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Problemi del sonno nel bambino

di Irene Schumacher - Danielli (psicologa FSP)

Tratto dal sito

1) La natura del Sonno

Il sonno non è un fenomeno passivo, durante il quale non accade nulla, bensì un fenomeno attivo e strutturato con intensa attività cerebrale e neuronale. I fattori esterni, quali i ritmi naturali (luce-buio) e sociali (attività quotidiane) e i ritmi circadiani interni determinano il ritmo sonno-veglia. Il sonno è costituito da una struttura ciclica: 4-5 cicli di sonno si susseguono durante la notte. Ogni ciclo dura nell'adulto dai 90 ai 120 minuti e al termine del ciclo si assiste frequentemente ad un breve risveglio notturno, del quale spesso non conserviamo alcun ricordo. Ciascun ciclo ha una propria struttura interna ed è composto da fasi, caratterizzate da una diversa profondità di sonno. Esistono due stadi principali: il sonno REM (REM: rapid eyes movements = movimenti veloci degli occhi) e il sonno non-REM. 

Il sonno non-REM è caratterizzato a sua volta da 4 stadi che vanno dall'assopimento (1) al sonno superficiale (2), sino al sonno profondo (3-4). Durante la fase di sonno profondo, il respiro e il battito cardiaco sono regolari, l'attività cerebrale tranquilla, il corpo è rilassato e immobile. 

Il sonno REM è invece caratterizzato da un'intensa attività cerebrale, simile a quella dello stato di veglia, la respirazione e il battito cardiaco diventano irregolari, e si rilevano dei rapidi movimenti oculari. La fase REM è correlata ai sogni. 

2) Il sonno nel bambino

Nel bambino i cicli di sonno, sono più brevi rispetto a quelli dell'adulto, durano circa 50 minuti ed è quindi normale che il neonato nelle prime settimane di vita si svegli anche ogni ora

Alla nascita il sonno paradosso (REM) occupa circa il 50% del tempo dedicato al sonno. Questa percentuale si riduce poi molto progressivamente per raggiungere, in età adulta, dal 18% al 25% del tempo di sonno totale, a seconda del soggetto. 

 

Quanto dormono i bébé? 

Ci sono considerevoli variazioni nella quantità di sonno necessaria da un bambino all'altro. In generale il fabbisogno di sonno nel lattante può variare tra le 12 e le 20 ore. 

Non è utile confrontare il sonno del proprio bambino con quello del bambino confrontare il sonno del proprio bambino con quello del bambino dell'amica o dei vicini: la quantità di sonno necessaria ad ogni persona varia da individuo a individuo, da bambino a bambino. 

 

Evoluzione del sonno nel bambino 

Nelle prime settimane di vita il tempo trascorso dormendo è in media di 16/17 ore al giorno in frazioni di 3 ore, suddivise egualmente tra il giorno e la notte. In seguito, il ritmo giorno-notte si instaura progressivamente, in base ad un processo di maturazione cerebrale e il bimbo inizia a trascorrere più tempo sveglio durante il giorno e a dormire più a lungo durante la notte. 

É normale che in questa fase della vita di un bimbo si verifichino regolarmente dei risvegli notturni. 

 

Verso i 3-4 mesi il bambino dorme circa 15 ore al giorno, ma con un ritmo diverso, concentrando maggiormente il sonno durante la notte. 

In generale, verso i 6 mesi, molti bambini sono in grado di dormire ininterrottamente per 6/7 ore. 

Nella seconda metà del primo anno di vita, il bambino è sempre più sveglio durante il giorno, ma gli occorrono ancora due riposini, generalmente uno nel corso del mattino e il secondo subito dopo pranzo. 

É importante limitare il riposino pomeridiano. Un eccessivo sonno diurno può creare qualche difficoltà di addormentamento del bambino alla sera o più risvegli durante la notte. 

Nel corso del secondo anno di vita, la maggior parte dei bimbi necessita in media di 13-14 ore di sonno concentrate principalmente di notte e rimane un solo riposino nel corso del pomeriggio. 

3) Cosa è utile considerare per favorire           un buon sonno?

È importante che il lettino diventi un posto confortevole, accogliente e rassicurante per il piccolo. A questo proposito è conveniente imbottire il lettino con gli appositi "paracolpi". Il lettino dovrebbe inoltre essere un luogo gradevole, nel quale ci si reca volentieri, a questo scopo non è consigliabile mandare il bambino nel proprio letto per punizione. 

