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Società e interrelazioni socio-culturali

Tratto da R.C.Russo, Psicomotricità. Nuovo approccio valutativo  e intervento globale: terapia psicomotoria,  sostegno genitoriale, collaborazione sociale. Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2018, pp. 3-6.

La conoscenza della storia delle diverse società e relativi usi, costumi, regole e modalità di vita ha apportato importanti informazioni sulla frequente contrapposizione tra la naturale spinta evolutiva del bambino e le richieste dell’adulto a un adattamento comportamentale spesso previsto per fini troppo in antitesi alle esigenze evolutive del bambino.

 

Il complesso insieme di tradizioni, usanze, costumi, conoscenze, credenze, regole e tipo di morale che contraddistinguono una società rappresentano fattori che hanno una loro base esistenziale, in parte acquisiti nei tempi per necessità di sopravvivenza e per un migliore adattamento, in parte imposti per richieste religiose e per strumento di potere. Questi usi e costumi vengono tramandati di generazione in generazione per motivi di cui spesso si sono perse le tracce nel tempo. Le numerose ricerche antropologiche sulle società tribali hanno evidenziato caratteristiche culturali molto variabili, a volte anche con valori sociali e morali completamente opposti nei diversi ceppi. Anche in molte società, progredite tecnologicamente, si possono riscontrare credenze e usanze prive di fondamenti reali, intesi in senso biologico e di rispetto nei confronti dei diritti della persona. Riscontriamo spesso in diversi paesi l’importanza del maschio come primogenito, le superstizioni, il valore assoluto dell’intelligenza e della supremazia nei maschi, i rituali di preparazione all’età adulta, l’imposizione alla sottomissione diversa a seconda del referente, i segnali di prestigio sociale diversi secondo a chi sono indirizzati, le notevoli variabili nei tabù sessuali. Ogni società crea la propria cultura che regola il comportamento sociale e l’individuo, osservando le regole, si sente consono ai principi sociali e ne assume il valore nell’educazione della prole. Spesso la cultura della società è retaggio di antiche usanze, ma è anche frutto di indispensabili modifiche sostenute da reali necessità adattative, ma queste usanze possono modificarsi per l’intervento di spinte evolutive delle nuove generazioni.

È molto difficile affermare quale sia la cultura più idonea per quella data società, nel rispetto del sesso, delle età e dell’ambiente di vita, ma sicuramente sono identificabili alcune usanze, controlli e poteri che non rispettano la persona nelle sue caratteristiche e potenzialità. Tenendo in considerazione questa molteplicità di fattori, risulta più accessibile la comprensione di determinati atteggiamenti del bambino che apparirebbero altrimenti avulsi dalla realtà e inaccettabili come fenomeni normali; solo collocandoli nell’ambiente in cui vive il bambino è possibile comprenderne l’origine e la persistenza. Il problema degli influssi tra diverse tipologie di società e dei relativi usi, costumi e modalità educative richiede una prima valutazione sull’omogeneità dei modelli familiari rispetto a quelli sociali; la conoscenza della provenienza culturale della famiglia evidenzierà eventuali contraddizioni con gli usi e costumi della società in cui è attualmente inserito il nucleo familiare.

 

