esso permette un'espressione diretta dell'attività
pulsionale. Quest'opera, fondata sullo studio analitico di numerosi casi clinici,
è divisa in tre grandi parti che riguardano il gioco nel bambino da zero
a cinque anni, nel periodo di latenza e infine lo psicodramma con l'adolescente.
Altri capitoli sono dedicati in particolare alla storia della tecnica del gioco
nella psicoterapia del bambino, al processo di simbolizzazione e ai problemi
dell'interpretazione. Frutto dell'esperienza clinica di tre psicoanalisti, questo
libro può diventare uno strumento di consultazione e di riferimento per
tutti gli psicologi, psicoanalisti, psicoterapeuti, impegnati nella cura dei
bambini.
Edizioni Borla, Roma, 2001 (pag.240)
Annie Anzieu è psicoanalista, membro titolare
dell'Associazione psicoanalitica di Francia, vicepresidente della Società
europea per la psicoanalisi del bambino e dell'adolescente (SEPEA), ex responsabile
del Dipartimento di Psicoterapia all'Ospedale La Salpètrière.
Cristine Anzieu-Premmereur è psicoanalista, allieva della Società
psicoanalitica di Parigi, pedo-psichiatra al Centro Alfred Binet a Parigi.
Simone Daymas è medico psicoanalista, membro della società
psicoanalitica di Parigi, ex responsabile dell'insegnamento dello psicodramma
all'ospedale La Salpètrière.
Barkley
Russel A - Bambini Provocatori
- Manuale clinico per la valutazione e il parent-training.
(a cura di Giuseppe Chiarenza)
L'Autore presenta il suo programma di parent-training
particolarmente interessante e adatto per i casi di ADHD. Gli
obiettivi preposti sono quelli di migiorare la gestione familiare e le competenze
dei genitori, prendere consapevolezza delle cause del comportamento, adattare
i processi educativi tramite una guida chiara e di rispetto reciproco, accrescere
l'armonia del gruppo familiare. Sono presenti come materiale diagnostico 11
moduli da compilare che vengono richiesti ai genitori per meglio conoscere
la personalità del bambino.
Ars medica Editore, gallarate, 2007 (pag.218)
Russell A. Barkley, PhD è direttore di Psicologia
e Professore di Psichiatria e Neurologia all'Università del Massachusetts,
Medical Center. E' autore di numerosi libri di successo e programmi video. E'
editore della newsletter The ADHD Report.
Belloni
Loredana - Psicomotricità in acqua. Percorso
educativo e terapeutico
La psicomotricità in acqua è un'attività particolarmente
adatta a bambini disabili, poiché l'acqua è un elemento facilitante,
il contesto ideale per andare oltre i propri limiti, sia fisici che psicologici.
L'autrice presenta in questo libro un programma di acquaticità nato dalla
sua pluriennale esperienza rivolto a psicomotricisti, insegnanti e educatori
che lavorano con bambini con disabilità motorie. La prima parte a carattere
teorico presenta le caratteristiche psicodinamiche dell'acqua e il simbolismo
legato ad essa. Nella seconda si analizzano nello specifico gli obiettivi, la
strutturazione dell'intervento e la metodologia, dando ampio spazio all'aspetto
relazionale, sensoriale, funzionale e ai bisogni del bambino disabile che vengono
soddisfatti dall'acqua. L'ultima parte dell'opera è interamente dedicata
ad "Acquaticità e integrazione", un progetto per l'integrazione
dei bambini disabili in piscina, che viene descritto in tutti i passaggi della
realizzazione e delta conduzione, proponendosi come valido spunto metodologico.
Erickson, Gardiolo, 2007 (pag.131).
Loredana Belloni,
psicomotricista relazionale formata secondo il percorso di Psicomotricità
Relazionale del Prof. André Lapierre e il corso di Analisi Corporea della
Relazione presieduto da Anne Lapierre, lavora da anni con bambini con disabilità
motorie. Formatasi negli anni '80, alla Scuola del Policlinico di Milano, è
terapista della psicomotricità degli Ospedali Riuniti di Treviglio (BG),
nel settore di Neuropsichiatria Infantile. È titolare di "Acquaticità
e integrazione", un progetto-piscina per l'integrazione dei bambini disabili
nato nel 1999 e organizzato dal Comune di Caravaggio. Di questo lavoro ne ha
parlato la stampa locale e nazionale e la televisione ne ha fatto argomento
di interesse, bene evidenziando la bontà dell'operazione e anche i consensi
ottenuti.
Berti
Eraldo, Comunello Fabio - Corpo e mente in psicomotricità. Pensare
all'azione in educazione e terapia.
Il ruolo primario dell'azione nelle relazioni interpersonali e nella cognizione
sociale è stato confermato dalle più recenti ricerche della psicologia
dell'età evolutiva e delle neuroscienze. Il presente volume, rivolto
primariamente a terapisti della neuro-psicomotricità dell'età
evolutiva, psicomotricisti, educatori, insegnanti e psicologi, propone un approccio
psicomotorio, da applicare negli ambiti educativo e terapeutico, fondato sulla
centralità dell'azione interattiva per la qualificazione delle relazioni
di aiuto nella prima e seconda infanzia. L'azione - compiuta, percepita e condivisa
- è il motore primo della strutturazione delle memorie, dell'apprendimento,
compreso il sistema simbolico, e dell'intersoggettività. Non è
un mero atto motorio, ma è una manifestazione primaria della costruzione
della realtà. Il corpo diviene quindi produttore e organizzatore di senso,
all'interno di azioni che si intrecciano e diventano mezzi e fini di un processo
che lo psicomotricista mette in atto. Allo scopo di fornire un supporto teorico
credibile e condivisibile, tramite continue esemplificazioni e riflessioni,
viene indagato il rapporto fra corpo e mente, proponendo una logica osservativa
che privilegia l'interazione e i modi dell'azione che includono e veicolano
affettività, intenzioni, scopi, regole sociali e progettualità.
Edizioni Erickson, 2011 (pag. 1184)
Eraldo Berti. Docente incaricato per l'insegnamento di Educazione psicomotoria,
presso il corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età
evolutiva dell'Università di Padova. Utilizzando gli strumenti della
semiotica, ha compiuto assieme a Fabio Comunello ricerche sulla terapia psicomotoria
e sull'osservazione e l'analisi della comunicazione non verbale. Svolge attività
di formazione per terapisti e educatori ed è coordinatore della biofattoria
sociale dell'Associazione Conca d'Oro Onlus. Responsabile per la stessa di progetti
europei riguardanti la formazione e l'inclusione lavorativa di disabili in agricoltura.
Fa parte di un'équipe che realizza progetti per adolescenti con autismo.
