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Famiglie sane e famiglie malate

di Emidio Tribulato

Tratto dal libro: "Mondo affettivo e mondo economico" di Emidio Tribulato 

In base alle sue caratteristiche di funzionalità la famiglia può essere il punto focale di frustrazioni o di tensioni, oppure può essere la fonte di risorse per risolvere frustrazioni e allentare le tensioni. Può essere causa di malattia e di disagio psicologico o al contrario, può e deve essere il miglior supporto e medicamento a favore di ogni essere umano quando interviene una malattia o un problema sia fisico che psicologico. 

Le famiglie sane

Le famiglie sane, equilibrate, efficienti e ben funzionali si riconoscono dai risultati che esse raggiungono per i propri membri. In questo tipo di famiglie vengono individuati dagli studiosi alcuni elementi caratteristici:

  •  i genitori e gli altri familiari adulti che vivono nell’ambito familiare presentano buone capacità di dialogo, di ascolto e piena disponibilità a dare risposte adeguate ai bisogni relazionali ed affettivi dei minori;
  • i genitori e gli altri familiari adulti hanno maturità e saggezza tale da provare gioia nel dare e sono quindi più disponibili a offrire agli altri che a ricevere, e hanno sviluppato impegno e grande solidarietà nei confronti della rete familiare;
  • i genitori possiedono caratteristiche sessuali diverse, specifiche e complementari e sono stati particolarmente preparati alla cura e all’allevamento dei figli;
  •  il ruolo di ogni membro appare chiaro, ben strutturato e definito, accettato e sostenuto dagli altri con continuità e coerenza;
  • ogni ruolo è in sintonia ed in armonia con i bisogni e le attese degli altri;
  • per ridurre al minimo le tendenze disgregatrici sono presenti ruoli diversi ma un responsabile unico.
  • ogni membro della comunità familiare si sente partecipe, coinvolto e solidale con gli altri;
  • l’orientamento della famiglia è molto attento ai valori non materiali;
  • l’amore tra i vari membri è solido, vero e costante, e si manifesta con frequenti momenti di tenerezza e attenzione reciproca;
  • la disciplina è pienamente presente ma riesce a non essere soffocante;
  • viene sistematicamente stimolata e valorizzata la libera comunicazione, mentre nel contempo vengono fatte valere regole e norme chiare e definite con rispetto per l’età, per il sesso e per i ruoli di ognuno;
  • ogni membro della famiglia si preoccupa costantemente delle esigenze psicoemotive e sociali degli altri componenti e si adopera per evitare o prevenire conflitti e frustrazioni;
  • mentre il responsabile della famiglia si mantiene in equilibrata aderenza con le mutevoli e cangianti realtà della vita, nel contempo non dimentica ma valorizza costantemente i tradizionali e sperimentati valori che provengono dalle esperienze del passato.

 

Le famiglie malate

Le famiglie prevalentemente malate o disfunzionali sono quelle famiglie incapaci di svolgere una o più delle essenziali funzioni familiari. In questo tipo di famiglia prevalgono:

  • ruoli confusi
  • scarso coinvolgimento ai bisogni degli altri
  • frequenti esplosioni di aggressività o al contrario fughe dalle responsabilità e dagli impegni intrafamiliari
  • difficoltà ad instaurare una comunicazione efficace
  • indifferenza o scarsa attenzione ai bisogni comuni.

Nei bambini i segni della disintegrazione familiare o della scarsa funzionalità della famiglia coprono un ampio e variegato ventaglio di sintomi e patologie psichiatriche e sociali. Frequenti sono:

  • le paure
  • i disturbi del sonno e delle condotte alimentari
  • le lamentele per i disturbi fisici (cefalea, dolori addominali, vomito)
  • le esplosioni emotive improvvise come il pianto, le crisi di rabbia, il mutismo, l’aggressività verso gli adulti, i coetanei, gli oggetti, e gli animali, fino all’autolesionismo
  • le difficoltà scolastiche, gli atteggiamenti oppositivi o provocatori e le fughe
  • i comportamenti immaturi o le regressioni a delle fasi evolutive precedenti.

Anche nei giovani il disagio  familiare si può manifestare con uno o più sintomi come:

  • la chiusura in se stessi o nel branco;
  • il profitto scolastico scadente;
  • le condotte asociali o antisociali;
  • i fenomeni autodistruttivi e di sballo mediante l’abuso di alcool o l’uso di droghe;
  • una vita sessuale ed affettiva senza una reale progettualità e senza alcuna responsabilità sia verso gli altri che verso se stessi;
  • i disturbi del comportamento, delle condotte alimentari o dell’identità e del ruolo di genere.

 Sono inoltre presenti comportamenti abnormi come:

  • fughe, randagismo, sciatteria e aggressività, senza alcuna evidente motivazione; scarsa progettualità anche solo di tipo lavorativo;
  • scarso impegno verso la famiglia ed i familiari;
  • diminuzione delle ore di sonno o perdita del sonno ristoratore;
  • minore capacità d’attenzione e concentrazione; perdita d’interesse per gli altri esseri viventi; tentativi di suicidio;
  • euforia alternata alla depressione;
  • sensi di colpa o sentimenti d’indifferenza verso gli altri e verso i propri comportamenti; noia, apatia, astenia.

 

I doveri dello Stato

Per quanto riguarda la comunità civile e lo Stato, questi dovrebbero fare in modo che all’interno di ogni famiglia vi fosse la presenza costante di un’autorità capace di aiutare, mediare ed indirizzare. Autorità alla quale tutti i membri possano far riferimento, che abbia indiscusse doti di maturità, responsabilità, ascolto e dedizione. Ci sembra opportuno a questo punto precisare che l’autorità deriva il suo prestigio non dal ruolo assunto ma dalla capacità di rendere un servizio valido, efficiente, e dalla capacità di donare con generosità e sacrificio. In questo senso l’autorità di un padre con il ruolo di capo famiglia, non è assolutamente superiore - sostanzialmente - a quella di una madre che sappia esprimere pienamente il suo ruolo materno. 

Lo Stato dovrebbe inoltre provvedere ad emanare leggi che aiutino a strutturare efficacemente un’intesa ed una armonia tra i generi sessuali così che tra di loro vi sia unione e non disunione, vi sia fiducia e non sfiducia e sospetto, vi sia amore e non odio. Leggi che tutelino i singoli ruoli, l’integrità, la stabilità, la solidità del matrimonio, l’armonia dei coniugi e degli altri familiari, le scelte e gli indirizzi educativi dei genitori. Leggi che obblighino ad una residenza comune, e che facilitino il rapporto con la rete familiare. Leggi che impediscano ai mass media di penetrare nel tessuto familiare indebolendolo, disgregandolo, confondendolo. 

In caso contrario il rischio è che la famiglia sempre più si trasformi da luogo di trasmissione della vita a luogo di negazione della vita, da luogo di accoglienza, amore e conforto a luogo di competizione, scontro e aggressione. Da luogo di trasmissione dei valori a luogo della diseducazione a causa dei tanti esempi negativi di disobbedienza, illegalità, immoralità e infedeltà. Da luogo di educazione alla fede a luogo dell’indifferenza, dell’agnosticismo, se non dell’ostilità verso la fede.