Terapia

I libri vengono riportati in ordine alfabetico per cognome dell'autore

Ambrosini Claudio, Pellegatta Simona - Il gioco nello sviluppo e nella terapia psicomotoria. 

Dialogo tra una mamma e il suo bambino poco prima di cena.

Mamma (spazientita): "Ma stai ancora giocando con le figurine?!". Bambino (infastidito): "Mamma, sto attaccando le figurine, non sto giocando!".

Non tutte le attività infantili sono gioco e questo dialogo è indicativo della diversa interpretazione che ne danno adulto e bambino. Si crea così un equivoco che, se è privo di rilevanza nelle naturali relazioni umane tra genitori e figli, diventa rischioso quando si colloca in una relazione di aiuto, sia essa terapeutica o educativa. Il libro si occupa di smontare alcuni stereotipi - quali "il gioco è apprendimento", si "conosce attraverso il gioco", il gioco è "l'attività preferenziale dell'infanzia" - attraverso una ricerca attenta sulle attività infantili nei primi 6-7 anni di vita, un'analisi dei giochi degli adulti, la costruzione di una teoria del gioco in armonia con il pensiero degli studiosi in questo campo e le osservazioni che emergono dal lavoro terapeutico psicomotorio con bambini con diverse tipologie di disturbi. Il volume descrive allora il gioco come un'attività di confine con la realtà e con l'arte, attività creativa che tuttavia, a differenza delle altre, è completamente gratuita. E in questo stanno la ricchezza e il limite: del gioco infatti non rimane traccia e perciò mantiene, eternamente, il suo fascino misterioso.

Erickson, Trento, 2012 (pag.184).

Claudio Ambrosini, Psicomotricista e TNPEE (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva) vive a Milano dove svolge l'attività professionale presso il Centro RTP (Ricerca e Terapia Psicomotoria) costituito nel 1992 e di cui è socio fondatore. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra cui i testi Asilo Nido. Il ruolo educativo, Milano, Laser (1996), La psicomotricità- Corporeità e azione nella costruzione dell'identità, Milano, Xenia (1999), Manuale di terapia psicomotoria dell'età evolutiva, Napoli, Cuzzolin (2005). Ha svolto la sua attività di formatore nell'Istituto di Psicomotricità di Milano, ha collaborato con i Servizi Educativi dell'Infanzia del comune di Milano, ha condotto corsi di aggiornamento presso leASL di diverse regioni italiane. È stato direttore della rivista "Psicomotricità". Attualmente è membro del Comitato Scientifico dell'associazione di categoria ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva Italiani) ed è docente presso l'Università degli Studi di Milano nei corsi di laurea per TNPEE. È presidente dell'associazione ONLUS milanese Circolo Culturale Giovanile di Porta Romana che è impegnata nel favorire in giovani adulti con sindrome di Down percorsi di costruzione dei possibili processi di autonomia e integrazione.

Simona Pellegatta Psicomotricista, diplomata presso l'Istituto di Psicomotricità di Milano nel 2004. Svolge la sua attività professionale presso l'Unità operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza di Usmate Velate (Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate). Ha collaborato a progetti di autonomia abitativa per ragazzi con svantaggio intellettivo.

Nel 2008 ha partecipato a Genova al VI Congresso ANUPI con un intervento sulle dinamiche del gioco infantile e le relative classificazioni.


Anzieu Annie, Anzieu-Premmereur Christine, Daymas Simone - Il gioco nella psicoterapia del bambino.

Prima del disegno e della parola il gioco costituisce uno dei principali terreni esplorativi della psiche del bambino. Con le sue componenti sensoriali e motorie esso permette un'espressione diretta dell'attività pulsionale. Quest'opera, fondata sullo studio analitico di numerosi casi clinici, è divisa in tre grandi parti che riguardano il gioco nel bambino da zero a cinque anni, nel periodo di latenza e infine lo psicodramma con l'adolescente. Altri capitoli sono dedicati in particolare alla storia della tecnica del gioco nella psicoterapia del bambino, al processo di simbolizzazione e ai problemi dell'interpretazione. Frutto dell'esperienza clinica di tre psicoanalisti, questo libro può diventare uno strumento di consultazione e di riferimento per tutti gli psicologi, psicoanalisti, psicoterapeuti, impegnati nella cura dei bambini.

Edizioni Borla, Roma, 2001 (pag.240)

Annie Anzieu è psicoanalista, membro titolare dell'Associazione psicoanalitica di Francia, vicepresidente della Società europea per la psicoanalisi del bambino e dell'adolescente (SEPEA), ex responsabile del Dipartimento di Psicoterapia all'Ospedale La Salpètrière.

Cristine Anzieu-Premmereur è psicoanalista, allieva della Società psicoanalitica di Parigi, pedo-psichiatra al Centro Alfred Binet a Parigi.

Simone Daymas è medico psicoanalista, membro della società psicoanalitica di Parigi, ex responsabile dell'insegnamento dello psicodramma all'ospedale La Salpètrière.


Barbieri Lina, Peserico Manuela - Psicomotricità e riabilitazione. pensieri e interventi di Cecilia Morosini.

Negli ultimi anni con sempre maggiore vigore si assiste al tentativo, da parte degli studiosi della psicomotricità e degli operatori che la applicano, di promuovere processi di chiarificazione su questa tecnica, i suoi obiettivi, le sue prassi operative ecc. Ed è proprio in questa linea di pensiero e di ricerca che si inscrive questo volume, dedicato al pensiero di Cecilia Morosini, che vuole contribuire a ridurre, almeno parzialmente, la confusione. Per facilitare la lettura e favorire la comprensione del testo riteniamo sostanziale esplicitare le linee guida che ci hanno portate a proporre questa selezione di scritti: il volume è organizzato in una trentina di contributi che percorrono tutta la linea evolutiva del pensiero morosiniano sulla psicomotricità. L'esposizione avviene secondo una scelta cronologica: dai primi lavori del 1970, agli ultimi, degli anni 2000. È particolarmente dettagliata l'evoluzione del pensiero teorico clinico mentre i Contributi tecnico applicativi, nelle diverse utenze, sono più contenuti. Grande attenzione viene posta anche al tema della formazione dello psicomotricista, aspetto di fondamentale importanza: l'iter formativo deve essere specifico a seconda dell'utenza trattata. Infatti per evitare di incorrere in "malpractice" è sostanziale che psicomotricità dell'età evolutiva, dell'adulto e dell'anziano siano diversificate: non è pensabile, né buona prassi, applicare percorsi specifici dell'età evolutiva ad età successive e viceversa.

Edizioni Junior, Parma, 2012 (pag. 239).

Lina Barbieri Psicologa, psicoterapeuta e psicomotricista. Fondatore e Direttore del Centro di Psicomotricità di Lodi, accreditato con la Regione Lombardia. Professore a contratto per l'insegnamento di Psicomotricità presso il Corso di laurea in Tecnica della riabilitazione psichiatrica afferente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale di Milano, docente presso la Scuola triennale di Formazione in psicomotricità CMP di Brescia. Socio fondatore della FISCOP (Federazione Italiana Scuole ed Operatori della Psicomotricità). Autrice di numerosi articoli sulla Psicomotricità tra cui due libri.

Manuela Peserico Psichiatra e psicoterapeuta, attualmente è docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. È Consigliere Onorario della Sezione Lombarda della Società Italiana di Riabilitazione Psichiatrica e autrice di numerose pubblicazioni sulla riabilitazione psichiatrica e psicosociale.


Barkley Russel A - Bambini Provocatori - Manuale clinico per la valutazione e il parent-training. (a cura di Giuseppe Chiarenza)

L'Autore presenta il suo programma di parent-training particolarmente interessante e adatto per i casi di ADHD. Gli obiettivi preposti sono quelli di migiorare la gestione familiare e le competenze dei genitori, prendere consapevolezza delle cause del comportamento, adattare i processi educativi tramite una guida chiara e di rispetto reciproco, accrescere l'armonia del gruppo familiare. Sono presenti come materiale diagnostico 11 moduli da compilare che vengono richiesti ai genitori per meglio conoscere la personalità del bambino.