Fabio Comunello.Psicologo e psicoterapeuta, psicomotricista e insegnante di
Educazione fisica. È docente incaricato per l'insegnamento di Osservazione
del comportamento infantile, presso la Libera Università di Bolzano,
e per l'insegnamento di Psicomotricità di gruppo, nel corso di laurea
in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva presso
l'Università di Padova. Con Eraldo Berti ha compiuto ricerche sulla terapia
psicomotoria e sull'osservazione e l'analisi della comunicazione non verbale.
È presidente dell'Associazione Conca d'Oro Onlus che gestisce una biofattoria
sociale e Vicepresidente Nazionale ANUPI.
Bravo Lucrezia, De Agostini Gianluigi - La bambola ....che non ha un nome.
Il libro riporta l'esperienza di
interventi psicomotori con bambini vittime di maltrattamento e di abuso sessuale.
Vengono evidenziate in modo particolare le profonde implicazioni corporee dei
sintomi, così come è possibile sulla base dei principi e con gli
strumenti dell'intervento psicomotorio nel suo versante clinico. L'esposizione
delle diverse esperienze è accompagnata da una lettura attenta e puntuale
da parte dell'autrice e da un'analisi che la stessa propone attraverso la teoria
di Bowlby, scelta come modello teorico di riferimento. Il continuo rimando tra
il materiale clinico, che esplora i vissuti dolorosi inscritti nel corpo e la
teoria dei modelli di attaccamento permette di costruire una cornice di riferimento
orientativa alla comprensione delle dinamiche relazionali agite dai bambini.
Il libro nasce dall'esigenza dell'autrice di riflettere sul proprio lavoro e
di documentare un tipo di intervento, quello psicomotorio, che nell'ambito specifico
del maltrattamento e dell'abuso si rivela adeguato ed efficace. La collaborazione
ricca e stimolante con Gianluigi De Agostini, medico specialista in Neuropsichiatria
Infantile e Neurofisiologia Clinica, accompagna e sostiene la realizzazione
di questo libro. Il libro è rivolto non solo a professionisti del settore,
ma anche a genitori, insegnanti, educatori.
Edizioni
Scientifiche, Bologna, 2007 (pag.129).
Lucrezia Bravo, Psicomotricista, Gestalt counsellor, Formatore, ha operato
presso le strutture psico-socio-sanitarie per l'età evolutiva. Attualmente
libera professionista e consulente presso strutture educative e terapeutiche
per minori. Dopo aver concluso una formazione triennale in formatore e conduttore
di gruppi a mediazione corporea presso il C.R.T.I. ha collaborato e coordinato
corsi di formazione in psicomotricità presso il C.R.T.I. dell'Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano (dal 1989 al 2003).
Basagni Carla - La disgrafia senza dislessia.
Dalla diagnosi alla riabilitazione.
Il volume, rivolto a terapisti, insegnanti, grafologi
e genitori, affronta il problema della disgrafia, disturbo caratterizzato da
una difficoltà esecutiva della scrittura manuale corsiva che la rende
scàrsamente leggibile e che colpisce soggetti in età scolare in
percentuali ragguardevoli.
Corredato da una parte teorica in cui viene descritto il disturbo della scrittura
(disgrafia) in assenza di disturbo della lettura (dislessla), il testo riporta
le esperienze di rieducatori professionisti: riflessioni e ipotesi diagnostiche,
momenti della terapia, commenti sul percorso terapeutico illustrato dai numerosi
disegni e saggi grafici che documentano l'iter riabilitativo dei soggetti. La
disgrafia senza dislessia, attraverso la presa in esame di molteplici casi relativi
alle diverse tipologie del disfurbo della scrittura, mostra le tappe più
importanti del processo di riabilitazione e fornisce puntuali indicazioni non
soltanto per affrontare il disturbo, ma anGhe per riconoscerlo nel suo insorgere,
consentendo'così di eseguire un'opera di prevenzione e "contenimento"
del disturbo stesso.
Edizioni Del cerro, Tirrenuia, 2007 (pag. 145).
Carla Basagni si è laureata in Lett'ere e Filosofia presso l'Università
di Firenze. È Consulente grafologa specializzata in "Disgrafie e
Rieducazione della Scrittura" presso l'Università di Urbino ed è
Presidente dell'Associazione ANGRIS (Associazione Nazionale Grafologi Rieducatori
della Scrittura).
Cartacci
Ferruccio - Bambini che chiedono aiuto. L'ascolto e la
cura nella terapia dell'esperienza.
Di fronte al bambino che chiede aiuto - non solo
con le parole - la "terapia dell' esperienza" suggerisce uno spazio,
un tempo e un silenzio dove la relazione adulto-bambino possa agire un nuovo
ascolto, far emergere un'espressività dalle radici interne, proiezione
dell'autentica intima vita di ciascun soggetto. Approccio originale in psicoterapia
infantile, ma anche utile riflessione per chiunque operi nel campo della relazione
d'aiuto ed educativa, la proposta del testo restituisce il felice e inedito
incontro fra diverse prospettive teoriche e metodologiche maturato dall'autore
nel corso di una lunga esperienza clinica e formativa, che significativamente
risente del suo legame con la corporeità, l'animazione e il teatro. Ne
emerge una pratica, meglio un processo, che integra gli assunti della Psicoterapia
della Gestalt e della concezione dello sviluppo di Stern con la ricerca psicomotoria,
nel ricorso consapevole, che essa è capace di esprimere, alle forme espressive
proprie dell'infanzia il gioco e l'azione innanzitutto.
Edizioni Unicopli, Milano, 2002 (pag.171).
Ferruccio Cartacci,
psicoterapeuta della Gestalt e psicomotricista, si occupa di clinica e di formazione
in ambito educativo e socio-sanitario. Collabora con la cattedra di Pedagogia
della psicomotricità della Facoltà di Scienze dell'educazione
dell'Università degli studi di Milano-Bicocca
Castagnini Mario - I disturbi
dello sviluppo neuro e psicomotorio del bambino - diagnosi e terapia.
Il testo prende in considerazione i punti salienti del problema suddividendolo
in due capitoli specifici.
1. La diagnosi: deve fondarsi su dati certi ma deve poter mantenere l'aspetto
di alta probabilità più che di certezza. Infatti il dato certo
viene dall'anamnesi: il 95% dei bambini con patologia conclamata fa parte di
poche categorie di situazioni patologiche o a rischio alla nascita; il dato
di alta probalilità di rischio per un futuro patologico se da un lato
viene da alcuni segnali particolari sintomatici appunto per un futuro sviluppo
anormale, dall'altro ci permette sulla base di questo dato di alta probabilità,
di intervenire precocissimamente, garantendoci quindi la più alta probabilità
di riuscita nel trattamento.
2. Il trattamento: che deve essere precocissimo e con ben determinate caratteristiche
e che può essere sinteticamente così descritto "terapia neurospsicomotoria"
su base neuro e psicoevolutiva evocante schemi e modelli di sviluppo innati
o congeniti di carattere neuro e psicomotorio, mediante stimoli adatti in posture
adeguate, per un tempo sufficiente.
