Recensioni

Commenti: 10
  • #10

    Manuela Talamoni (giovedì, 18 ottobre 2018 10:13)

    Inizio il corso con il Prof. Roberto Russo nel 2004. Ho navigato a lungo in internet alla ricerca di "qualcosa". Ai tempi avevo lasciato un lavoro di ufficio per dedicarmi alla famiglia, con il chiaro intento pero', di trovare la mia vera strada, una strada che potesse conciliare famiglia, figli e la mia vera passione: lavorare con i bambini, capirli, sostenerli, aiutarli. Cosi' ci siamo scelti! Il Prof. sceglie me ed io lui. Il corso inizia il 13 ottobre 2004, siamo in 15, un gruppo fantastico condotto dal Prof. con passione ed ironia.
    Tuttavia non è stato un percorso facile, il primo anno il bambino non esiste, tanta neurofisiologia, tanti video di bambini bellissimi e sanissimi, ma di psicomotricità neanche l'ombra. Abbiate fede! tuonava il prof.! Improvvisamente tutto vi sarà più chiaro!
    Ammetto, ero scettica, ma mi fidavo ciecamente di quella persona che per 4 ore non smetteva mai di parlare e di muoversi per l'aula con un'energia che farebbe invidia anche ad un bambino.
    E infatti successe…..la nebbia si dissolse e finalmente capii il senso di tanta fatica e riuscii ad interiorizzare dei principi fondamentali, che mi hanno aiutata a ricomporre un puzzle che aspettava soltanto che qualcuno decidesse di sistemarlo.
    Cosa mi ha lasciato questo corso? Competenza? Si certo! Nozioni? Si ovvio! Capacita' di riconoscere ed individuare punti deboli e di forza? Si! Ma soprattutto mi ha dato il senso di appartenenza, appartenere ad un gruppo è fondamentale per ognuno di noi, il mio gruppo mi apparteneva ed io a loro.
    I Week end di Vissuto Corporeo ed Espressione Corporea rimarranno sempre con me , il gruppo si muove all'unisono, e se qualcuno manca, il gruppo è un pò zoppo.
    Il gruppo il gruppo il gruppo.......ripeteva sempre il Prof.....ed io mi domandavo "ok ma io devo capire, io devo studiare, io devo relazionarmi con il bambino...Pero' continuava il mio atto di fede....ed ancora la nebbia se ne va! Siamo un gruppo ogni momento della ns vita!
    Il bambino appartiene ad un gruppo, deve poterlo fare per diventare un adulto sano ed equilibrato.
    Se apparteniamo ad un gruppo SIAMO! Questo principio fondamentale ora è mio e non smetterò mai di ringraziare Roberto per avermi scelta.

  • #9

    Elisa Pietrapertosa (giovedì, 18 ottobre 2018 09:59)

    Grazie a Lei Professore,
    Sono stati tre anni importanti in cui non solo si è modificato il mio modo di vedere, ma anche il mio modo di agire e stare nei contesti.
    Avevo iniziato, tre anni fa per poi lasciare durante la metà del nostro secondo anno di corso un percorso di supporto psicologico che mi ha aiutato a risolvere alcuni problemi che portavo con me da tempo.
    Credo, però, che non avrei avuto gli stessi risultati se non avessi affrontato questo percorso di studi.
    Conserverò un buon ricordo di lei, Federica, Nico e i miei compagni e ne sono felice.

  • #8

    Paola Panetto (giovedì, 18 ottobre 2018 09:41)

    Ho iniziato questo corso un po’ per curiosità un pò perché, dopo avere deciso di lasciare il mio lavoro in azienda, desideravo approfondire altro. Solo ultimamente credo di avere fatto la mia sintesi processuale e di avere realizzato come in questi tre anni i miei "prerequisiti" di esperienza lavorativa e personale di mamma mi abbiano in realtà condizionato più di quanto me ne rendessi conto. Il corso mi ha aiutato molto a crescere come mamma e a capire l'appassionante mondo dell'infanzia in generale ed in particolare delle mie figlie.
    Il primo anno è stato un anno di fiducia per cercare di capire il senso e la direzione del corso. Ho apprezzato il lavoro di gruppo ed in particolare i sabati di espressioni con Nico e vissuti di Federica.
    Il secondo anno l’ho trovato più interessante dal punto di vista degli argomenti mentre ho iniziato ad avere qualche difficoltà nei momenti di approfondimento all’interno dei gruppi di discussione.
    Il terzo anno ha rappresentato la risposta all’aspettativa. Dopo avere passato due anni di fiducia sono emerse le aspettative che si sono in parte modificate rispetto alla situazione di partenza. Ho inoltre aumentato le ore di tirocinio e questo mi ha fatto sentire molto più in campo.
    Ho iniziato a rivedere il mio atteggiamento soprattutto nei sabati di espressioni (che ho trovato alle volte ripetitive) e di vissuti. Mi sono molto trattenuta per due ragioni: da una parte ho percepito che rischiavo di invadere lo spazio altrui, dall’altra mi aspettavo che anche gli altri si prendessero finalmente il loro spazio avendo spesso percepito le loro resistenze.
    In generale tutto il percorso è stato affascinante, l’osservazione critica ma soprattutto autentica sui bambini e sull’essere umano. Sono stati di sicuro anni di crescita e alcune persone le porterò sempre con me nel cuore, nel ricordo e spero anche nell’amicizia.
    Un caro saluto e grazie mille per tutto