Ars medica Editore, gallarate, 2007 (pag.218)

Russell A. Barkley, PhD è direttore di Psicologia e Professore di Psichiatria e Neurologia all'Università del Massachusetts, Medical Center. E' autore di numerosi libri di successo e programmi video. E' editore della newsletter The ADHD Report.


Belloni Loredana - Psicomotricità in acqua. Percorso educativo e terapeutico

La psicomotricità in acqua è un'attività particolarmente adatta a bambini disabili, poiché l'acqua è un elemento facilitante, il contesto ideale per andare oltre i propri limiti, sia fisici che psicologici. L'autrice presenta in questo libro un programma di acquaticità nato dalla sua pluriennale esperienza rivolto a psicomotricisti, insegnanti e educatori che lavorano con bambini con disabilità motorie. La prima parte a carattere teorico presenta le caratteristiche psicodinamiche dell'acqua e il simbolismo legato ad essa. Nella seconda si analizzano nello specifico gli obiettivi, la strutturazione dell'intervento e la metodologia, dando ampio spazio all'aspetto relazionale, sensoriale, funzionale e ai bisogni del bambino disabile che vengono soddisfatti dall'acqua. L'ultima parte dell'opera è interamente dedicata ad "Acquaticità e integrazione", un progetto per l'integrazione dei bambini disabili in piscina, che viene descritto in tutti i passaggi della realizzazione e delta conduzione, proponendosi come valido spunto metodologico. 

Erickson, Gardiolo, 2007 (pag.131).

Loredana Belloni, psicomotricista relazionale formata secondo il percorso di Psicomotricità Relazionale del Prof. André Lapierre e il corso di Analisi Corporea della Relazione presieduto da Anne Lapierre, lavora da anni con bambini con disabilità motorie. Formatasi negli anni '80, alla Scuola del Policlinico di Milano, è terapista della psicomotricità degli Ospedali Riuniti di Treviglio (BG), nel settore di Neuropsichiatria Infantile. È titolare di "Acquaticità e integrazione", un progetto-piscina per l'integrazione dei bambini disabili nato nel 1999 e organizzato dal Comune di Caravaggio. Di questo lavoro ne ha parlato la stampa locale e nazionale e la televisione ne ha fatto argomento di interesse, bene evidenziando la bontà dell'operazione e anche i consensi ottenuti.


Berti Eraldo, Comunello Fabio - Corpo e mente in psicomotricità. Pensare all'azione in educazione e terapia. 

Il ruolo primario dell'azione nelle relazioni interpersonali e nella cognizione sociale è stato confermato dalle più recenti ricerche della psicologia dell'età evolutiva e delle neuroscienze. Il presente volume, rivolto primariamente a terapisti della neuro-psicomotricità dell'età evolutiva, psicomotricisti, educatori, insegnanti e psicologi, propone un approccio psicomotorio, da applicare negli ambiti educativo e terapeutico, fondato sulla centralità dell'azione interattiva per la qualificazione delle relazioni di aiuto nella prima e seconda infanzia. L'azione - compiuta, percepita e condivisa - è il motore primo della strutturazione delle memorie, dell'apprendimento, compreso il sistema simbolico, e dell'intersoggettività. Non è un mero atto motorio, ma è una manifestazione primaria della costruzione della realtà. Il corpo diviene quindi produttore e organizzatore di senso, all'interno di azioni che si intrecciano e diventano mezzi e fini di un processo che lo psicomotricista mette in atto. Allo scopo di fornire un supporto teorico credibile e condivisibile, tramite continue esemplificazioni e riflessioni, viene indagato il rapporto fra corpo e mente, proponendo una logica osservativa che privilegia l'interazione e i modi dell'azione che includono e veicolano affettività, intenzioni, scopi, regole sociali e progettualità.

Edizioni Erickson, 2011 (pag. 1184)

Eraldo Berti. Docente incaricato per l'insegnamento di Educazione psicomotoria, presso il corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva dell'Università di Padova. Utilizzando gli strumenti della semiotica, ha compiuto assieme a Fabio Comunello ricerche sulla terapia psicomotoria e sull'osservazione e l'analisi della comunicazione non verbale. Svolge attività di formazione per terapisti e educatori ed è coordinatore della biofattoria sociale dell'Associazione Conca d'Oro Onlus. Responsabile per la stessa di progetti europei riguardanti la formazione e l'inclusione lavorativa di disabili in agricoltura. Fa parte di un'équipe che realizza progetti per adolescenti con autismo.

Fabio Comunello.Psicologo e psicoterapeuta, psicomotricista e insegnante di Educazione fisica. È docente incaricato per l'insegnamento di Osservazione del comportamento infantile, presso la Libera Università di Bolzano, e per l'insegnamento di Psicomotricità di gruppo, nel corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Padova. Con Eraldo Berti ha compiuto ricerche sulla terapia psicomotoria e sull'osservazione e l'analisi della comunicazione non verbale. È presidente dell'Associazione Conca d'Oro Onlus che gestisce una biofattoria sociale e Vicepresidente Nazionale ANUPI.


Bravo Lucrezia, De Agostini Gianluigi - La bambola ....che non ha un nome.

Il libro riporta l'esperienza di interventi psicomotori con bambini vittime di maltrattamento e di abuso sessuale. Vengono evidenziate in modo particolare le profonde implicazioni corporee dei sintomi, così come è possibile sulla base dei principi e con gli strumenti dell'intervento psicomotorio nel suo versante clinico. L'esposizione delle diverse esperienze è accompagnata da una lettura attenta e puntuale da parte dell'autrice e da un'analisi che la stessa propone attraverso la teoria di Bowlby, scelta come modello teorico di riferimento. Il continuo rimando tra il materiale clinico, che esplora i vissuti dolorosi inscritti nel corpo e la teoria dei modelli di attaccamento permette di costruire una cornice di riferimento orientativa alla comprensione delle dinamiche relazionali agite dai bambini. Il libro nasce dall'esigenza dell'autrice di riflettere sul proprio lavoro e di documentare un tipo di intervento, quello psicomotorio, che nell'ambito specifico del maltrattamento e dell'abuso si rivela adeguato ed efficace. La collaborazione ricca e stimolante con Gianluigi De Agostini, medico specialista in Neuropsichiatria Infantile e Neurofisiologia Clinica, accompagna e sostiene la realizzazione di questo libro. Il libro è rivolto non solo a professionisti del settore, ma anche a genitori, insegnanti, educatori.

Edizioni Scientifiche, Bologna, 2007 (pag.129).

Lucrezia Bravo, Psicomotricista, Gestalt counsellor, Formatore, ha operato presso le strutture psico-socio-sanitarie per l'età evolutiva. Attualmente libera professionista e consulente presso strutture educative e terapeutiche per minori. Dopo aver concluso una formazione triennale in formatore e conduttore di gruppi a mediazione corporea presso il C.R.T.I. ha collaborato e coordinato corsi di formazione in psicomotricità presso il C.R.T.I. dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (dal 1989 al 2003).


Basagni Carla - La disgrafia senza dislessia. Dalla diagnosi alla riabilitazione.

Il volume, rivolto a terapisti, insegnanti, grafologi e genitori, affronta il problema della disgrafia, disturbo caratterizzato da una difficoltà esecutiva della scrittura manuale corsiva che la rende scàrsamente leggibile e che colpisce soggetti in età scolare in percentuali ragguardevoli.

Corredato da una parte teorica in cui viene descritto il disturbo della scrittura (disgrafia) in assenza di disturbo della lettura (dislessla), il testo riporta le esperienze di rieducatori professionisti: riflessioni e ipotesi diagnostiche, momenti della terapia, commenti sul percorso terapeutico illustrato dai numerosi disegni e saggi grafici che documentano l'iter riabilitativo dei soggetti. La disgrafia senza dislessia, attraverso la presa in esame di molteplici casi relativi alle diverse tipologie del disfurbo della scrittura, mostra le tappe più importanti del processo di riabilitazione e fornisce puntuali indicazioni non soltanto per affrontare il disturbo, ma anGhe per riconoscerlo nel suo insorgere, consentendo'così di eseguire un'opera di prevenzione e "contenimento" del disturbo stesso.