Il tutto corredato da immagini e da schemi che rendono più facile la
comprensione della proposta.
Stampato dall'Opera Don Calabria, Via San Zeno in Monte,
23, 37129 - Verona
Castagnini Mario è neurologo e riabilitatore, attualmente collabora
con A.R.C. i nostri figli, che ha come scopo la divulgazione della diagnosi
precoce adeguata e del trattamento precoce ed efficace nei bambini affetti da
disturbi dello sviluppo neuro e psicomotorio
Il libro è liberamente scaricabile senza costo
dal sito www.aerreci.org
Cramer
Bertrand - Cosa diventeranno i nostri bambini? Curare
le ferite precoci in modo che non lascino traccia.
L'Autore è
noto per la psicoterapia madre-bambino impostata per risolvere le precoci diffioltà
relazionali nella relazione diadica. Il libro riporta diversi casi di conduzione
terapeutica. L'autore pone il problema del riconoscimento dei segnali precoci
di successive difficoltà, propone l'intervento precoce per sventare una
minaccia d'infelicità futura. L'autore evoca le forze e le debolezze
della famiglia, le angosce e le difese del bambino e soprattutto la possibilità
per i genitori di superare le difficoltà con i propri figli. Cramer svela
i segreti della capacità di guarigione, gli effetti terapeutici di determinati
incontri e avvenimenti, e indica punti di riferimento fondamentali per genitori,
insegnanti ed educatori.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000 (pag. 263)
Bertrand Cramer, psichiatra e psicoanalista ginevrino, è il creatore
di una nuova tecnica psicoanalitica, le psicoterapie madre-bambino, che permettono
di risolvere le precoci difficoltà relazionali tra genitori e figli.
È inoltre l'autore di Il primo legame (con T B. Brazelton, Milano
1991), Professione bebè (Torino 1992) e Segreti di donne,
pubblicato nel 1996 in questa stessa collana.
Di
Renzo Magda (a cura di)
- I significati dell'autismo. Integrazione della realtà
emotiva e cognitiva nella ricerca e nella clinica.
Che
cos'è l'autismo? È davvero un mondo altro definibile solo attraverso
l'estraneità? E che cosa non è l'autismo? Il libro risponde ad
alcuni di questi interrogativi conducendo il lettore in un lungo percorso fatto
di osservazioni, verifiche, riflessioni e proposte terapeutiche scaturite tutte
da un incontro attento e partecipe con il bambino con autismo, piuttosto che
con l'autismo del bambino. L'approccio globale che viene proposto dagli autori
come risposta alla complessità del problema, colloca i punti nodali dello
sviluppo in un ambito dove non può esistere una conoscenza che non sia
connotata emotivamente e dove non esiste un affetto che possa esprimersi senza
una forma organizzata. Il concetto di integrazione, inteso come incontro tra
diverse prospettive teoriche, come punto di convergenza di diverse aree dello
sviluppo e come scambio tra tutti i partecipanti al processo terapeutico costituisce,
in effetti, il leit motiv di tutto il libro. Il Progetto Tartaruga, presentato
nel corso della trattazione, consiste in un percorso terapeutico condotto insieme
ai bambini e alle loro famiglie. È un processo di conoscenza reciproca,
in continua evoluzione, verso la ricerca di significati profondi che possano
far luce su una patologia con ancora molte zone d'ombra. La ricerca di un senso
dei comportamenti, come per esempio le stereotipie, che apparentemente sembrerebbero
non aver alcun significato, rende, infatti, il processo terapeutico del bambino
con autismo un continuo work in progress in cui il terapeuta assolve alla fondamentale
funzione di contenimento e di mediazione con l'esterno. I risultati positivi
della terapia, attentamente valutati in una situazione di re-test, dipendono
dalla professionalità degli operatori, dalla collaborazione con la scuola
e la famiglia, dalla precocità dell'intervento terapeutico e dall'intensità
delle proposte all'interno di un unico quadro di riferimento. li Progetto Tartaruga
rappresenta, inoltre, un programma di ricerca piuttosto. articolato condotto
con più di 50 bambini con autismo che offre l'opportunità di riflettere,
in un modo nuovo, sull'eterogeneità delle abilità, delle espressioni
e delle competenze relative a diversi contesti, oltre che ai singoli bambini.
Questo volume delinea, dunque, un possibile percorso di incontro con i significati
nascosti dell'autismo, attraverso un viaggio condiviso con i bambini.
Edizioni Magi, Roma 2007 (367)
Magda Di Renzo, laureata in Filosofia, logopedia e Psicologia, analista
junghiana, membro del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) e dell'IAAP
(International Association for Analytical Psychology). ResponSabile del Servizio
di Psicoterapia dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Istituto di Ortofonologia
di Roma, dal 1974 svolge attività clinica nell'ambito delle patologie
evolutiva e si occupa di formazione, avendo diretto e/o condotto corsi per logopedisti
psicomotricisti insegnanti di sostegno, educatori professionali, pediatri e
psicologi ed esercitando attvità di supervisione anche in contesti istituzionali.
Docente di psicologia e psicopatologia evolutiva in varie scuole di specializzazione
per psicoterapeuti, dirige dal 2000 il Corso Quadriennale di Specializzazione
Psicoterapia dell'Età Evolutiva a indirizzo psicodinamico dell'Istituto
di Ortofonologia di Roma.
Responsabile di vari progetti, in Italia e all'estero, a favore di bambini e
ragazzi nel contesto scolastico e di ricerca in ambito clinico, ha sempre coltivato
un particolare interesse per le aree arcaiche dello sviluppo, per il non verbale
e per le psicopatologie riferibili a traumi precoci. Autrice e coautrice di
numerose pubblicazioni, tra cui per i tipi delle Edizioni Magi: Il movimento
disegna (1996), Un approccio terapeutico al balbuziente (1996), I "luoghi"
del mondo infantile (1997), Il colore vissuto (1998), La psicologia del colore
(2000), Vivere bene la scuola 2000), Fiaba, disegno, gesto, racconto (2005),
Ti racconto il mio ospedale (2007).
Fava
Vizzielo Graziella, Stern Daniel (a cura di) - Dalle cure materne all'interpretazione.
Nuove terapie per il bambino e le sue relazioni: i clinici
raccontano.
Il libro propone i diversi approcci terapeutici (psicoanalitico,
psicodinamico, comportamentista, cognitivista, sistemico) in modo da giungere
a capire quali forme stia assumendo questo nuovo campo d'intervento, individuando
i punti in comune e le divergenze e valutando se le variazioni richieste dall'applicazione
delle tecniche terapeutiche tradizionali comportino piccoli adattamenti o prefigurino
invece trasformazioni tali da evidenziare la nascita di una nuova area clinica.