Per favorire lo sviluppo di un senso di sicurezza nel piccolo, sarebbe importante che il bambino dorma sempre nello stesso posto e che si addormenti nello stesso posto in cui si sveglierà. 

Per coricarsi in maniera confortevole è importante verificare che il bambino indossi vestiti comodi, e adeguati rispetto al tipo di stagione, che il pannolino sia pulito, che abbia digerito la poppata. É inoltre importante tenere conto della temperatura della camera: la temperatura ideale per dormire è di circa 18 gradi. Oscurità e quiete favoriscono chiaramente la qualità del sonno. 

Tenendo conto della fase di sviluppo in cui si trova il vostro bambino, è utile stabilire degli orari regolari per coricarsi e per svegliarsi. Le sieste e i sonnellini pomeridiani non devono essere troppo lunghi, un eccessivo sonno diurno può causare dei problemi nella fase dell?addormentamento o durante la notte. 

Evitare di raccontare storie o favole con contenuti spaventosi per il piccolo ed evitare che il bambino veda immagini impressionanti, in particolare nelle ore prima di andare a dormire. 

Eliminare il più possibile, già un'ora prima dell'ora di coricarsi, i giochi e le attività troppo eccitanti per il bambino (correre, rincorrersi, saltare, ecc.), così come i rumori eccessivi e preferire delle attività più rilassanti e tranquille. 

É molto importante stabilire dei cerimoniali o routines per andare a nanna. Il cerimoniale per addormentarsi è molto importante per il bébé: gli trasmette una sensazione di sicurezza. Consiste in tutte quelle attività serali che si svolgono sempre nella stessa successione e che terminano, con la separazione fra il bambino e il genitore, con il chiudere gli occhi e il dormire. É importante che questo cerimoniale si ripeta in modo identico ogni sera. Ovviamente, lo stile del papà sarà presumibilmente diverso da quello della mamma, ogni genitore inventerà il proprio rituale del sonno, che potrebbe consistere forse nel raccontare una storia, cantare una canzoncina, ecc. 

É importante che il bambino venga deposto nel suo lettino quando è ancora sveglio ed ha gli occhi aperti, affinché impari ad associare il lettino con il dormire e ad addormentarsi da solo. I rituali si sviluppano in modo specifico per ogni famiglia. 

Durante la notte può essere di conforto porre nel lettino un oggetto amato particolarmente dal piccolo: il ciuccio, lo straccetto, l'orsetto, ecc. 

I problemi legati al sonno possono strapazzare i genitori. Alternarsi con il partner quando si tratta di coricare il piccolo o durante la notte, non solo può aiutare a preservare una buona relazione di coppia, ma è anche molto importante per lo sviluppo del legame affettivo tra il papà e il bambino oltre che per lo sviluppo dell'autonomia del piccolo, che sin dall'inizio non si trova a dipendere da una sola persona. 

Può anche essere utile pensare che i problemi legati alla fase dell'addormentamento e i risvegli notturni si verificano molto frequentemente e riguardano la maggior parte dei genitori che hanno dei figli in tenera età, si tratta di un problema comune, quasi come una tappa obbligata dell'essere genitore. 

4) Potenziali cause dei disturbi del sonno

Vari fattori concorrono a determinare i disturbi del sonno, tra i quali quelli fisici, psicologici, relazionali ed evolutivi. 

I fattori fisici giocano senza dubbio un ruolo determinante nell'insorgenza dei problemi legati al sonno: malattie, crescita dei denti, fame, disagio fisico (temperatura o dolore), allergie, eczemi, prurito, ecc. possono ostacolare un buon sonno. 

Anche i fattori psicologici e relazionali possono influenzare la qualità del sonno: quando il bambino è sottoposto ad un eccessivo carico di stress, in caso di cambiamenti significativi nella sua esistenza, come per esempio l?inizio della scuola dell?infanzia, la nascita di un fratellino o di una sorellina, un trasloco, separazione o divorzio dei genitori, morte di un parente stretto, ecc.; in tutti questi casi è possibile che il bambino possa manifestare un suo disagio o difficoltà attraverso dei disturbi legati al sonno. 