  • #7

    Nico Palermo (giovedì, 18 ottobre 2018 09:21)

    Ho frequentato il Corso Triennale di Psicomotricità del prof. Roberto Carlo Russo nel triennio 1992-1995, svolgo la professione di Psicomotricista da allora, ed è forse proprio il tempo passato che mi permette di fare un bilancio di quell’esperienza.
    Non occorre che sottolinei le competenze sia professionali che didattiche del Prof. Russo, evidenziate dalle sue pubblicazioni (pietre miliari per chiunque si occupi di Psicomotricità), dalla stima e dal riconoscimento di cui gode nell’ambito dell’intervento psicomotorio dell’età evolutiva.
    Mi piace invece soffermarmi su alcune considerazioni personali relative all’impostazione del Corso: ricordo con piacere quella sensazione di trovarmi e di sentirmi all’interno di una “bottega d’arte”, dove l’arte che veniva insegnata era la conoscenza del bambino, del suo ambiente di vita, dei suoi bisogni. Il Prof. Russo è stato, insieme a tutto il corpo docente del Corso, il Maestro che con la sua esperienza, la sua passione e la sua inesauribile energia ha guidato gli allievi in questo affascinante percorso.
    Similmente al percorso dell’allievo nella bottega dell’arte di medioevale memoria, la formazione ha riguardato non solo le conoscenze teoriche ma anche la parte più strettamente personale: i Vissuti Corporei e l’Espressione Corporea sono stati fondamentali per iniziare un lavoro di consapevolezza personale, indispensabile per riempire di significato autentico la relazione terapeutica.
    Di pari passo la rigorosa impostazione scientifica del Corso mi ha permesso inoltre, durante il percorso professionale, di potermi confrontare in modo adeguato e proficuo con le altre figure facenti parte dell’équipe riabilitativa in cui lavoro (medici, psicologi, terapisti, educatori).
    È stato poi importantissimo per me la possibilità avuta, alla fine del Corso, di poter partecipare ad incontri di Supervisione condotti dal prof. Russo: all’interno di questi incontri di gruppo è stato possibile elaborare dubbi, problematiche, difficoltà inerenti le prime esperienze di Psicomotricista.
    Concludo con un sentito ringraziamento personale al prof. Russo: grazie per avermi trasmesso conoscenze, metodo, passione, e per essere un prezioso punto di riferimento professionale e personale.

  • #6

    Marta Moiraghi (mercoledì, 17 ottobre 2018 17:34)

    Tre anni fa ho deciso di seguire il mio istinto e rivoluzionare la mia vita. Da un giorno all'altro, come ho sempre fatto per le decisioni importanti. Così è cominciato il mio percorso di studi in psicomotricità con il professor Russo. Un cammino lungo, intimo, fatto di entusiasmo e indecisione, determinazione e tentennamenti. All'inizio nulla mi sembrava come avevo immaginato. "Abbiate fiducia e speranza", ci ripeteva il professore, "e poi capirete". Sono stati tre anni di riflessioni, di scontri e complicità, di cambiamenti talvolta impercettibili ma profondi, in cui ho vissuto in prima persona e assistito come partecipe spettatrice alla metamorfosi di noi, come gruppo e come individui.
    Tre anni di esperienze che mi hanno umanamente arricchita e messa alla prova. Tre anni che ho la presunzione di sperare mi abbiano resa un po' migliore. E ora, dopo tre anni, posso finalmente dire "ho capito". Grazie all'instancabile professor Russo, a Federica, a Nico, ai compagni da cui mi sono sentita distante e a quelli con cui ho creato un legame che spero durerà nel tempo.
    Grazie alla bambina che ho riscoperto in me e a tutti quei bambini che ho incontrato durante il mio cammino e che mi hanno aiutata a capire, crescere, ricordare.
    Marta