Raffaello
Cortina Editore, Milano, 1992 (pag. 419)
Graziella Fava Vizziello, neuropsichiatra infantile
e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, è titolare dell'insegnamento
di Psicopatologia generale e dell'età evolutiva presso il corso di laurea
in Psicologia dell'Università di Padova.
Daniel N. Stern, autore impegnato nella ricerca sull'infanzia, sia nella
pratica clinica sia nell'insegnamento, è attualmente docente di Psicologia
presso l'Università di Ginevra e professore aggiunto di Psichiatria al
Medical Center della Cornell University di New York.
Greenspan
Stanley I., Wieder Serena - Bambini con bisogni speciali (Parte I).
Alla scoperta dei punti forza peculiari di ogni bambino, delle capacità
evolutive, delle sfide. Famiglia, terapia e scuola.
L'idea centrale del nostro lavoro con i bambini
con bisogni speciali e le loro famiglie è quella di riuscire a ritagliare
su misura le interazioni, dalle quali i bambini possono apprendere, alle sua
unice qualitò e capacità evolutive. Tutti i bambini devono padroneggiare
certi aspetti fondamentali dello sviluppo per diventare capaci di pensare, di
interagire socialmente e di cimentarsi con un'ampia gamma di emozioni. Il bambino
con bisogni speciali, ad esempio con un disturbo dello spettro autistico, deve
essere aiutato a raggiungere questi stessi obiettivi.
Giovanni Fioriti Editore, Roma,
2007 (pag.247).
Stanley I. Greenspan, MD, è psicoanalista,
professore di clinica psichiatrica, scienza del comportamento e pediatria alla
George Washington University. Con i suoi numerosi articoli scientifici, trattati
sulla psicologia del bambino e saggi divulgativi è diventato uno degl
i autori più autorevoli e ascoltati.
Serena Wieder, PhD, è una psicologa clinica, specializzata nella
diagnosi e nel trattamento di bambini.
Greenspan
Stanley I., Wieder Serena - Bambini
con bisogni speciali (Parte II).
Il metodo floor-time
Questo libro costituisce un approccio
globale alle sfide allo sviluppo poste dall'autismo, dalla sindrome di Down,
dai disturbi dell'attenzione e iperattività, dai disturbi del linguaggio
e rappresenta per genitori e operatori professionali un aiuto essenziale per
la comprensione del profilo psicologico individuale del bambino. La traduzione
italiana di questo libro è dedicata a tutti i genitori di bambini affetti
da autismo nella speranza che esso possa essere di aiuto nella loro vita quotidiana
a contatto con una malattia così strana ed enigmatica.
Giovanni Fioriti
Editore, Roma, 2007 (pag.247).
Stanley
I. Greenspan, MD, è psicoanalista, professore di clinica psichiatrica,
scienza del comportamento e pediatria alla George Washington University. Con
i suoi numerosi articoli scientifici, trattati sulla psicologia del bambino
e saggi divulgativi è diventato uno degl i autori più autorevoli
e ascoltati.
Serena Wieder, PhD, è una psicologa clinica, specializzata nella
diagnosi e nel trattamento di bambini.
Greenspan
Stanley I., Wieder Serena - Trattare
l'autismo. Il metodoFloortime per aiutare il bambino a rompere l'isolamento
e a comunicare.
Il termine Floortime - letteralmente "tempo
passato sul pavimento" - indica sia una tecnica specifica di interazione
e gioco che avviene appunto "sul pavimento" sia un approccio generale
orientato a favorire lo sviluppo del bambino tenendo conto dei suoi interessi
e delle sue abilità. Trattare /'autismo illustra per la prima volta ai
genitori e agli operatori professionali questo metodo innovativo di grande efficacia,
i cui successi sono noti in ogni parte del mondo. Greenspan ha dimostrato che
i bambini con sintomi di autismo non hanno potenzialità rigidamente limitate
o determinate: in molti casi riescono a integrarsi nel gruppo di coetanei e
a condurre una vita soddisfacente dal punto di vista emotivo e intellettivo.
Poiché questo programma può essere applicato fin dalle primissime
fasi dello sviluppo, la speranza di prevenire
le manifestazioni più gravi del disturbo autistico diventa una possibilità
reale.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 2007
(pag. 412)
Stanley I. Greenspan,
MD, è psicoanalista, professore di clinica psichiatrica, scienza del
comportamento e pediatria alla George Washington University. Con i suoi numerosi
articoli scientifici, trattati sulla psicologia del bambino e saggi divulgativi
è diventato uno degl i autori più autorevoli e ascoltati.
Serena Wieder, PhD, è una psicologa clinica, specializzata nella
diagnosi e nel trattamento di bambini.
Lapierre André - Dalla psicomotricità relazionale all'analisi
corporea della relazione.
L'autore colloca la sua riflessione in un'ottica freudiana, in quanto il gioco
libero e senza giudizio è l'equivalente, a livello di espressione corporea,
dell'associazione libera a livello di espressione verbale. Tuttavia, egli infrange
il doppio divieto del toccare, sottolinea l'importanza fondamentale del desiderio
fusionale, insiste sul simbolismo degli oggetti e colloca l'antagonismo delle
pulsioni non più tra Eros e Thanatos, ma tra Eros e Ares, Amore e Guerra.
La regressione, la catarsi e le modificazioni dello stato di coscienza sono
poste a confronto con le attuali conoscenze sui neurotrasmettitori.
Armando Editore, Roma, 2001 (pag.192)
André Lapierre, studente presso l'Ecole Normale Supérieure d'Education
Psysique (Scuola Normale Superiore di Educazione Fisica), André Lapierre
insegna kinesiterapia a Parigi dal 1946, anno della creazione in Francia di
tale terapia. Pubblica un'opera ponderosa, La rieducazione fisica, che servirà
da fondamento agli studenti in Europa e America Latina. Per quindici anni lavora
con i bambini in un Centro di Rieducazione Fisica e pratica, a livello privato,
la vertebroterapia. La sua esperienza lo porta a rimettere in discussione il
suo orientamento meccanicistico e ad attribuire un'importanza sempre crescente
alla qualità della relazione. Insieme a Bernard Aucouturier, è
tra i creatori della psicomotricità e pubblica, successivamente, numerose
opere che saranno tradotte in italiano, spagnolo e brasiliano. Inizialmente
orientato, in una concezione piagetiana, verso gli aspetti cognitivi della motricità,
si sposta poco a poco verso una concezione sempre più marcatamente psicanalitica
dell'espressione motoria che lo porterà a dare vita alla psicomotricità
relazionale e in seguito, in collaborazione con la figlia Anne, 'a strutturare
l'Analisi Corporea della Relazione. Il suo iter professionale gli permette una
esperienza molto diversificata, maturata nel corso degli anni, con bambini più
o meno patologici, con bambini in tenera età a titolo di profilassi mentale,
e con gruppi di adulti in Europa, Canada e America Latina.