L’eventuale contraddizione, specie se marcata, porrà seri problemi di riferimento al bambino nelle età successive e in particolare in quella della latenza per la formazione del Super Io e in quella dell’adolescenza per la scelta di propri modelli sociali sulla base di un confronto tra quelli familiari e quelli della società di appartenenza. Tale contraddizione nelle società più moderne è diventata sempre più frequente a seguito di una progressiva mescolanza di individui di etnie, di religioni e di culture diverse, spesso potenziata da influssi dell’ambiente lavorativo o di ristretti gruppi culturali o occupazionali o politici. Le modalità d’insediamento di un nuovo nucleo familiare, il relativo adattamento al nucleo sociale della zona abitativa e la frequenza ai gruppi di lavoro e di tempo libero costituiscono un ulteriore importante apporto alla formazione dei modelli parentali relativi al processo di socializzazione del bambino. Questo processo d’inserimento sociale determinerà una molteplice possibilità di variabili sui modelli genitoriali a seconda del loro atteggiamento accettante, rifiutante, contradditorio, di sospetto, d’isolamento, di partecipazione attiva, di sudditanza nei confronti di altri gruppi e delle loro abitudini e leggi.  Anche questo problema è spesso influenzato e regolato dalle condizioni economiche del nucleo familiare in rapporto a quelle dei nuclei sociali d’appartenenza. Non va infatti sottovalutato, nel processo di formazione dei modelli genitoriali, che spesso i gruppi sociali frequentati possono essere molteplici con la conseguenza di pluralità di influssi sulle modalità d’essere e di educare la prole; inoltre, sarà variabile l’apporto educativo nella prole se i due genitori sono di diversa estrazione e seguono diverse impostazioni e regole sociali. 

 

Oltre a quanto sopra enunciato, si devono prendere in considerazione anche le variabili indotte dal divario generazionale a seguito di una travolgente innovazione tecnologica che si riflette sugli usi  e costumi sociali; sempre più si verifica  una dissociazione di pensiero e di principi da generazione a generazione; gli interessi e le motivazioni cambiano le modalità di vita; la comunicazione tra gli individui non è più localizzata al territorio in cui si vive, ma si espande nel mondo sia per la maggiore facilità di trasferimenti che per l’uso di internet. Le motivazioni e la cultura si sono diffuse con modalità trasversale e  interessano individui in tutto il mondo, sparsi o raccolti in gruppi. La cultura, non più veicolata in ambiti territoriali più o meno vasti, ha creato notevoli variabili nelle persone che vivono nello stesso territorio, determinando di conseguenza variazioni nei modelli educativi.

La grande disponibilità del bambino a nuovi stimoli e a nuovi apprendimenti genera spesso un distacco tra la propria generazione e quella dei genitori nelle modalità di approccio alle esperienze e ai rapporti interpersonali, ma nel contempo le modifiche dell’infanzia trascinano e stimolano i genitori a comprendere e ad evolvere verso nuovi orizzonti. A volte, anzi spesso, questo processo non è possibile o è eccessivamente lento e provoca fratture nel rapporto adulto-figlio. 

 

Quello che si considerava un comportamento nella norma anni addietro in rapporto al tipo di società ora non lo è più, o meglio si è modificato; la norma è in continua evoluzione in rapporto al tipo di società che si considera (Penge, Iacovelli, Gicca Palli, 1999), ma il frequente conflitto tra modelli parentali, sociali e il rapido evolvere dei nuovi apprendimenti infantili, se da una parte stimola nuovi adattamenti sociali, dall’altra genera nuovi disturbi nell’infanzia che spesso non rientrano nelle nosografie neuropsichiatriche infantili. Se questi disturbi non sono riconosciuti e trattati, facilmente provocano nell’infanzia distorsioni nell’organizzazione della personalità che si proietteranno e stabilizzeranno nell’età adulta.

Nel complesso dei fattori socio-familiari d’interazione nello sviluppo infantile vanno inoltre prese in considerazione le problematiche evolutive nell’affidamento (Boggi, Brambilla, Gallina, 1995; Dall’Antonio, 1986), nelle separazioni dei genitori e nella costituzione di nuovi nuclei familiari (Bagliolo, Bacherini, 1998; Fazzi, Picerno, 1996; Zampino, 2000), nelle deleghe educative. In particolare, le deleghe precoci e plurime frequentemente creano problemi nel bambino per una corretta identificazione dei modelli di riferimento. Questa breve analisi sulla pluralità dei fattori familiari e sociali ci informa sulle numerose variabili che entrano in gioco nello sviluppo del bambino, il quale ha una sua organizzazione funzionale, un suo vissuto delle esperienze, una sua capacità di elaborazione. È la complessa interazione tra i fattori ambientali, le caratteristiche neuropsichiche del bambino e gli eventi di vita che connoteranno lo sviluppo futuro dell’individuo.