  • #5

    Annalisa Maffeis (mercoledì, 17 ottobre 2018 14:47)

    Sono Annalisa Maffeis, attualmente lavoro a Bergamo, come Psicomotricista libera professionista. Ho concluso il corso del prof. Russo presso il CSPPNI nel lontanissimo 1984. Allora la nostra scuola di formazione era tra le primissime in Italia ad affrontare in maniera sistematica la tematica della psicomotricità come professione d'aiuto nelle situazioni di criticità relazionale o funzionale e non più soltanto in ambito educativo .
    L'incontro con docenti del corso di grande competenza professionale (neuropsichiatri, psicologi, fisiatri ed altri) mi ha permesso di sviluppare un interesse, una motivazione ed una mia competenza (affinata ovviamente, poi negli anni con le esperienze lavorative). Presso lo stesso Centro ho poi portato a termine un percorso biennale di formazione nell'ambito della supervisione .
    Ho lavorato per 15 anni in un una unità' operativa di neuropsichiatria infantile presso l'Azienda Ospedaliera di Treviglio per poi decidere di aprire uno studio a Bergamo .
    Attualmente mi occupo di consulenze inerenti la formazione e supervisione in ambito sia educativo che terapeutico, ma le sedute individuali e di gruppo con i bambini, continuano ad essere per me l'interesse primario e ad occupare la maggior parte del mio tempo lavorativo .
    Da sempre iscritta alla Fiscop e ad al Registro, attualmente membro del comitato scientifico Fiscop.

  • #4

    Eleonora Giannelli (martedì, 16 ottobre 2018 16:07)

    Da un punto di vista organizzativo sono molto soddisfatta; le lezioni suscitano l'interesse, i video permettono la comprensione attiva e facilita la memorizzazione dell'informazione. L'ordine degli argomenti, negli anni, è stato progressivo e lineare. L'impostazione data è coerente e facilità l'acquisizione delle informazioni. La disponibilità sua e di tutti i professionisti che ho incontrato è caratterizzata da passione, elemento che mi avete trasmesso e custodirò con cura. La sua impostazione l’ho apprezzata fin da subito.
    Da un punto di vista personale la crescita è stata molta, cosi come la difficoltà nello svolgere tanti corsi di formazione in contemporanea, da qui la difficoltà nello studiare per gli esami, ma il corso è stato ricco, formativo e lo studio mi accompagnerà con piacere tutta la vita. I vissuti e le esperienze favoriscono una conoscenza maggiore di sé. un punto forte e importante nel mio percorso e del suo corso.
    Infine volevo ringraziarla: è stato un insegnante stimolante e disponibile. In parte già la conoscevo con i racconti e la stima che mio padre ha verso di lei; non ho potuto che confermarli. La ringrazio per i confronti e la disponibilità a rispondere alle domande e la chiarezza nello spiegare.

  • #3

    Elisabetta Feleppi (martedì, 16 ottobre 2018 14:38)

    Fare una riflessione a vent’anni da una formazione e avendo lavorato come psicomotricista solo per alcuni anni, non è così semplice, perché credo che di essa siano rimaste le cose essenziali, le tracce profonde che uno si porta dietro per sempre.
    Posso sicuramente affermare quanto questa Scuola e un docente come il dott. Russo e la sua équipe siano stati fondamentali per me sia da un punto di vista professionale, ma soprattutto personale…
    Ricordo quanto affascinante fosse tutta la parte teorica sulla Neurofisiologia (come mi piacerebbe un aggiornamento!!) essenziale e collegata all’esperienza.
    Lo studio dello sviluppo del bambino nei primi sei anni di vita affrontato sì teoricamente, ma soprattutto OSSERVATO attraverso i videotape, mi ha permesso di sviluppare una capacità di osservazione il più oggettiva possibile, non condizionata dall’interpretazione personale.
    Anche quando si sono affrontate in specifico le diverse patologie, c’era comunque al centro il bambino con le sue caratteristiche personali, individuali…
    Fondamentale in questo percorso è stata certamente tutta la formazione su di sé attraverso il vissuto e l’espressione corporea… una riflessione, alla scoperta e comprensione del bambino che ognuno di noi è stato… per poter incontrare altri bambini… LA RELAZIONE
    Grazie Roberto, sei stato un MAESTRO, perché hai contribuito ad educare in me una capacità di cogliere sempre la positività nei bambini che incontro, punto di partenza per affrontare le criticità.