Lorin
Claude - Un nuovo sguardo sull'anoressia.
La danza come soluzione possibile.
Un'impostazione rivoluzionaria dei metodi di cura dell'anoressia. L'autore
allontanandosi dalla visione rigidamente circoscritta all'ambiente familiare,
in cui la figura della madre viene fin troppo colpevolizzata - suggerisce a
chi ha problemi di comportamento alimentare di praticare la danza. Danzare significa
utilizzare in modo positivo le preoccupazioni alimentari. La danza può
trasformare la malattia in qualcosa di sacro, perché implica la sublimazione
di tutto ciò che è corpo, slancio vitale, desiderio, passione...
Un'impostazione che non rinuncia, comunque, alla terapia psicoterapeutica, che
viene integrata con la teatroterapia e la danza.
I casi descritti nel volume mostrano come questa strada sia percorribile, e
lo testimoniano le pazienti anoressiche che in seguito hanno intrapreso la carriera
di danzatrici.
Interessatiti e chiaririficatori gli incontri dell'autore, riportati alla fine
del vollume, con personalità quali Carolyn Carlson e Leila da Rocha,
ex anoressiche e oggi ballerine di fama internazionale.
Edizioni Magi, Roma, 2009 (pag.189)
Claude Lorin, psicoanalista all'Ospedale di St. Anne (Parigi), consulente
scientifico dell'Association Internationale d'Histoire de la Psychiatrie et
de la Psychanalyse e professore all'Università Parigi X e all'Università
di Reims. Autore di numerosi saggi, tradotti in diverse lingue. Per i tipi delle
Edizioni Magi e stato pubblicato un suo volume, La mia analisi. Diario di Un
futuro analista. Ha un'autentica passione per la danza.
Malagoli
Togliatti Marisa, Mazzoni Silvia (a cura di) - Osservare, valutare e sostenere
la relazione genitori-figli. Il Loausanne
Trilogue Play clinico.
Il Lausanne Trilogue Play clinico - mutuato dal lavoro di ricerca sul triangolo
primario del Gruppo di Losanna - è un metodo di osservazione diretta
delle relazioni familiari, realizzato attraverso la messa in atto, da parte
della famiglia, dei modelli interattivi che la caratterizzano mediante un gioco
in cui genitori e figli possono cooperare in modo più o meno funzionale
per uno scopo condiviso. Il metodo rientra nell'ambito della ricerca in psicodinamica
e ha l'obiettivo di operazionalizzare i criteri di valutazione relazionale quando
il clinico deve esprimere una diagnosi e formulare un progetto di psicoterapia
fa- miliare o un intervento di sostegno alla genitorialità. Ancorato
a costrutti teorici su cui convergono molte ricerche sulla famiglia, il sistema
di codifica che viene proposto si basa su indicatori comportamentali che differenziano
le famiglie funzionai da quelle disfunzionali in termini di alleanze familiari.
La procedura viene descritta dettagliatamente e il testo rappresenta il manuale
del sistema di codifica del Lausanne Trilogue Play clinico, molto utile a psicoterapeuti
e psicologi clinici per lo programmazione dei loro interventi.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006 (pag.173).
Marisa Malagoli Togliatti è professore ordinario
di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari presso il dipartimento
di Psicologia dinamica e clinica dell'Università "La Sapienza'\,di
Roma.
Silvia Mazzoni è professore associato di Psicologia dinamica presso
il dipartimento di Psicologia dinamica e clinica dell'Università "La
Sapienza" di Roma.
Manzano
J., Palacio Espasa F., Zilkha N. - Scenari della genitorialità.
La consultazine genitori-bambino.
Nella loro lunga esperienza di trattamenti psicoterapeutici con bambini e adolescenti,
gli autori hanno potuto ripetutamente rendersi conto che le esperienze dei genitori
con i diversi membri della propria famiglia di origine esercitano un'influenza
fondamentale sull'insorgenza e sul mantenimento dell'attuale patologia del figlio.
Hanno quindi potuto mettere a punto una vera e propria classificazione di diversi
scenari relazionali che descrivono questa sorta di trasmissione di vissuti e
comportamenti disfunzionali da una generazione all' altra. Gli scenari della
genitorialità si presentano di volta in volta differenti per i diversi
figli, ma differenti anche nelle diverse età e in ogni momento specifico
della valutazione e del trattamento. Attraverso la presentazione di numerosi
casi clinici, gli autori descrivono questo approccio diagnostico alla patologia
infantile e adolescenziale e il modello di intervento psicoterapeutico che ne
è derivato.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001 (pag.149).
Juan Manzano, psicoanalista, si occupa da tempo di problemi dell'età
infantile e dell'adolescenza. È professore di Psichiatria presso la facoltà
di Medicina di Ginevra e dirige il servizio medico-pedagogico della stessa città.
Tra i suoi libri tradotti in Italia, Curare il bambino (Torino 1998).
Francisco Palacio Espasa opera presso il dipartimento di Psichiatria
dell'Università di Ginevra ed è assistente presso la Clinica di
psichiatria infantile. Nelle nostre edizioni è stato pubblicato Psicoterapia
con i bambini (1995).
Nathalie Zilkha si è laureata a Ginevra e si è specializzata
in Psichiatria e psicoterapia dell' infanzia e dell' adolescenza.
O'Leary
Charles J. - Counseling alla coppia e alla famiglia. Un
approccio centrato sulla persona
CharlesJ. O'Leary, la cui straordinaria capacità
analitica e il cui stile brillante fanno risaltare l'umanità delle persone
e delle situazioni descritte, illustra le modalità attraverso le quali
l'approccio centrato sulla persona si può concretamente combinare con
la psicoterapia di coppia e della famiglia. Il testo, che costituisce uno strumento
di lavoro anche per gli psicoterapeuti della coppia e della famiglia che perseguono
l'obiettivo di confrontarsi con l'approccio centrato sulla persona, fornisce
valide indicazioni per aiutare i counselor a prepararsi al counseling relazionale,
affrontando costruttivamente i timori che derivano dall'avvicinarsi alla dimensione
relazionale stessa. Il lettore è accompagnato in una piacevole lettura
che gli permetterà di acquisire la conoscenza di moltissime esperienze
concrete di coppie e famiglie, in un processo volto a svelare le caratteristiche
peculiari delle fasi iniziali, centrali e conclusive del processo terapeutico.
Erickson, Trento, 2002 (pag.191).
Charles J. O'Lear, Counselor, insegna alla Regis
University a Denver, Colorado. È stato membro del Center for Studies
of the Person per vent'anni, dove ha effettuato i suoi studi insieme a Cari
Rogers. Ha rivestito il ruolo di Approved Supervisor all'American Association
of Marriage and Family Therapists, è docente universitario di terapia
della famiglia e della coppia e tiene seminari negli Stati Uniti, in Gran Bretagna
e in Italia.