Edizioni Del cerro, Tirrenuia, 2007 (pag. 145).

Carla Basagni si è laureata in Lett'ere e Filosofia presso l'Università di Firenze. È Consulente grafologa specializzata in "Disgrafie e Rieducazione della Scrittura" presso l'Università di Urbino ed è Presidente dell'Associazione ANGRIS (Associazione Nazionale Grafologi Rieducatori della Scrittura).


Cartacci Ferruccio - Bambini che chiedono aiuto. L'ascolto e la cura nella terapia dell'esperienza.

Di fronte al bambino che chiede aiuto - non solo con le parole - la "terapia dell' esperienza" suggerisce uno spazio, un tempo e un silenzio dove la relazione adulto-bambino possa agire un nuovo ascolto, far emergere un'espressività dalle radici interne, proiezione dell'autentica intima vita di ciascun soggetto. Approccio originale in psicoterapia infantile, ma anche utile riflessione per chiunque operi nel campo della relazione d'aiuto ed educativa, la proposta del testo restituisce il felice e inedito incontro fra diverse prospettive teoriche e metodologiche maturato dall'autore nel corso di una lunga esperienza clinica e formativa, che significativamente risente del suo legame con la corporeità, l'animazione e il teatro. Ne emerge una pratica, meglio un processo, che integra gli assunti della Psicoterapia della Gestalt e della concezione dello sviluppo di Stern con la ricerca psicomotoria, nel ricorso consapevole, che essa è capace di esprimere, alle forme espressive proprie dell'infanzia il gioco e l'azione innanzitutto. 

Edizioni Unicopli, Milano, 2002 (pag.171).

Ferruccio Cartacci, psicoterapeuta della Gestalt e psicomotricista, si occupa di clinica e di formazione in ambito educativo e socio-sanitario. Collabora con la cattedra di Pedagogia della psicomotricità della Facoltà di Scienze dell'educazione dell'Università degli studi di Milano-Bicocca


Castagnini Mario - I disturbi dello sviluppo neuro e psicomotorio del bambino - diagnosi e terapia.

Il testo prende in considerazione i punti salienti del problema suddividendolo in due capitoli specifici.

1. La diagnosi: deve fondarsi su dati certi ma deve poter mantenere l'aspetto di alta probabilità più che di certezza. Infatti il dato certo viene dall'anamnesi: il 95% dei bambini con patologia conclamata fa parte di poche categorie di situazioni patologiche o a rischio alla nascita; il dato di alta probalilità di rischio per un futuro patologico se da un lato viene da alcuni segnali particolari sintomatici appunto per un futuro sviluppo anormale, dall'altro ci permette sulla base di questo dato di alta probabilità, di intervenire precocissimamente, garantendoci quindi la più alta probabilità di riuscita nel trattamento.

2. Il trattamento: che deve essere precocissimo e con ben determinate caratteristiche e che può essere sinteticamente così descritto "terapia neurospsicomotoria" su base neuro e psicoevolutiva evocante schemi e modelli di sviluppo innati o congeniti di carattere neuro e psicomotorio, mediante stimoli adatti in posture adeguate, per un tempo sufficiente.

Il tutto corredato da immagini e da schemi che rendono più facile la comprensione della proposta.

Stampato dall'Opera Don Calabria, Via San Zeno in Monte, 23, 37129 - Verona

Castagnini Mario è neurologo e riabilitatore, attualmente collabora con A.R.C. i nostri figli, che ha come scopo la divulgazione della diagnosi precoce adeguata e del trattamento precoce ed efficace nei bambini affetti da disturbi dello sviluppo neuro e psicomotorio

Il libro è liberamente scaricabile senza costo dal sito www.aerreci.org


Cramer Bertrand - Cosa diventeranno i nostri bambini? Curare le ferite precoci in modo che non lascino traccia.

L'Autore è noto per la psicoterapia madre-bambino impostata per risolvere le precoci difficoltà relazionali nella relazione diadica. Il libro riporta diversi casi di conduzione terapeutica. L'autore pone il problema del riconoscimento dei segnali precoci di successive difficoltà, propone l'intervento precoce per sventare una minaccia d'infelicità futura. L'autore evoca le forze e le debolezze della famiglia, le angosce e le difese del bambino e soprattutto la possibilità per i genitori di superare le difficoltà con i propri figli. Cramer svela i segreti della capacità di guarigione, gli effetti terapeutici di determinati incontri e avvenimenti, e indica punti di riferimento fondamentali per genitori, insegnanti ed educatori.

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000 (pag. 263)

Bertrand Cramer, psichiatra e psicoanalista ginevrino, è il creatore di una nuova tecnica psicoanalitica, le psicoterapie madre-bambino, che permettono di risolvere le precoci difficoltà relazionali tra genitori e figli. È inoltre l'autore di Il primo legame (con T B. Brazelton, Milano 1991), Professione bebè (Torino 1992) e Segreti di donne, pubblicato nel 1996 in questa stessa collana.


  Di Renzo Magda (a cura di) - I significati dell'autismo. Integrazione della realtà emotiva e cognitiva nella ricerca e nella clinica.

Che cos'è l'autismo? È davvero un mondo altro definibile solo attraverso l'estraneità? E che cosa non è l'autismo? Il libro risponde ad alcuni di questi interrogativi conducendo il lettore in un lungo percorso fatto di osservazioni, verifiche, riflessioni e proposte terapeutiche scaturite tutte da un incontro attento e partecipe con il bambino con autismo, piuttosto che con l'autismo del bambino. L'approccio globale che viene proposto dagli autori come risposta alla complessità del problema, colloca i punti nodali dello sviluppo in un ambito dove non può esistere una conoscenza che non sia connotata emotivamente e dove non esiste un affetto che possa esprimersi senza una forma organizzata. Il concetto di integrazione, inteso come incontro tra diverse prospettive teoriche, come punto di convergenza di diverse aree dello sviluppo e come scambio tra tutti i partecipanti al processo terapeutico costituisce, in effetti, il leit motiv di tutto il libro. Il Progetto Tartaruga, presentato nel corso della trattazione, consiste in un percorso terapeutico condotto insieme ai bambini e alle loro famiglie. È un processo di conoscenza reciproca, in continua evoluzione, verso la ricerca di significati profondi che possano far luce su una patologia con ancora molte zone d'ombra. La ricerca di un senso dei comportamenti, come per esempio le stereotipie, che apparentemente sembrerebbero non aver alcun significato, rende, infatti, il processo terapeutico del bambino con autismo un continuo work in progress in cui il terapeuta assolve alla fondamentale funzione di contenimento e di mediazione con l'esterno. I risultati positivi della terapia, attentamente valutati in una situazione di re-test, dipendono dalla professionalità degli operatori, dalla collaborazione con la scuola e la famiglia, dalla precocità dell'intervento terapeutico e dall'intensità delle proposte all'interno di un unico quadro di riferimento. li Progetto Tartaruga rappresenta, inoltre, un programma di ricerca piuttosto. articolato condotto con più di 50 bambini con autismo che offre l'opportunità di riflettere, in un modo nuovo, sull'eterogeneità delle abilità, delle espressioni e delle competenze relative a diversi contesti, oltre che ai singoli bambini.

Questo volume delinea, dunque, un possibile percorso di incontro con i significati nascosti dell'autismo, attraverso un viaggio condiviso con i bambini.