5) Alcuni dei più frequenti disturbi del sonno

Incubi 

Gli incubi sono dei brutti sogni e avvengono durante la fase del sonno REM, in genere nella seconda metà della notte. Sono molto frequenti in età prescolare (dai 3 ai 6 anni) e da soli non possono essere considerati un sintomo di disagio emotivo. In questi casi il conforto dei genitori può essere molto utile: prenderlo in braccio, consolarlo e rassicurare il bambino. In genere il contenuto degli incubi può essere conservato nella memoria e in questi casi è utile che il bambino possa raccontarli: lo aiuta a lasciarli uscire e a rilassarsi. 

 

I terrori notturni (pavor nocturnus) 

Si distinguono dagli incubi perché avvengono durante la fase di sonno profondo, in genere nella prima fase della notte. Il pavor viene generalmente annunciato da uno strillo, il bambino ha un'espressione terrorizzata sul viso, ma non è sveglio, anzi è molto difficile svegliarlo. In questi casi è importante evitare di intervenire attivamente e non svegliare il bambino. È più indicato lasciarlo tranquillo, spesso ricade in un sonno quieto e non ne conserva il ricordo. Anche i terrori notturni sono molto frequenti in età prescolastica e in genere non indicano un disagio psicologico. 

 

Il sonnambulismo 

Circa il 15% dei bambini in età compresa tra i 5 e i 10 anni manifesta questo fenomeno. Alcuni bambini si alzano nel bel mezzo della notte, camminano in giro per la camera, la casa e aprono eventualmente armadi, finestre e porte. Di solito si muovono ad occhi aperti, ma non sono coscienti e non ne conservano alcun ricordo. In questi casi è molto importante prendere provvedimenti per garantire la sicurezza al bambino (assicurare finestre per evitare brutte cadute, e porte) anche quando i genitori non si accorgono. 

 

6) Basta! Voglio cambiare?

Quando vi sentite stanchi ed esausti dei vostri continui balletti notturni tra il vostro letto e quello del vostro bambino, oppure del fatto che dovete rimanere per un tempo considerevole ogni sera insieme al vostro bambino per farlo addormentare, oppure non volete più che il vostro bambino, ormai cresciuto, continui a dormire nel "lettone"? Quando decidete che volete cambiare queste abitudini, esistono alcuni "trucchi" che, tenendo conto dell'età del bambino, possono aiutare a risolvere questi problemi. Innanzitutto, se non avete ancora inventato un rituale serale per andare a letto (vedi sopra), escogitatene uno

Inoltre è necessario considerare che il bambino protesterà vivamente di fronte ai vostri interventi. Mettetevi all'opera solo quando vi sentite carichi di energie, perché vostro figlio potrebbe protrarre le sue proteste per giorni o anche per settimane e potrebbe essere molto faticoso sostenere i suoi capricci. Nel corso del cambiamento, è importante che entrambi i genitori siano d'accordo e che entrambi collaborino, anche le altre persone che si occupano del bambino dovrebbero essere informate della vostra iniziativa e aiutarvi a sostenere il vostro progetto. É importante assumere un atteggiamento affettuoso e rassicurante, ma nel contempo fermo e determinato. 

 

Alcuni esempi: 

  • Se il bambino si addormenta nel "lettone" e dorme ancora con i genitori: in un primo momento il genitore può restare a dormire nella cameretta insieme al bambino, mettendo un materasso per terra, in modo che venga data l'idea di una situazione provvisoria. 
  • Se il bambino si sveglia di notte e viene nel lettone, è utile rassicurarlo e consolarlo, ma infine lo riaccompagnerete nel suo letto.
  • Se il bambino ha bisogno della vostra presenza o di stare in vostro contatto per addormentarsi: spiegategli che voi avete deciso che per lui è giunto il momento di imparare ad addormentarsi da solo. Rassicuratelo e fategli una carezza, rimboccategli le coperte con l'intenzione evidente di farlo addormentare e poi lasciate la stanza quando è ancora sveglio. É necessario un atteggiamento deciso che eviti l'eccessiva partecipazione e ogni contatto superfluo. Se continua a piangere aspettate qualche minuto e poi ripete la stessa procedura. Con i bambini al di sopra dei tre anni, le ricompense possono essere utili e incoraggianti.