Palacio
Espasa Francisco - Psicoterapia con i bambini.
Il
libro offre un importante contributo alla definizione dei presupposti teorici
della psicoterapia infantile e ne illustra, con numerosi e dettagliati esempi
clinici, alcune
applicazioni. L'intento è di ribadire la specificità della psicoterapia
infantile come tecnica d'intervento e la sua autonomia teorico-clinica rispetto
alla psicoanalisi "classica". Di particolare interesse è infatti
l'intervento, descritto ampiamente dall'autore, sull'intero nucleo familiare,
in cui vengono trattate anzitutto le aspettative patologiche dei genitori. I
casi clinici corredano e illustrano efficacemente l'esposizione teorica.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995 (pag. 277)
Francisco Palacio Espasa dirige il Centro diurno
per bambini psicotici di Clairval e Comptines, à Ginevra, e lavora come
psichiatra nell'Ospedale della stessa città. È docente di Psicoterapia
del bambino e dell'adolescente presso l'Istituto Superiore della Fondazione
Universitaria di Madrid e insegna Psichiatria infantile e psicopatologia presso
le Università di Pisa e di Padova.
Piccinno
Spartia - Pet Therapy psicomotoria.
Il termine "pet-therapy" comprende, com'è noto, un insieme
di interventi di tipo educativo e terapeutico di vario genere, aventi come elemento
comune l'impiego funzionale di un animale da compagnia. Si va dalle Attività
Assistite con Animali (Animal-Assisted Activities, AAA), volte al miglioramento
della qualità della vita del paziente attraverso un'azione genericamente
rieducativa, alle Terapie Assistite con Animali (Animal-Assisted Therapy, AAT),
guidate da un progetto di intervento terapeutico maggiormente strutturato, fino
alla Educazione Assistita con Animali (AnimaiAssisted Education, AAE), specificamente
finalizzata al miglioramento delle facoltà cognitive nei bambini e negli
adolescenti. Di recente è stata elaborata una quarta categoria, la cosiddetta
Terapia Psicomotoria Assistita con Animali (TPAA), la cui specificità
risiede, appunto, nell'aspetto psicomotorio, più precisamente sul fatto
di lavorare prioritariamente sulla sfera motoria per il recupero della sfera
cognitiva, facendo ripercorrere all'assistito in maniera corretta le tappe di
quel cammino evolutivo che per varie ragioni è stato invece compiuto
all'insegna di carenze e/o malfunzionamenti. La sua applicazione è risultata
efficace in ambiti sia psichiatrici, sia neurologici, sia genericamente geriatrici:
dalle nevrosi ossessive alle psicosi, dalle depressioni alle afasie, dall'autismo
all'iperattività, dall'Alzheimer al Parkinson. Questo libro ne illustra
tutti gli aspetti, avvalendosi di un repertorio di casi clinici davvero esemplare,
e offrendo al lettore un inquadramento oggettivo del ruolo dell'animale, lontano
dagli stereotipi romantici che ancora oggi inquinano e spostano in direzione
pseudoscientifica una disciplina che aspira invece a costruirsi, progressivamente
e decisamente, uno statuto razionale.
Editoriale Olimpia, Sesto fiorentino, 2010 (pag.114).
Spartia Piccinno è nata a Milano. Si è formata come psicomotricista
presso il Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria
Infantile del prof. Roberto Carlo Russo a Milano e come pet-terapista presso
la Federazione Svizzera Cani da Terapia. E attualmente presidente dell'Associazione
Italiana Pet Therapy, di cui è stata cofondatrice nel 1999. Vive a Silvano
D'Orba (Alessandria).
Rigon
Giancarlo, Chiodo Simona ( a cura di) - Psicofarmacologia in età
evolutiva.
L'utilizzo degli psicofarmaci in età evolutiva è
un tema di grande attualità e interesse. Non sono tuttavia molti i testi,
nella realtà italiana, che ne approfondiscono aspetti e problematiche.
In questo contesto assume ancora maggiore rilevanza il contributo di questo
volume che presenta le considerazioni di alcuni tra i massimi esperti italiani
dell'argomento, recentemente intervenuti a Bologna nell'ambito di un seminario
di psicofarmacologia per l'età evolutiva. Il volume propone una puntuale
trattazione dei principali disturbi psicopatologici dell'età evolutiva
- arricchita da spunti di riflessione, discussioni, domande e casi clinici concreti
- soffermandosi, tra l'altro, anche sugli aspetti medico legali connessi all'utilizzo
degli psicofarmaci in età evolutiva. Attraverso questa disamina i contributi
mostrano come l'intervento psicofarmacologico sul bambino, quando necessario,
si inscriva in una presa in carico globale, attenta a diversi aspetti e contesti
e, innanzitutto, rispettosa della condizione evolutiva del minore. Un testo
quindi rivolto a neuropsichiatri infantili, psicofarmacologi, psicologi e psicoterapeuti
ma anche a quanti desiderano approfondire la questione sulla base delle esperienze
dirette qui riportate.
Franco Angeli, Milano, 2004 (pag. 254).
Giancarlo Rigon, psichiatra e neuropsichiatra infantile, psicoanalista
e docente presso le Scuole di specializzazione di psichiatria e neuropsichiatria
infantile dell'Università di Bologna, dirige l'Unità Operativa
di Neuropsichiatria infantile dell'Ausl Città di Bologna.
Simona Chiodo, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta, ha lavorato
presso il Centro diurno per preadolescenti e adolescenti con gravi disturbi
psicopatologici ed attualmente opera nel Servizio ospedaliero di psichiatria
e psicoterapia dell'età evolutiva dell'Ausl Città di Bologna.
Russo
Roberto Carlo - Il gioco delle parti.
La storia evolutiva dei popoli e relativi
usi e costumi, e le travolgenti modifiche tecnologiche, hanno portato variazioni
comportamentali nell'individuo, a volte con significato di positivo adattamento
alle modifiche sociali in atto, a volte con risposte decisamente anormali e
in opposizione alle necessità biologiche sia del bambino che dell'adulto.
Facilmente le insicurezze per l'allevamento, i timori per i rischi, gli eccessi
di protezione, le modalità alimentari, la regolazione dei ritmi giornalieri,
gli stimoli evolutivi, le attività ludiche, creano una quantità
di quesiti, la cui risposta richiede, per essere produttiva, l'adattamento alle
capacità recettive del bambino da parte dell'ambiente.
Il confronto tra il "sistema bambino - ambiente", considerabile nella
norma, e le situazioni di competenza neuropsichiatrica infantile, hanno portato
a considerare spesso molto sfumato il limite tra la norma e la patologia; inoltre,
si è potuto notare, a partire da una potenziale normalità di sviluppo,
delle cospicue differenze nell'evoluzione dei disturbi relazionali, a seconda
della tipologia individuale, dei modelli parentali e sociali, degli eventi personali
e familiari, del periodo e tipo d'intervento, della presenza o assenza del supporto
educativo e/o terapeutico ai modelli di riferimento.