Edizioni Magi, Roma 2007 (367)

Magda Di Renzo, laureata in Filosofia, logopedia e Psicologia, analista junghiana, membro del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) e dell'IAAP (International Association for Analytical Psychology). ResponSabile del Servizio di Psicoterapia dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, dal 1974 svolge attività clinica nell'ambito delle patologie evolutiva e si occupa di formazione, avendo diretto e/o condotto corsi per logopedisti psicomotricisti insegnanti di sostegno, educatori professionali, pediatri e psicologi ed esercitando attvità di supervisione anche in contesti istituzionali. Docente di psicologia e psicopatologia evolutiva in varie scuole di specializzazione per psicoterapeuti, dirige dal 2000 il Corso Quadriennale di Specializzazione Psicoterapia dell'Età Evolutiva a indirizzo psicodinamico dell'Istituto di Ortofonologia di Roma.

Responsabile di vari progetti, in Italia e all'estero, a favore di bambini e ragazzi nel contesto scolastico e di ricerca in ambito clinico, ha sempre coltivato un particolare interesse per le aree arcaiche dello sviluppo, per il non verbale e per le psicopatologie riferibili a traumi precoci. Autrice e coautrice di numerose pubblicazioni, tra cui per i tipi delle Edizioni Magi: Il movimento disegna (1996), Un approccio terapeutico al balbuziente (1996), I "luoghi" del mondo infantile (1997), Il colore vissuto (1998), La psicologia del colore (2000), Vivere bene la scuola 2000), Fiaba, disegno, gesto, racconto (2005), Ti racconto il mio ospedale (2007).


Fava Vizziello Graziella, Stern Daniel (a cura di) - Dalle cure materne all'interpretazione. Nuove terapie per il bambino e le sue relazioni: i clinici raccontano. 

Il libro propone i diversi approcci terapeutici (psicoanalitico, psicodinamico, comportamentista, cognitivista, sistemico) in modo da giungere a capire quali forme stia assumendo questo nuovo campo d'intervento, individuando i punti in comune e le divergenze e valutando se le variazioni richieste dall'applicazione delle tecniche terapeutiche tradizionali comportino piccoli adattamenti o prefigurino invece trasformazioni tali da evidenziare la nascita di una nuova area clinica. 

Raffaello Cortina Editore, Milano, 1992 (pag. 419)

Graziella Fava Vizziello, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, è titolare dell'insegnamento di Psicopatologia generale e dell'età evolutiva presso il corso di laurea in Psicologia dell'Università di Padova.

Daniel N. Stern, autore impegnato nella ricerca sull'infanzia, sia nella pratica clinica sia nell'insegnamento, è attualmente docente di Psicologia presso l'Università di Ginevra e professore aggiunto di Psichiatria al Medical Center della Cornell University di New York.


Greenspan Stanley I., Wieder Serena - Bambini con bisogni speciali (Parte I). Alla scoperta dei punti forza peculiari di ogni bambino, delle capacità evolutive, delle sfide. Famiglia, terapia e scuola. 

L'idea centrale del nostro lavoro con i bambini con bisogni speciali e le loro famiglie è quella di riuscire a ritagliare su misura le interazioni, dalle quali i bambini possono apprendere, alle sua unice qualitò e capacità evolutive. Tutti i bambini devono padroneggiare certi aspetti fondamentali dello sviluppo per diventare capaci di pensare, di interagire socialmente e di cimentarsi con un'ampia gamma di emozioni. Il bambino con bisogni speciali, ad esempio con un disturbo dello spettro autistico, deve essere aiutato a raggiungere questi stessi obiettivi.

Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2007 (pag.247).

Stanley I. Greenspan, MD, è psicoanalista, professore di clinica psichiatrica, scienza del comportamento e pediatria alla George Washington University. Con i suoi numerosi articoli scientifici, trattati sulla psicologia del bambino e saggi divulgativi è diventato uno degl i autori più autorevoli e ascoltati.

Serena Wieder, PhD, è una psicologa clinica, specializzata nella diagnosi e nel trattamento di bambini.


Greenspan Stanley I., Wieder Serena - Bambini con bisogni speciali (Parte II). Il metodo floor-time

Questo libro costituisce un approccio globale alle sfide allo sviluppo poste dall'autismo, dalla sindrome di Down, dai disturbi dell'attenzione e iperattività, dai disturbi del linguaggio e rappresenta per genitori e operatori professionali un aiuto essenziale per la comprensione del profilo psicologico individuale del bambino. La traduzione italiana di questo libro è dedicata a tutti i genitori di bambini affetti da autismo nella speranza che esso possa essere di aiuto nella loro vita quotidiana a contatto con una malattia così strana ed enigmatica. 

Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2007 (pag.247).

Stanley I. Greenspan, MD, è psicoanalista, professore di clinica psichiatrica, scienza del comportamento e pediatria alla George Washington University. Con i suoi numerosi articoli scientifici, trattati sulla psicologia del bambino e saggi divulgativi è diventato uno degl i autori più autorevoli e ascoltati.

Serena Wieder, PhD, è una psicologa clinica, specializzata nella diagnosi e nel trattamento di bambini.


Greenspan Stanley I., Wieder Serena - Trattare l'autismo. Il metodoFloortime per aiutare il bambino a rompere l'isolamento e a comunicare.

Il termine Floortime - letteralmente "tempo passato sul pavimento" - indica sia una tecnica specifica di interazione e gioco che avviene appunto "sul pavimento" sia un approccio generale orientato a favorire lo sviluppo del bambino tenendo conto dei suoi interessi e delle sue abilità. Trattare /'autismo illustra per la prima volta ai genitori e agli operatori professionali questo metodo innovativo di grande efficacia, i cui successi sono noti in ogni parte del mondo. Greenspan ha dimostrato che i bambini con sintomi di autismo non hanno potenzialità rigidamente limitate o determinate: in molti casi riescono a integrarsi nel gruppo di coetanei e a condurre una vita soddisfacente dal punto di vista emotivo e intellettivo. Poiché questo programma può essere applicato fin dalle primissime fasi dello sviluppo, la speranza di prevenire

le manifestazioni più gravi del disturbo autistico diventa una possibilità reale.

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2007 (pag. 412)

Stanley I. Greenspan, MD, è psicoanalista, professore di clinica psichiatrica, scienza del comportamento e pediatria alla George Washington University. Con i suoi numerosi articoli scientifici, trattati sulla psicologia del bambino e saggi divulgativi è diventato uno degl i autori più autorevoli e ascoltati.

Serena Wieder, PhD, è una psicologa clinica, specializzata nella diagnosi e nel trattamento di bambini.


Lapierre André - Dalla psicomotricità relazionale all'analisi corporea della relazione. 

L'autore colloca la sua riflessione in un'ottica freudiana, in quanto il gioco libero e senza giudizio è l'equivalente, a livello di espressione corporea, dell'associazione libera a livello di espressione verbale. Tuttavia, egli infrange il doppio divieto del toccare, sottolinea l'importanza fondamentale del desiderio fusionale, insiste sul simbolismo degli oggetti e colloca l'antagonismo delle pulsioni non più tra Eros e Thanatos, ma tra Eros e Ares, Amore e Guerra. La regressione, la catarsi e le modificazioni dello stato di coscienza sono poste a confronto con le attuali conoscenze sui neurotrasmettitori.

Armando Editore, Roma, 2001 (pag.192)

André Lapierre, studente presso l'Ecole Normale Supérieure d'Education Psysique (Scuola Normale Superiore di Educazione Fisica), André Lapierre insegna kinesiterapia a Parigi dal 1946, anno della creazione in Francia di tale terapia. Pubblica un'opera ponderosa, La rieducazione fisica, che servirà da fondamento agli studenti in Europa e America Latina. Per quindici anni lavora con i bambini in un Centro di Rieducazione Fisica e pratica, a livello privato, la vertebroterapia. La sua esperienza lo porta a rimettere in discussione il suo orientamento meccanicistico e ad attribuire un'importanza sempre crescente alla qualità della relazione. Insieme a Bernard Aucouturier, è tra i creatori della psicomotricità e pubblica, successivamente, numerose opere che saranno tradotte in italiano, spagnolo e brasiliano. Inizialmente orientato, in una concezione piagetiana, verso gli aspetti cognitivi della motricità, si sposta poco a poco verso una concezione sempre più marcatamente psicanalitica dell'espressione motoria che lo porterà a dare vita alla psicomotricità relazionale e in seguito, in collaborazione con la figlia Anne, 'a strutturare l'Analisi Corporea della Relazione. Il suo iter professionale gli permette una esperienza molto diversificata, maturata nel corso degli anni, con bambini più o meno patologici, con bambini in tenera età a titolo di profilassi mentale, e con gruppi di adulti in Europa, Canada e America Latina.


