La Psicomotricità

© "Evoluzione Schema Corpo" di R. C. Russo
© "Evoluzione Schema Corpo" di R. C. Russo

L'intervento Psicomotorio è stato promosso e sostenuto da illustrissimi nomi tra i quali: Dupre, Gurenvitch, Homburger, Wallon, Ajuriaguerra, Bergès, e tanti altri.

Ajuriaguerra, fondatore della specialità di Neuro-psichiatria Infantile in Francia e direttore dell'Ist. di Neuropsichiatria Infan-tile a Parigi, ha istituito la prima scuola europea di Psicomotricità nel 1961; ad essa hanno fatto seguito: Svizzera, Italia, Belgio, Olanda, Canada, e in seguito la psicomotricità si è difuao in tutta Europa e in diversi paesi dell'America latina.

Da allora la Psicomotricità continua a dare il suo elettivo e alto contributo in numerosi disturbi in cui l'alterata modalità della relazione determina riflessi negativi sulle potenzialità evolutive motorie, cognitive e intellettive. I campi più significativi d'interesse per la psicomotricità sono rappresentati da: ritardi dello sviluppo psicomotorio, disturbi cognitivi, problematiche relazionali, devianze della condotta e disturbi dell'organizzazione delle neurofunzioni.

L'importanza fondamentale dell'intervento Psicomotorio consiste in una modalità di aiuto  che viene impostata, come fattore essenziale, sulla globalità dell'essere bambino nel rispetto della sua storia, della sua personalità e delle sue potenzialità in relazione con l'ambiente familiare e sociale.

Questo obiettivo si realizza in attività ludiche di libera espressività corporea, che costituiscono modalità comunicative privilegiate dal bambino, agite e vissute con lo psicomotricista per attivare un progressivo approfondimento della conoscenza del sé, delle sue potenzialità di realizzarsi tramite le proprie competenze motorie, simboliche, cognitive e relazionali, indirizzate ad una migliore evoluzione.

 

Il maggiore impegno della società rivolto al raggiungimento del benessere ha portato un notevole aumento e arricchimento di stimoli evolutivi, con la conseguenza di una precoce evoluzione dell'infanzia, ma ha anche determinato una modalità di vita infantile più frenetica e spesso caotica, per le problematiche connesse al ritmo di vita del nucleo familiare e della società.

Si assiste sempre più frequentemente a distorsioni dello sviluppo del processo di autonomia, a tal punto da ritenere arduo potere includere in una norma biologica una vasta percentuale dell'infanzia. La norma evolutiva cambia in rapporto alle modifiche sociali, ma come si modifica il bambino in rapporto al rapido evolvere delle culture sociali, alle variegate miscele di usi e costumi appartenenti a società diverse, e in particolare con quali modalità e relativi vissuti si rapporta alle nuove esperienze? 

Si assiste sempre di più ad una diminuzione degli spazi necessari ai bambini, ad una diminuzione del reale e libero confronto con i coetanei e si afferma invece un predominio delle competenze intellettive e competitive a discapito dei valori affettivi e sociali.

Una presenza eccessiva e costante dell'adulto che si pone come organizzatore e gestore del tempo libero del bambino, determina troppo spesso un indirizzo di sviluppo adultometrico che limita il reale bisogno del bambino.

Il lavoro dello Psicomotricista continua a rendere un grande servizio sociale per la prevenzione dei disturbi evolutivi negli asili nido e nelle scuole, per l'aiuto a disturbi infantili, a gruppi di adolescenti problematici, per l'aiuto collaborativo con figure sanitarie nella riabilitazione di neuropatologie nell'infanzia e nell'adulto, per favorire la comunicazione in centri psichiatrici e nelle case di riposo per anziani. Lo Psicomotricista necessita di una formazione particolare ed elettivamente specifica che investe conoscenze evolutive, ma soprattutto lo impegna in una specifica conoscenza ed arricchimento della sua capacità espressiva corporea, della sua disponibilità ad adattamenti relazionali e all'ascolto dei bisogni emotivi dell'altro.

 

Pertanto la psicomotricità, oltre all'ambito elettivo infantile, trova importante attuazione di aiuto in tutte le età e in tutte quelle situazioni nelle quali l'adulto necessita il miglioramento della conoscenza di sé nel rispetto delle proprie potenzialità e caratteristiche personali.