L'approccio allo studio e applicazione nella pratica terapeutica delle modalità
d'intervento psicomotorio, iniziato negli anni sessanta, hanno permesso di avvicinarsi
sempre più al mondo del bambino ed a rapportarsi con lui nel rispetto
e in accordo con le sue modalità espressive e comunicative. L'entrata
nella sua dimensione spaziale e simbolica, e la disponibilità sintonica
con i suoi vissuti, hanno aperto un nuovo percorso terapeutico, in cui la partecipazione
agita in qualità di figura plasmabile alle necessità evolutive
è diventata fondamentale per un più proficuo e rapido processo
terapeutico.
Scopo principale del libro è la presentazione delle basi per la psicoterapia
dell'agito a mediazione corporea, modalità di conduzione terapeutica
che permette al bambino di vivere in senso costruttivo o ricostruttivo le problematiche
nel rispetto della sue caratteristiche espressive. L'impostazione e lo sviluppo
della terapia dovrà rispettare un ottica globale, che tenga in considerazione
l'interazione tra i seguenti fattori: l'organizzazione sociale, i modelli parentali
nelle diverse fasi evolutive, la tipologia di base del bambino e la somma delle
esperienze vissute, le modalità di comunicazione all'ambiente del propio
malessere e le motivazioni del bambino. Nel contempo si afferma l'indispensabilità
di promuovere adeguati interventi di sostegno alle figure parentali e sociali
per procedere, pur con strumenti e modalità diverse, verso obiettivi
comuni.
Edizioni scientifiche CSIFRA, Bologna, 11997 (pag. 245)
Roberto Carlo Russo è
nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria
e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria
Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato
responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999
è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso
di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva
presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione
normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione
della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità
d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa
in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti
e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e
9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle
parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico
del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del
movimento in psicoterapia infantile. (2007).
Russo Roberto Carlo - Il senso dell'azione
in psicoterapia infantile. La terapia
individuale e il supporto all'ambiente.
L'impostazione psicoterapica infantile
presentata in questo libro si contraddistingue sia per il tipo di approccio
che per la conduzione terapeutica; l'attenzione terapeutica è rivolta
alla Persona nella sua globalità con particolare attenzione alle dinamiche
che interagiscono tra i vissuti, le motivazioni e le potenzialità del
bambino; l'alleanza con il bambino avviene nel rispetto e nell'accettazione
dell'identità della persona e delle relative caratteristiche, favorendo
l'istituirsi di una base sicura con il terapeuta. Il mediatore terapeutico è
l'attività ludica che faciliti l'emergere del vissuto del bambino tramite
il gioco simbolico, le produzioni fantasmatiche e l'immaginario. Il percorso
terapeutico ha come presupposto di permettere al bambino di vivere concretamente
le problematiche assieme al terapeuta al fine di favorire l'emergere dei significati
psicodinamici delle problematiche. Per il bambino è l'inizio di un nuovo
percorso che aiuterà a scoprire le proprie potenzialità di elaborazione
delle dinamiche e fornirà la possibilità di riviverle concretamente
assieme al terapeuta. Vivere un diverso adattamento della situazione in atto
assume per il bambino un'alta valenza evolutiva in quanto è tramite l'azione
che nell'infanzia si verificano le regressioni favorevoli che portano ad una
rielaborazione positiva dell'organizzazione del sé. L'evoluzione delle
tematiche tramite l'azione permetterà d'impostare nuove tracce psichiche
atte a porre le basi per il passaggio, ove necessario, dal presimbolico al simbolico
e da questo al pensiero. La terapia stimola progressivamente il processo di
autonomia, il rinforzo della fiducia del Sé, il raggiungimento della
socializzazione, nel rispetto delle potenzialità e dei bisogni del bambino.
Il terapeuta è la figura che accompagna il bambino nel nuovo percorso
e che faciliterà i passaggi evolutivi tramite il gioco, l'immaginazione,
il disegno, il racconto di sé e le produzioni fantasmatiche. Il bambino
riportando il frutto dell'elaborato terapeutico nelle relazioni parentali e
sociali, frequentemente compromesse in quanto causa o concausa dei disturbi
infantili, spesso non ha un riscontro di cambiamento e di maggiore attenzione
alle proprie necessità evolutive. Per tale motivo risulta indispensabile
fornire un aiuto alla famiglia e una attiva collaborazione con le figure scolastiche.
Le patologie infantili vengono affrontate secondo un intervento globale articolato
in tre momenti strettamente correlati tra loro (pur avendo ognuno il proprio
strumento di lavoro): la psicoterapia, il supporto parentale e la collaborazione
con le strutture scolastiche ed educative. La possibilità d'integrare
questi tre ambiti, favorisce una progressione terapeutica adeguata alla realtà
in cui vive il bambino; esso spesso si trova ad essere il portatore di un problema
che a volte è solo il sintomo di un malessere della vita familiare o
di quella sociale. La psicoterapia, il supporto familiare ed educativo necessitano
momenti di confronto e di adattamento ai nuovi obiettivi che si definiscono
durante il percorso terapeutico del bambino. Il lavoro di sostegno e di counseling
ai genitori e la collaborazione con le figure scolastiche ha come obiettivo
primario quello di fornire un aiuto per la comprensione e l'elaborazione delle
problematiche del bambino. Questi interventi devono presupporre una comunità
d'intenti volta ad evidenziare anche le eventuali difficoltà di comunicazione
tra le parti, ad evitare gli isolamenti colpevolizzanti dei genitori, a rafforzare
le indispensabile alleanze tra le figure in gioco. Questo lavoro di rete avrà
una riflessione positiva sulla vita del bambino.
Casa
Edidrice Ambrosiana, Milano, 2007 (pag.250)
Roberto Carlo Russo
è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato
in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto
di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975
al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria
Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità
per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età
evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche
sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli
genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato
e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico
con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori,
una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche.
Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria
infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria
(2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi
del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007).
Tustin
Frances - Protezioni autistiche nei bambini e negli adulti.
La "capsula", il "guscio duro" nel
quale è rinchiuso il bambino autistico sono stati descritti fino ad ora
nella loro funzione di "barriera" che impedisce ogni contatto con
il mondo esterno. Si è trascurato invece l'aspetto difensivo, rassicuratorio,
protettivo che essi svolgono contro quel vissuto di disperante vulnerabilità
che costituisce il vero contrassegno dell'autismo psicogeno. Attraverso la presentazione
di abbondante materiale clinico, l'autrice chiarisce la genesi di questa estrema
manovra difensiva che può essere progressivamente resa meno rigida ed
esclusiva attraverso un trattamento psicoterapico che tenga conto del significato
esistenziale che la condizione di incapsulamento ha per il bambino autistico.