Lorin Claude - Un nuovo sguardo sull'anoressia. La danza come soluzione possibile.

Un'impostazione rivoluzionaria dei metodi di cura dell'anoressia. L'autore allontanandosi dalla visione rigidamente circoscritta all'ambiente familiare, in cui la figura della madre viene fin troppo colpevolizzata - suggerisce a chi ha problemi di comportamento alimentare di praticare la danza. Danzare significa utilizzare in modo positivo le preoccupazioni alimentari. La danza può trasformare la malattia in qualcosa di sacro, perché implica la sublimazione di tutto ciò che è corpo, slancio vitale, desiderio, passione... Un'impostazione che non rinuncia, comunque, alla terapia psicoterapeutica, che viene integrata con la teatroterapia e la danza.

I casi descritti nel volume mostrano come questa strada sia percorribile, e lo testimoniano le pazienti anoressiche che in seguito hanno intrapreso la carriera di danzatrici.

Interessatiti e chiaririficatori gli incontri dell'autore, riportati alla fine del vollume, con personalità quali Carolyn Carlson e Leila da Rocha, ex anoressiche e oggi ballerine di fama internazionale.

Edizioni Magi, Roma, 2009 (pag.189)

Claude Lorin, psicoanalista all'Ospedale di St. Anne (Parigi), consulente scientifico dell'Association Internationale d'Histoire de la Psychiatrie et de la Psychanalyse e professore all'Università Parigi X e all'Università di Reims. Autore di numerosi saggi, tradotti in diverse lingue. Per i tipi delle Edizioni Magi e stato pubblicato un suo volume, La mia analisi. Diario di Un futuro analista. Ha un'autentica passione per la danza


Malagoli Togliatti Marisa, Mazzoni Silvia (a cura di) - Osservare, valutare e sostenere la relazione genitori-figli. Il Loausanne Trilogue Play clinico.

Il Lausanne Trilogue Play clinico - mutuato dal lavoro di ricerca sul triangolo primario del Gruppo di Losanna - è un metodo di osservazione diretta delle relazioni familiari, realizzato attraverso la messa in atto, da parte della famiglia, dei modelli interattivi che la caratterizzano mediante un gioco in cui genitori e figli possono cooperare in modo più o meno funzionale per uno scopo condiviso. Il metodo rientra nell'ambito della ricerca in psicodinamica e ha l'obiettivo di operazionalizzare i criteri di valutazione relazionale quando il clinico deve esprimere una diagnosi e formulare un progetto di psicoterapia fa- miliare o un intervento di sostegno alla genitorialità. Ancorato a costrutti teorici su cui convergono molte ricerche sulla famiglia, il sistema di codifica che viene proposto si basa su indicatori comportamentali che differenziano le famiglie funzionai da quelle disfunzionali in termini di alleanze familiari. La procedura viene descritta dettagliatamente e il testo rappresenta il manuale del sistema di codifica del Lausanne Trilogue Play clinico, molto utile a psicoterapeuti e psicologi clinici per lo programmazione dei loro interventi.

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006 (pag.173).

Marisa Malagoli Togliatti è professore ordinario di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari presso il dipartimento di Psicologia dinamica e clinica dell'Università "La Sapienza'\,di Roma.

Silvia Mazzoni è professore associato di Psicologia dinamica presso il dipartimento di Psicologia dinamica e clinica dell'Università "La Sapienza" di Roma.


Manzano J., Palacio Espasa F., Zilkha N. - Scenari della genitorialità. La consultazione genitori-bambino.

Nella loro lunga esperienza di trattamenti psicoterapeutici con bambini e adolescenti, gli autori hanno potuto ripetutamente rendersi conto che le esperienze dei genitori con i diversi membri della propria famiglia di origine esercitano un'influenza fondamentale sull'insorgenza e sul mantenimento dell'attuale patologia del figlio. Hanno quindi potuto mettere a punto una vera e propria classificazione di diversi scenari relazionali che descrivono questa sorta di trasmissione di vissuti e comportamenti disfunzionali da una generazione all' altra. Gli scenari della genitorialità si presentano di volta in volta differenti per i diversi figli, ma differenti anche nelle diverse età e in ogni momento specifico della valutazione e del trattamento. Attraverso la presentazione di numerosi casi clinici, gli autori descrivono questo approccio diagnostico alla patologia infantile e adolescenziale e il modello di intervento psicoterapeutico che ne è derivato. 

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001 (pag.149).

Juan Manzano, psicoanalista, si occupa da tempo di problemi dell'età infantile e dell'adolescenza. È professore di Psichiatria presso la facoltà di Medicina di Ginevra e dirige il servizio medico-pedagogico della stessa città. Tra i suoi libri tradotti in Italia, Curare il bambino (Torino 1998).

Francisco Palacio Espasa opera presso il dipartimento di Psichiatria dell'Università di Ginevra ed è assistente presso la Clinica di psichiatria infantile. Nelle nostre edizioni è stato pubblicato Psicoterapia con i bambini (1995). 

Nathalie Zilkha si è laureata a Ginevra e si è specializzata in Psichiatria e psicoterapia dell' infanzia e dell' adolescenza.


O'Leary Charles J. - Counseling alla coppia e alla famiglia. Un approccio centrato sulla persona

CharlesJ. O'Leary, la cui straordinaria capacità analitica e il cui stile brillante fanno risaltare l'umanità delle persone e delle situazioni descritte, illustra le modalità attraverso le quali l'approccio centrato sulla persona si può concretamente combinare con la psicoterapia di coppia e della famiglia. Il testo, che costituisce uno strumento di lavoro anche per gli psicoterapeuti della coppia e della famiglia che perseguono l'obiettivo di confrontarsi con l'approccio centrato sulla persona, fornisce valide indicazioni per aiutare i counselor a prepararsi al counseling relazionale, affrontando costruttivamente i timori che derivano dall'avvicinarsi alla dimensione relazionale stessa. Il lettore è accompagnato in una piacevole lettura che gli permetterà di acquisire la conoscenza di moltissime esperienze concrete di coppie e famiglie, in un processo volto a svelare le caratteristiche peculiari delle fasi iniziali, centrali e conclusive del processo terapeutico.

Erickson, Trento, 2002 (pag.191).

Charles J. O'Lear, Counselor, insegna alla Regis University a Denver, Colorado. È stato membro del Center for Studies of the Person per vent'anni, dove ha effettuato i suoi studi insieme a Cari Rogers. Ha rivestito il ruolo di Approved Supervisor all'American Association of Marriage and Family Therapists, è docente universitario di terapia della famiglia e della coppia e tiene seminari negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Italia.


Palacio Espasa Francisco - Psicoterapia con i bambini.

Il libro offre un importante contributo alla definizione dei presupposti teorici della psicoterapia infantile e ne illustra, con numerosi e dettagliati esempi clinici, alcune applicazioni. L'intento è di ribadire la specificità della psicoterapia infantile come tecnica d'intervento e la sua autonomia teorico-clinica rispetto alla psicoanalisi "classica". Di particolare interesse è infatti l'intervento, descritto ampiamente dall'autore, sull'intero nucleo familiare, in cui vengono trattate anzitutto le aspettative patologiche dei genitori. I casi clinici corredano e illustrano efficacemente l'esposizione teorica. 

Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995 (pag. 277) 

Francisco Palacio Espasa dirige il Centro diurno per bambini psicotici di Clairval e Comptines, à Ginevra, e lavora come psichiatra nell'Ospedale della stessa città. È docente di Psicoterapia del bambino e dell'adolescente presso l'Istituto Superiore della Fondazione Universitaria di Madrid e insegna Psichiatria infantile e psicopatologia presso le Università di Pisa e di Padova.


Piccinno Spartia - Pet Therapy psicomotoria.

Il termine "pet-therapy" comprende, com'è noto, un insieme di interventi di tipo educativo e terapeutico di vario genere, aventi come elemento comune l'impiego funzionale di un animale da compagnia. Si va dalle Attività Assistite con Animali (Animal-Assisted Activities, AAA), volte al miglioramento della qualità della vita del paziente attraverso un'azione genericamente rieducativa, alle Terapie Assistite con Animali (Animal-Assisted Therapy, AAT), guidate da un progetto di intervento terapeutico maggiormente strutturato, fino alla Educazione Assistita con Animali (AnimaiAssisted Education, AAE), specificamente finalizzata al miglioramento delle facoltà cognitive nei bambini e negli adolescenti. Di recente è stata elaborata una quarta categoria, la cosiddetta Terapia Psicomotoria Assistita con Animali (TPAA), la cui specificità risiede, appunto, nell'aspetto psicomotorio, più precisamente sul fatto di lavorare prioritariamente sulla sfera motoria per il recupero della sfera cognitiva, facendo ripercorrere all'assistito in maniera corretta le tappe di quel cammino evolutivo che per varie ragioni è stato invece compiuto all'insegna di carenze e/o malfunzionamenti. La sua applicazione è risultata efficace in ambiti sia psichiatrici, sia neurologici, sia genericamente geriatrici: dalle nevrosi ossessive alle psicosi, dalle depressioni alle afasie, dall'autismo all'iperattività, dall'Alzheimer al Parkinson. Questo libro ne illustra tutti gli aspetti, avvalendosi di un repertorio di casi clinici davvero esemplare, e offrendo al lettore un inquadramento oggettivo del ruolo dell'animale, lontano dagli stereotipi romantici che ancora oggi inquinano e spostano in direzione pseudoscientifica una disciplina che aspira invece a costruirsi, progressivamente e decisamente, uno statuto razionale.

Editoriale Olimpia, Sesto fiorentino, 2010 (pag.114).

Spartia Piccinno è nata a Milano. Si è formata come psicomotricista presso il Centro Studi di Psicomotricità Psicologia e Neuropsichiatria Infantile del prof. Roberto Carlo Russo a Milano e come pet-terapista presso la Federazione Svizzera Cani da Terapia. E attualmente presidente dell'Associazione Italiana Pet Therapy, di cui è stata cofondatrice nel 1999. Vive a Silvano D'Orba (Alessandria).


Rigon Giancarlo, Chiodo Simona (a cura di) - Psicofarmacologia in età evolutiva.

L'utilizzo degli psicofarmaci in età evolutiva è un tema di grande attualità e interesse. Non sono tuttavia molti i testi, nella realtà italiana, che ne approfondiscono aspetti e problematiche. In questo contesto assume ancora maggiore rilevanza il contributo di questo volume che presenta le considerazioni di alcuni tra i massimi esperti italiani dell'argomento, recentemente intervenuti a Bologna nell'ambito di un seminario di psicofarmacologia per l'età evolutiva. Il volume propone una puntuale trattazione dei principali disturbi psicopatologici dell'età evolutiva - arricchita da spunti di riflessione, discussioni, domande e casi clinici concreti - soffermandosi, tra l'altro, anche sugli aspetti medico legali connessi all'utilizzo degli psicofarmaci in età evolutiva. Attraverso questa disamina i contributi mostrano come l'intervento psicofarmacologico sul bambino, quando necessario, si inscriva in una presa in carico globale, attenta a diversi aspetti e contesti e, innanzitutto, rispettosa della condizione evolutiva del minore. Un testo quindi rivolto a neuropsichiatri infantili, psicofarmacologi, psicologi e psicoterapeuti ma anche a quanti desiderano approfondire la questione sulla base delle esperienze dirette qui riportate.

Franco Angeli, Milano, 2004 (pag. 254).

Giancarlo Rigon, psichiatra e neuropsichiatra infantile, psicoanalista e docente presso le Scuole di specializzazione di psichiatria e neuropsichiatria infantile dell'Università di Bologna, dirige l'Unità Operativa di Neuropsichiatria infantile dell'Ausl Città di Bologna.

Simona Chiodo, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta, ha lavorato presso il Centro diurno per preadolescenti e adolescenti con gravi disturbi psicopatologici ed attualmente opera nel Servizio ospedaliero di psichiatria e psicoterapia dell'età evolutiva dell'Ausl Città di Bologna.


Russo Roberto Carlo - Diagnosi e terapia psicomotoria.

L'autore nell'affrontare la trattazione della diagnosi e terapia psicomotoria parte dal presupposto indispensabile di considerare il "problema del bambino", sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico, nel complesso sistema di dinamiche relazionali e di reciproci influssi e condizionamenti ambientali; in particolare entrano in gioco tre tipi di forze: il bambino con la sua spinta evolutiva, i modelli parentali e quelli sociali.

L'impostazione del lavoro tiene conto della globalità della persona che si forma attraverso un percorso nel quale si intersecano e interagiscono le caratteristiche costituzionali del bambino, la composizione del nucleo familiare, la personalità dei genitori, la variabilità dei modelli di riferimento, gli eventi ed esperienze del bambino nell'ambito familiare e sociale, le contraddizioni tra i modelli, l'eventuale variabilità degli ambienti, il periodo di comparsa dei disturbi, la sensibilità dell'adulto verso il problema, la tipologia del comportamento del bambino e le sue variabili nel percorso evolutivo. Tutti questi fattori sono fondamentali sia per la definizione della diagnosi che per l'approccio alla terapia. 

La valutazione psicomotoria che viene presentata, oltre ad analizzare la modalità d'essere del bambino nella relazione con l'altro, dovrà valutare l'organizzazione della motricità, delle informazioni, della conoscenza del sé corporeo, della capacità di organizzazione spazio-temporale, della comunicazione, dell'espressione grafica, dei processi attentivi e della emozionalità nei suoi aspetti affettivi ed emotivi. 

L'analisi dei disturbi dell'atto motorio apre una nuova modalità di valutazione che, oltre a considerare le strutture competenti e l'eventuali disfunzioni, considera anche le modalità organizzative tipiche di uno stile psicomotorio correlabile sia alle caratteristiche costituzionali che a determinati influssi dei modelli parentali. Le principali sindromi psicomotorie, le sindromi relazionali d'interesse psicomotorio e l'impaccio del movimento, vengono riviste dall'autore con una nuova impostazione rispetto alle precedenti. L'aspetto originale risiede nel significato dato alla terapia, nel tipo di setting, nell'identificazione degli obiettivi e nella modalità di conduzione della terapia che presentano caratteristiche innovative e maggiormente centrate sul "bisogno" evolutivo del bambino. Viene affermata l'indispensabilità del supporto alle figure genitoriali e sociali (da parte dello psicologo o del neuropsichiatra infantile) per raggiungere, attraverso una proficua collaborazione, gli stessi obiettivi. Alla fine del libro viene riportato un glossario dei termini specifici per favorire una più valida comunicazione tra gli addetti ai lavori. 

Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2000 (pag. 232).

Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007).


Russo Roberto Carlo - Il gioco delle parti. 

La storia evolutiva dei popoli e relativi usi e costumi, e le travolgenti modifiche tecnologiche, hanno portato variazioni comportamentali nell'individuo, a volte con significato di positivo adattamento alle modifiche sociali in atto, a volte con risposte decisamente anormali e in opposizione alle necessità biologiche sia del bambino che dell'adulto. Facilmente le insicurezze per l'allevamento, i timori per i rischi, gli eccessi di protezione, le modalità alimentari, la regolazione dei ritmi giornalieri, gli stimoli evolutivi, le attività ludiche, creano una quantità di quesiti, la cui risposta richiede, per essere produttiva, l'adattamento alle capacità recettive del bambino da parte dell'ambiente. 