  • #2

    Raffaella (martedì, 16 ottobre 2018 10:21)

    Settembre 2013
    Tutto ebbe inizio da un semplice colloquio fatto in uno studio pieno di libri, registri, incastri di legno, fotografie, disegni…
    Un colloquio in cui mi fu chiesto più volte è sicura di farcela?
    “Quattro figli, un lavoro, guardi che è un impegno”… ed io davanti a quel Professore dissi: “Sì sì sono sicura…”.
    Ed ecco il giorno della prima lezione…un giro di presentazioni e poi…neurofisiologia…mi era sembrato di essere arrivata in America, l’inglese non lo conosco molto bene, anzi quasi per niente…
    Il primo anno fu difficile, tante informazioni sconosciute che iniziavano poco a poco a prendere forma…affascinante per certi aspetti il cervello come funziona, il sistema nervoso, i suoi componenti e ancora più sorprendente come tra amigdala, nucleo rosso, ipotalamo, flocculo nodulare…proprio lì, in mezzo a tutto questo, il bambino…
    Il secondo anno invece mi permise di conoscere più da vicino i diversi funzionamenti dell’essere umano nelle sue forme, mi permise di conoscere alcune patologie, X fragile, sindrome di Rett, disturbi del movimento, disprassia, adhd, disturbi del processo di lateralizzazione… e lì in mezzo a tutto questo il bambino…
    Settembre 2015...
    Ecco ora tutto si complica… già… inizio all’università il corso di specializzazione per le attività del sostegno… penso, rifletto, chiedo aiuto, consiglio, supporto, mi confronto con il Professore assicurando che cercherò di fare tutto al meglio. Si parte, il terzo anno… la relazione d’aiuto, l’intervento psicomotorio e lì, al mio fianco, finalmente ho trovato il bambino...
    Quando iniziai questo percorso ero una persona in cerca di obiettivi…ora ho capito che l’obiettivo più importante era ed è dentro di me…
    Cosa mi ha dato questo corso? La possibilità di riflettere su me stessa. E’ un percorso a tutto tondo che se fai con mente e cuore, che se fai in chiave psicomotoria, non può che non portarti al riconoscere l’essere umano in tutti i suoi aspetti, punti di forza e criticità.
    L’essere umano è un individuo che vive in una “rete di rapporti”, ma non è un pesce in trappola, l’essere umano si muove spinto da un’energia che si ricarica dell’incontro con l’altro, l’essere umano solo non potrebbe stare, solo non potrebbe vivere…
    L’essere umano si costruisce pezzo a pezzo, da quando inizia il suo viaggio nel ventre della mamma, ogni suono, ogni gesto, ogni voce rappresentano per lui un colore, uno scarabocchio, una lettera, una parola del bellissimo libro che ognuno va scrivendo
    L’essere umano lascia impronte a volte più profonde e a volte leggere sulla sabbia, striscia, rotola, gattona, si alza cammina, corre, salta... ma in ogni caso lascia traccia di sé
    L’essere umano ha tante facce: è determinato, è fragile come una canna di bambù mossa dal vento, duro come il ferro, sognatore trasportato da una piuma che si lascia librare nel cielo spinta dal vento, l’essere umano è tutto o niente
    L’essere umano… è la sfida più seria che gli uomini tentano di spiegare, ma è difficile afferrarlo, è difficile comprenderlo, è difficile capirlo.
    L’essere umano è un bambino vissuto…

  • #1

    Eleonora Benicchio (martedì, 16 ottobre 2018 09:55)

    Devo sicuramente al Corso del dottor Russo la mia preparazione come psicomotricista perché mi ha permesso di lavorare in situazioni differenti e sempre con competenza.
    Una delle migliori qualità del corso è l'avermi dato una visione ampia, aperta e critica verso il mondo del bambino e dei suoi contesti di appartenenza, ma anche verso la persona essere-psicomotorio nei diversi contesti di vita.
    Tutto questo grazie al percorso di studi clinici, dei vissuti corporei ed espressivi e delle esperienze dirette di confronto che mi hanno portato ad avere un approccio al mio lavoro sempre attivo, curioso, collaborativo e mai finito, cosa che ritengo fondamentale per chi vuol svolgere seriamente il lavoro dello psicomotricista.