Il resoconto dettagliato di numerose sedute di psicoterapia esemplifica questo
particolare approccio e offre al lettore la possibilità di partecipare,
con la psicoterapeuta e con il piccolo paziente, al lento ritorno di quest'ultimo
a una condizione di vita normale.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 1991 (pag.204).
Frances Tustin ha collaborato con vari centri pubblici
e privati di Londra e, per un anno, con il J. Jackson Children' s Center di
Boston negli Stati Uniti. Ha svolto attività di supervisione alla Tavistock
Clinic e di insegnamento alla Brunel University, formando numerosi psicoterapeuti
infantili interessati soprattutto alla cura dei disturbi psicotici. Dalla metà
degli anni Settanta collabora con l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell'Università
di Roma. Fra i suoi numerosi lavori sono stati pubblicati in italiano Autismo
e psicosi infantile (1975), Stati autistici nei bambini (1983), Barriere
autistiche nei pazienti nevrotici (1990).
Wille
Anne-Marie, Ambrosini Claudio - Manuale di Terapia Psicomotoria dell'Età
Evolutiva.
Il "Manuale di psicomotricità dell'età
evolutiva" è una sintesi dell'esperienza trentennale degli autori
maturata in ambito clinico, in modo prevalente con bambini e adolescenti, ed
attraverso l'insegnamento della disciplina. Si rivolge nei suoi contenuti in
particolar modo all'età evolutiva e all'intervento psicomotorio stesso.
Il manuale presenta il contesto storico in cui è nata la psicomotricità
in Italia, fornisce nozioni molto precise sulla metodologia di base della terapia
psicomotoria e ne illustra gli ambiti di intervento e potenzialità terapeutiche,
con particolare riguardo per l'età evolutiva. Il
testo, approfondito in tutte le sue parti e arricchito da esemplificazioni cliniche,
fornisce anche "ai non addetti ai lavori" un'idea chiara su quali
siano le competenze di un terapista della psicomotricità e aiuta a capire
che cosa accade nella stanza tra operatore e bambino durante una seduta. Dopo
un'ampia trattazione teorica, gli autori dedicano una parte del manuale all'applicazione
clinica della psicomotricità, definendo i disturbi di maggior interesse
in tale ambito.
Cuzzolin Editore, Napoli, 2005 (pag.423)
Anne Marie Wille, diplomata in Riabilitazione Psicomotoria
all'Università.di Ginevra, ha compiuto studi di ritmica e pianoforte
presso l' Institut Jacques Dalcroze della stessa città. È Terapista
della Psicomotricità, docente formatore di Psicomotricisti e Terapisti
della Riabilitazione. Ha fondato e dirige l'Istituto di Psicomotricità
di Milano dove vive e lavora. E professore a contratto presso l'Università
di Pavia (Facoltà di Megicina, diploma di laurea per Terapisti della
Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva). Autrice di varie pubblicazioni
tra cui: Il bambino ipercinetico e la terapia psicomotoria (1989),Il ragazzo
nella nebbia (1991), Il bambino di poche parole (1994), La terapia psicomotoria
nei disturbi minori del movimento (1996), Il gigante silenzioso (2001), Il corpo
musicale (2005).
Claudio Ambrosini, nato a Milano, città in cui vive e lavora.
È Terapista della Psicomotricità dell'Età
Evolutiva e formatore presso il Centro RTP (Ricerca e Terapia Psicomotoria)
dj cui è socio fondatore (1992). Dal 1981 ha un incarico di docenza presso
l'Istituto di Psicomotrocità di Milano. È stato Direttore Responsabile
e Scientifico di Psicomotricità, rivista dell'ANUPI (Associazione Nazionale
Unitaria Psicomotricisti Italiani, incarico ricoperto dal 1997 (anno di fondazione
della rivista) al 2001; attualmente ricopre l'incarico di Direttore Responsabile.
Ha pubblicato: Asilo Nido - Il ruolo educativo (1996) e La psicomotricità
- Corporeità e azione nella costruzione dell'identità (1999).
Wille Anne-Marie - L'Inibizione Psicomotoria.
L'azione tesa e l'azione sospesa.
L'inibizione è un insieme di meccanismi fisiologici neurali, cognitivi
ed emotivi, senza i quali l'essere vivente non potrebbe sopravvivere. Il tema
di questo lavoro riguarda invece l'inibizione in un'accezione negativa, intesa
come "non poter agire" o "agire nel disagio". L'inibizione
può colpire ciascuno di noi, e in tal caso la si può considerare
come un processo adattivo, ossia come un meccanismo di difesa contro l'ansia
e la paura. Tuttavia, quando questo meccanismo non è più una semplice
reazione, bensì una condizione permanente, essa stessa diventa fonte
di ulteriore disturbo, come l'Inibizione Psicomotoria (IPM) del bambino che
non è una sindrome, ma una reazione dell'organismo che colpisce in modo
specificò l'atto motorio. Secondo i casi, le cause dell'inibizione e
la sua espressione sono differenti: dall'azione sospesa nella condizione di
inerzia, di chi non sa progettare o programmare un'azione, e nella condizione
di conflittualità in cui non si riesce a decidere di agire, fino all'azione
tesa del maldestro che manifesta il suo disagio mentre esegue i movimenti. L'IPM
è quasi una sfida per il terapista della psicomotricità che si
confronta con chi evita il movimento, vissuto come disagio, anziché come
espressione gioiosa. L'allentamento, o la scomparsa del sintomo diventano possibili
solo se il terapista si accosta al problema con la prudenza e le strategie del
gatto, che esplora un nuovo ambiente, prima di trovare un nicchia confortevole.
Cuzzolin Editore, Napoli, 2007 (pag.140)
Anne-Marie Wille diplomata in Riabilitazione
Psicomotoria all'Università di Ginevra, ha compiuto studi di ritmica
e pianoforte presso l'Institut Jacques Dalcroze della stessa città. Terapista
della Psicomotricità, docente formatore di Psicomotricisti e Terapisti
della Riabilitazione. Ha fondato e dirige l'Istituto di Psicomotricità
di Milano dove vive e lavora. Dal 1998 è professore a contratto presso
l'Università di Pavia (Facoltà di Medicina, diploma di laurea
per Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva).
Autrice di varie pubblicazioni tra cui: Il bambino ipercinetico e la terapia
psicomotoria (1989), Il ragazzo nella nebbia (1991), Il bambino di poche parole
(1994), La terapia psicomotoria nei disturbi minori del movimento (1996), Il
gigante silenzioso (2001), Il corpo musicale (2005). Per i tipi della Cuzzolin
Editore ha pubblicato nel 2005 Manuale di terapia psicomotoria dell'età
evolutiva.