Il confronto tra il "sistema bambino - ambiente", considerabile nella norma, e le situazioni di competenza neuropsichiatrica infantile, hanno portato a considerare spesso molto sfumato il limite tra la norma e la patologia; inoltre, si è potuto notare, a partire da una potenziale normalità di sviluppo, delle cospicue differenze nell'evoluzione dei disturbi relazionali, a seconda della tipologia individuale, dei modelli parentali e sociali, degli eventi personali e familiari, del periodo e tipo d'intervento, della presenza o assenza del supporto educativo e/o terapeutico ai modelli di riferimento.

L'approccio allo studio e applicazione nella pratica terapeutica delle modalità d'intervento psicomotorio, iniziato negli anni sessanta, hanno permesso di avvicinarsi sempre più al mondo del bambino ed a rapportarsi con lui nel rispetto e in accordo con le sue modalità espressive e comunicative. L'entrata nella sua dimensione spaziale e simbolica, e la disponibilità sintonica con i suoi vissuti, hanno aperto un nuovo percorso terapeutico, in cui la partecipazione agita in qualità di figura plasmabile alle necessità evolutive è diventata fondamentale per un più proficuo e rapido processo terapeutico. 

Scopo principale del libro è la presentazione delle basi per la psicoterapia dell'agito a mediazione corporea, modalità di conduzione terapeutica che permette al bambino di vivere in senso costruttivo o ricostruttivo le problematiche nel rispetto della sue caratteristiche espressive. L'impostazione e lo sviluppo della terapia dovrà rispettare un ottica globale, che tenga in considerazione l'interazione tra i seguenti fattori: l'organizzazione sociale, i modelli parentali nelle diverse fasi evolutive, la tipologia di base del bambino e la somma delle esperienze vissute, le modalità di comunicazione all'ambiente del propio malessere e le motivazioni del bambino. Nel contempo si afferma l'indispensabilità di promuovere adeguati interventi di sostegno alle figure parentali e sociali per procedere, pur con strumenti e modalità diverse, verso obiettivi comuni. 

Edizioni scientifiche CSIFRA, Bologna, 11997 (pag. 245)

Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007).


Russo Roberto Carlo - Il senso dell'azione in psicoterapia infantile. La terapia individuale e il supporto all'ambiente.

L'impostazione psicoterapica infantile presentata in questo libro si contraddistingue sia per il tipo di approccio che per la conduzione terapeutica; l'attenzione terapeutica è rivolta alla Persona nella sua globalità con particolare attenzione alle dinamiche che interagiscono tra i vissuti, le motivazioni e le potenzialità del bambino; l'alleanza con il bambino avviene nel rispetto e nell'accettazione dell'identità della persona e delle relative caratteristiche, favorendo l'istituirsi di una base sicura con il terapeuta. Il mediatore terapeutico è l'attività ludica che faciliti l'emergere del vissuto del bambino tramite il gioco simbolico, le produzioni fantasmatiche e l'immaginario. Il percorso terapeutico ha come presupposto di permettere al bambino di vivere concretamente le problematiche assieme al terapeuta al fine di favorire l'emergere dei significati psicodinamici delle problematiche. Per il bambino è l'inizio di un nuovo percorso che aiuterà a scoprire le proprie potenzialità di elaborazione delle dinamiche e fornirà la possibilità di riviverle concretamente assieme al terapeuta. Vivere un diverso adattamento della situazione in atto assume per il bambino un'alta valenza evolutiva in quanto è tramite l'azione che nell'infanzia si verificano le regressioni favorevoli che portano ad una rielaborazione positiva dell'organizzazione del sé. L'evoluzione delle tematiche tramite l'azione permetterà d'impostare nuove tracce psichiche atte a porre le basi per il passaggio, ove necessario, dal presimbolico al simbolico e da questo al pensiero. La terapia stimola progressivamente il processo di autonomia, il rinforzo della fiducia del Sé, il raggiungimento della socializzazione, nel rispetto delle potenzialità e dei bisogni del bambino. Il terapeuta è la figura che accompagna il bambino nel nuovo percorso e che faciliterà i passaggi evolutivi tramite il gioco, l'immaginazione, il disegno, il racconto di sé e le produzioni fantasmatiche. Il bambino riportando il frutto dell'elaborato terapeutico nelle relazioni parentali e sociali, frequentemente compromesse in quanto causa o concausa dei disturbi infantili, spesso non ha un riscontro di cambiamento e di maggiore attenzione alle proprie necessità evolutive. Per tale motivo risulta indispensabile fornire un aiuto alla famiglia e una attiva collaborazione con le figure scolastiche. 

Le patologie infantili vengono affrontate secondo un intervento globale articolato in tre momenti strettamente correlati tra loro (pur avendo ognuno il proprio strumento di lavoro): la psicoterapia, il supporto parentale e la collaborazione con le strutture scolastiche ed educative. La possibilità d'integrare questi tre ambiti, favorisce una progressione terapeutica adeguata alla realtà in cui vive il bambino; esso spesso si trova ad essere il portatore di un problema che a volte è solo il sintomo di un malessere della vita familiare o di quella sociale. La psicoterapia, il supporto familiare ed educativo necessitano momenti di confronto e di adattamento ai nuovi obiettivi che si definiscono durante il percorso terapeutico del bambino. Il lavoro di sostegno e di counseling ai genitori e la collaborazione con le figure scolastiche ha come obiettivo primario quello di fornire un aiuto per la comprensione e l'elaborazione delle problematiche del bambino. Questi interventi devono presupporre una comunità d'intenti volta ad evidenziare anche le eventuali difficoltà di comunicazione tra le parti, ad evitare gli isolamenti colpevolizzanti dei genitori, a rafforzare le indispensabile alleanze tra le figure in gioco. Questo lavoro di rete avrà una riflessione positiva sulla vita del bambino. 

Casa Edidrice Ambrosiana, Milano, 2007 (pag.250) 

Roberto Carlo Russo è nato e vive a Milano, laureato in Medicina nel 1962, specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, ha prestato servizio presso l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Milano e presso l'Ospedale Corberi. Dal 1975 al 1998 è stato responsabile di Servizi Territoriali di Neuropsichiatria Infantile. Dal 1999 è docente di Clinica e terapia della Psicomotricità per il corso di Laurea in Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia. Ha condotto ricerche specifiche sull'evoluzione normale e patologica del bambino, sugli effetti dei modelli genitoriali, sull'organizzazione della personalità del bambino. Ha studiato e sviluppato una sua modalità d'intervento psicomotorio e psicoterapico con il bambino, correlata ad una presa in carico psicologico-educativa dei genitori, una collaborazione con le insegnanti e una supervisione alle figure terapeutiche. Ha pubblicato oltre 80 lavori e 9 libri tra cui: Indagini in neuropsichiatria infantile. (1994); Il gioco delle parti. (1997); Diagnosi e terapia psicomotoria (2000); Sviluppo neuropsicologico del bambino. (2002); Evoluzioni e disturbi del movimento (2003); Il senso del movimento in psicoterapia infantile. (2007). 


Sameroff A.J., McDonough S.C., Rosenblum K.L. - Il trattamento clinico della relazione genitore-bambino.

Cosa accade quando una madre non riesce a relazionarsi con il proprio bambino? Cosa può fare al riguardo il terapeuta? Pianto, difficoltà legate al sonno e all'alimentazione: su questi aspetti si giocano i problemi comuni del rapporto madre-bambino. Tuttavia, alcuni casi si presentano più complessi e difficili da gestire, dal punto di vista sia del bambino sia del genitore o di chi lo accudisce. Integrando approccio terapeutico e problemi relazionali della prima infanzia, il volume illustra una vasta gamma di modalità di intervento clinico volte al trattamento delle difficoltà nelle relazioni precoci come pure alla promozione di una risposta appropriata da parte dei caregiver. Accomuna tali strategie l'intento di sostenere uno sviluppo adeguato e salutare dei bambini e delle loro famiglie.

Il Mulino, bologna, 2009 (pa. 373)

Arnold J. Sameroff, psicologo dello sviluppo, insegna nel Dipartimento di Psicologia dell'Università del Michigan dove è direttore del Center for Development and Mental Health presso il Center for Human Growth and Development.

Susan C. McDonough è ricercatrice nella School of Social Work e nel Center for Human Growth and Development dell'Università del Michigan.

Katherine L. Rosenblum, psicologa clinica e dello sviluppo, è ricercatrice nel Center for Human Growth and Development dell'Università del Michigan.


Tustin Frances - Protezioni autistiche nei bambini e negli adulti.

La "capsula", il "guscio duro" nel quale è rinchiuso il bambino autistico sono stati descritti fino ad ora nella loro funzione di "barriera" che impedisce ogni contatto con il mondo esterno. Si è trascurato invece l'aspetto difensivo, rassicuratorio, protettivo che essi svolgono contro quel vissuto di disperante vulnerabilità che costituisce il vero contrassegno dell'autismo psicogeno. Attraverso la presentazione di abbondante materiale clinico, l'autrice chiarisce la genesi di questa estrema manovra difensiva che può essere progressivamente resa meno rigida ed esclusiva attraverso un trattamento psicoterapico che tenga conto del significato esistenziale che la condizione di incapsulamento ha per il bambino autistico. Il resoconto dettagliato di numerose sedute di psicoterapia esemplifica questo particolare approccio e offre al lettore la possibilità di partecipare, con la psicoterapeuta e con il piccolo paziente, al lento ritorno di quest'ultimo a una condizione di vita normale. 

Raffaello Cortina Editore, Milano, 1991 (pag.204).

Frances Tustin ha collaborato con vari centri pubblici e privati di Londra e, per un anno, con il J. Jackson Children' s Center di Boston negli Stati Uniti. Ha svolto attività di supervisione alla Tavistock Clinic e di insegnamento alla Brunel University, formando numerosi psicoterapeuti infantili interessati soprattutto alla cura dei disturbi psicotici. Dalla metà degli anni Settanta collabora con l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell'Università di Roma. Fra i suoi numerosi lavori sono stati pubblicati in italiano Autismo e psicosi infantile (1975), Stati autistici nei bambini (1983), Barriere autistiche nei pazienti nevrotici (1990).


Wille Anne-Marie, Ambrosini Claudio - Manuale di Terapia Psicomotoria dell'Età Evolutiva.

Il "Manuale di psicomotricità dell'età evolutiva" è una sintesi dell'esperienza trentennale degli autori maturata in ambito clinico, in modo prevalente con bambini e adolescenti, ed attraverso l'insegnamento della disciplina. Si rivolge nei suoi contenuti in particolar modo all'età evolutiva e all'intervento psicomotorio stesso. Il manuale presenta il contesto storico in cui è nata la psicomotricità in Italia, fornisce nozioni molto precise sulla metodologia di base della terapia psicomotoria e ne illustra gli ambiti di intervento e potenzialità terapeutiche, con particolare riguardo per l'età evolutiva. Il testo, approfondito in tutte le sue parti e arricchito da esemplificazioni cliniche, fornisce anche "ai non addetti ai lavori" un'idea chiara su quali siano le competenze di un terapista della psicomotricità e aiuta a capire che cosa accade nella stanza tra operatore e bambino durante una seduta. Dopo un'ampia trattazione teorica, gli autori dedicano una parte del manuale all'applicazione clinica della psicomotricità, definendo i disturbi di maggior interesse in tale ambito.

Cuzzolin Editore, Napoli, 2005 (pag.423)

Anne Marie Wille, diplomata in Riabilitazione Psicomotoria all'Università.di Ginevra, ha compiuto studi di ritmica e pianoforte presso l' Institut Jacques Dalcroze della stessa città. È Terapista della Psicomotricità, docente formatore di Psicomotricisti e Terapisti della Riabilitazione. Ha fondato e dirige l'Istituto di Psicomotricità di Milano dove vive e lavora. E professore a contratto presso l'Università di Pavia (Facoltà di Megicina, diploma di laurea per Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva). Autrice di varie pubblicazioni tra cui: Il bambino ipercinetico e la terapia psicomotoria (1989),Il ragazzo nella nebbia (1991), Il bambino di poche parole (1994), La terapia psicomotoria nei disturbi minori del movimento (1996), Il gigante silenzioso (2001), Il corpo musicale (2005).

Claudio Ambrosini, nato a Milano, città in cui vive e lavora. È Terapista della Psicomotricità dell'Età Evolutiva e formatore presso il Centro RTP (Ricerca e Terapia Psicomotoria) dj cui è socio fondatore (1992). Dal 1981 ha un incarico di docenza presso l'Istituto di Psicomotrocità di Milano. È stato Direttore Responsabile e Scientifico di Psicomotricità, rivista dell'ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani, incarico ricoperto dal 1997 (anno di fondazione della rivista) al 2001; attualmente ricopre l'incarico di Direttore Responsabile. Ha pubblicato: Asilo Nido - Il ruolo educativo (1996) e La psicomotricità - Corporeità e azione nella costruzione dell'identità (1999).


Wille Anne-Marie - L'Inibizione Psicomotoria. L'azione tesa e l'azione sospesa.

L'inibizione è un insieme di meccanismi fisiologici neurali, cognitivi ed emotivi, senza i quali l'essere vivente non potrebbe sopravvivere. Il tema di questo lavoro riguarda invece l'inibizione in un'accezione negativa, intesa come "non poter agire" o "agire nel disagio". L'inibizione può colpire ciascuno di noi, e in tal caso la si può considerare come un processo adattivo, ossia come un meccanismo di difesa contro l'ansia e la paura. Tuttavia, quando questo meccanismo non è più una semplice reazione, bensì una condizione permanente, essa stessa diventa fonte di ulteriore disturbo, come l'Inibizione Psicomotoria (IPM) del bambino che non è una sindrome, ma una reazione dell'organismo che colpisce in modo specificò l'atto motorio. Secondo i casi, le cause dell'inibizione e la sua espressione sono differenti: dall'azione sospesa nella condizione di inerzia, di chi non sa progettare o programmare un'azione, e nella condizione di conflittualità in cui non si riesce a decidere di agire, fino all'azione tesa del maldestro che manifesta il suo disagio mentre esegue i movimenti. L'IPM è quasi una sfida per il terapista della psicomotricità che si confronta con chi evita il movimento, vissuto come disagio, anziché come espressione gioiosa. L'allentamento, o la scomparsa del sintomo diventano possibili solo se il terapista si accosta al problema con la prudenza e le strategie del gatto, che esplora un nuovo ambiente, prima di trovare un nicchia confortevole.

Cuzzolin Editore, Napoli, 2007 (pag.140)

Anne-Marie Wille diplomata in Riabilitazione Psicomotoria all'Università di Ginevra, ha compiuto studi di ritmica e pianoforte presso l'Institut Jacques Dalcroze della stessa città. Terapista della Psicomotricità, docente formatore di Psicomotricisti e Terapisti della Riabilitazione. Ha fondato e dirige l'Istituto di Psicomotricità di Milano dove vive e lavora. Dal 1998 è professore a contratto presso l'Università di Pavia (Facoltà di Medicina, diploma di laurea per Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva). Autrice di varie pubblicazioni tra cui: Il bambino ipercinetico e la terapia psicomotoria (1989), Il ragazzo nella nebbia (1991), Il bambino di poche parole (1994), La terapia psicomotoria nei disturbi minori del movimento (1996), Il gigante silenzioso (2001), Il corpo musicale (2005). Per i tipi della Cuzzolin Editore ha pubblicato nel 2005 Manuale di terapia psicomotoria dell'età evolutiva.